A- A+
Esteri
Usa, saranno le donne conservatrici a decidere il destino del “bad guy” Trump
Donald Trump

Usa, "quando è troppo è troppo" paiono dire i repubblicani moderati sulle accuse sessuali di Trump

“Quando è troppo è troppo” sembra essere il pensiero di una buona parte dei repubblicani, in particolare quello dei moderati, il giorno dopo la sentenza che ha giudicato colpevole Donald Trump di abusi sessuali condannandolo inoltre a pagare 5 milioni di dollari. Il cuore dei rep comincia a chiedersi sempre più concretamente se la capacità istrionica del tycoon di gridare al complotto e di mostrarsi vittima di un sistema, secondo lui, “marcio” possa continuare ad essere un valore vincente nel prossimo rally per le presidenziali oppure si stiano superando i limiti dell’etica per un politico. Un politico che aspira a ritornare a guidare l’America. E’ pur vero che il vecchio leone, come sua abitudine, non si dà per vinto ed anzi rilancia cercando spazi di visibilità in televisione, CNN compresa. Stesso gioco lo aveva fatto ad aprile dopo il verdetto di colpevolezza per aver pagato il silenzio di una porno star e il suo pubblico lo aveva ancora “perdonato” regalandogli in un battibaleno milioni di dollari per la campagna elettorale.

Usa, la " caccia alle streghe" potrebbe non valere per questa ultima accusa

Ma le perplessità di una parte del partito repubblicano non è campata in aria. Questa volta non si parla di giudizi di corresponsabilità per l’attacco a Capitol Hill o danaro regalato per nascondere una relazione extraconiugale “condivisa" ma di abusi sessuali su una donna consenziente. Un qualcosa di totalmente diverso che potrebbe cambiare molti atteggiamenti favorevoli dei supporter. In questo caso è difficile sostenere la “caccia alle streghe” che lo aiuto’ anche in occasione del tentativo di impeachment. 

E un precedente sondaggio del 2017 su alcune accuse di molestie sessuali non relazionate a Trump aveva avuto un risultato preoccupante se ribaltato sulla recente sentenza: oltre la metà degli intervistati aveva detto chiaramente che se le accuse fossero state confermate il presidente avrebbe dovuto essere rimosso e messo sotto accusa. E anche su questo ultimo caso relativo alla scrittrice E. Jean Carroll, il tycoon richiama in campo “ le streghe” nella persona di un conosciuto datore del Partito Dem, George Conway, che sarebbe dietro alla denuncia della donna.

Usa, poche le voci dei repubblicani a favore del tycoon, Un silenzio "assordante".

Pochi rep, dopo la sentenza, hanno parlato.Tra questi l'ex governatore dell'Arkansas Asa Hutchinson, rivale alle primarie rep "Il verdetto della giuria va trattato seriamente ed è un altro esempio del comportamento indifendibile di Donald Trump". Poi John Thune numero due nel Senato,che ha sostenuto come “il verdetto “sessuale” dovrebbe indurre il partito a ripensare alle possibilità di Trump per il 2024. Il senatore del Texas John Cornyn è stato ancora più chiaro: "Non credo possa essere eletto nel 2024”.

Altri, come Mike Pence p Ron Desantis, pesi da 90 nel partito hanno scelto un silenzio assordante. Quest’ultima sentenza di New York si è subito riflessa sui sondaggi, soprattutto nel campo femminile. Il 44% delle donne ha scelto Biden, contro il 41% per Trump. Tra gli uomini il risultato è stato opposto: 48% per Trump e 31% per Biden. Saranno , molto probabilmente , le donne/( conservatrici e moderate) l'ago della bilancia che deciderà se il “bad guy” Trump puo’ ancora aspirare (o meno) a correre per la casa Bianca contro un "duro e puro" come Joe Biden. Le scommesse sono aperte.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
abusi sessualibidenpresidenzialitrumpusa





in evidenza
Caso gioielli, Scotti punge Fagnani: “Belva addomesticata? Devi fare i nomi”

La conduttrice vs Striscia la Notizia

Caso gioielli, Scotti punge Fagnani: “Belva addomesticata? Devi fare i nomi”


in vetrina
Affari in Rete

Affari in Rete


motori
Lamborghini Urus SE: l'icona dei super SUV diventa ibrida

Lamborghini Urus SE: l'icona dei super SUV diventa ibrida

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.