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Esteri
Capitol Hill? Era solo l'inizio. "Usa verso la guerra civile nel 2024"

Usa verso la guerra civile? Lo sostiene il libro di un'analista Cia

620.000. Seicentoventimila. E' il numero dei morti causato dalla guerra civile americana. Nonostante da quei tremendi quattro anni tra il 1861 e il 1865 sia trascorso oltre un secolo e mezzo, si tratta di una memoria dolorosa e una ferita ancora profondissima nella storia degli Stati Uniti. Per tutto questo tempo non si è mai pensato che un qualcosa di simile potesse accadere di nuovo. Nemmeno lontanamente simile.

Ora, però, il clima è drammaticamente cambiato. Il "sogno americano" ha lasciato posto alla "rabbia americana". E da terra di opportunità il nuovo continente è diventata terra di risentimento. Rivolto all'esterno, ma anche e soprattutto all'interno, con due Americhe che si guardano e si disprezzano a vicenda. Non solo non si parlano ma nemmeno hanno interesse a provare a parlarsi.

"Rischio guerra civile con le elezioni del 2024"

Gli Stati Uniti sono "più vicini alla guerra civile di quanto chiunque di noi vorrebbe credere". La tesi choc (parola per una volta non utilizzata in maniera esagerata) è contenuta in un libro di prossima uscita di Barbara F. Walter, professoressa di scienze politiche dell'Università della California a San Diego e membro della task force della Cia sull'instabilità politica. 

L'analisi di Barbara F. Walter, una professoressa di scienze politiche dell'Università della California a San Diego che siede nella Task Force per l'instabilità politica, è contenuta in un libro in uscita il prossimo anno ma i cui contenuti sono trapelati sui media statunitensi, in particolare sul Washington Post, dove tra l'altro tre generali in pensione hanno scritto di essere "sempre più preoccupati per le conseguenze delle elezioni presidenziali del 2024 e per il potenziale caos letale all'interno del nostro esercito".

Proprio il 2024 è la data segnata con un cerchiolino rosso sia dagli esperti di intelligence che dalla stessa Walter, in previsione di un voto che promette di scatenare non solo le classiche polemiche che spesso hanno accompagnato le elezioni presidenziali ma anche un'ondata di risentimento. Se non addirittura qualcosa di più inquietante e organizzato, come già visto in occasione dell'assedio a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio.

La spaccatura allargata da Trump non si rimargina. Anzi...

La narrativa di Trump sulle frodi elettorali ha convinto i suoi elettori e ha allargato una spaccatura già esistente e la cui colpa non va ricercata solo dalla parte del tycoon. Ma è evidente che la sua teoria del complotto ha fatto presa su una parte dell'opinione pubblica statunitense incline a provare rancore verso il cosiddetto "establishment". 

Si pensava che il Partito repubblicano potesse cambiare direzione e tornare in un alveo più istituzionale dopo l'uscita di Trump dalla Casa Bianca. Così non è stato, anzi è accaduto l'esatto opposto con l'ex presidente che mantiene saldo il controllo del Great Old Party. Prevedibile che un esito del voto non conforme alle aspettative non sarà accettato dai due schieramenti, in particolare dai fan di Trump se come tutto lascia credere sarà lui il candidato repubblicano al voto del 2024.

Il libro in cui Walter si chiama How Civil Wars Start e analizza in maniera cruda la situazione americana: "Gli Stati Uniti, una democrazia fondata più di due secoli fa, sono entrati in un territorio molto pericoloso". Walter scrive che gli Stati Uniti sono passati attraverso fasi di "pre-insurrezione" e "conflitto incipiente" e possono ora essere in "conflitto aperto", a partire dalla rivolta del Campidoglio.

"Dopo le elezioni 2024 potenziali nuovi tentativi di impadronirsi degli uffici federali"

L'analista della Cia sostiene che gli Usa siano diventati qualcosa a metà tra una democrazia e uno stato autocratico e che la crisi portata dai fatti di Capitol Hill  "si metastatizza, in tutto il sistema nel tempo, in modo che sia possibile che qualsiasi elezione vicina sia dichiarata falsa e fraudolenta" con una profonda "crisi di legittimità" dalla quale sarà difficile uscire comunque vada nel 2024.

Walter si immagina un "conflitto a bassa intensità" dove gruppi armati di destra potrebbero cercare di imitare i secessionisti del 1860 e tentare di "impadronirsi dei forti e degli uffici federali con la forza". Analizzando la presenza alla rivolta del Campidoglio di "un numero inquietante di veterani e membri dell'esercito in servizio attivo", si sottolinea peraltro che "più di uno su 10 degli accusati negli attacchi aveva un curriculum di servizio".

Lo scenario è davvero fosco. Per quanto possa sembrare incredibile, gli Stati Uniti rischiano di cadere, anzi di essere già caduti, in una spirale pericolosissima. Conclude amara Walter: "Nessuno vuole credere che la loro amata democrazia sia in declino, o diretta verso la guerra". Ma il rischio, evidentemente, esiste.

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