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Esteri
Usa, volti noti no vax licenziati in tronco dalle aziende

In America anche i miti cadono per colpa del Coronavirus. E’ successo qualche giorno fa a Karl Bohnak che da 33 anni era il volto americano delle previsioni del tempo. La sua radio e Karl in particolare dava le previsioni di un bellissimo posto americano, la penisola superiore del Michigan.

Era così popolare che gli americani erano soliti dire “Questo è quello che dice Karl”. Insomma le previsioni del tempo erano in mano al “mago del tempo”.

Ma a questa popolarità il virus ha messo uno stop nel momento in cui il 68enne Karl non ha rispettato l’obbligo della vaccinazione. La stazione TV6 lo ha licenziato in tronco.

Grey, il proprietario della radio non ha voluto sentire ragioni e ha seguito la legge licenziando il popolare artista. La motivazione del metereologo, che da più di  tre decenni ha dovuto “fare i cartoni” e andarsene, è stata molto semplice “ a 68anni non avevo nessuna intenzione di vaccinarmi, sentivo che era mio diritto, come essere umano e cittadino degli Stati Uniti, decidere cosa mettere nel mio corpo".

E Bohnak non è un caso isolato. Sono molti, anche se in una percentuale ridotta, i lavoratori che decidono di perdere il loro lavoro piuttosto che farsi vaccinare. Non sono molti, è vero, ma fanno comunque notizia.

Ad esempio nello stato di Washington, come come riferiscono fonti ufficiali, si sono dimessi o sono stati licenziati quasi 1.900 dipendenti statali. Tra questi un volto eccellente, quello del capo allenatore di football della Washington State University.

Anche in Michigan, 400 lavoratori dell'Henry Ford Health System di Detroit hanno lasciato il lavoro, mentre Novant Health, in Carolina del Nord, ha licenziato 175 dipendenti.

L’elenco non si ferma certamente qui ma, fortunatamente, la maggior parte dei lavoratori americani ha capito il valore del vaccino e si è schierata contro queste minoranze ritenute pericolose.

A metà anno, 150 lavoratori dell’ospedale metodista di Houston si sono dimessi o sono stati licenziati per essersi rifiutati di farsi vaccinare. Uno di loro era l'infermiera Jennifer Bridges, che ha guidato la lotta dei no vax. Rapidamente è diventata il volto noto del movimento.

Il licenziamento però le ha dato popolarità e non le ha impedito di avere ben altre cinque offerte di lavoro. Per altri lavoratori metodisti di Houston, invece, il licenziamento ha avuto conseguenze più gravi.

E’ il caso di Becky Melcer che lavorava come programmatore di procedure diagnostiche e interventi chirurgici. Era una carriera lunga e importante e Melcer si aspettava di andare in pensione dallo Houston Methodist in appena altri sei anni o anche meno. Invece, è stato licenziato due settimane prima del suo traguardo di 15 anni.

Ha chiesto la disoccupazione ma le è stata negata in quanto la sua perdita di lavoro è stata causata da cattiva condotta."Se non fossi sposato, non so cosa farei", dice Melcer. Ha fatto ricorso ma dubita molto di riuscire a vincerlo.

Curiosa la motivazione dell’uomo che a 59 anni ha detto al giudice di aver preso la decisione perchè ispirato da Dio che continuava a ripetergli di non farsi vaccinare. Un virus, questa volta come non mai, assolutamente “ non benedetto”.

 

 

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