Molti ristoratori si rivolgono agli avvocati per recensioni online che sfociano nella diffamazione ma chiedono un intervento legislativo per risolvere il problema
Le recensioni online sono un’arma a doppio taglio. Da un lato permettono ai ristoratori di attirare nuovi clienti dall’altro, quando sono volutamente negative anche se non ce n’è ragione, possono anche affossare un’attività. Per i ristoratori non è tanto un problema un commento non positivo quanto quelli di carattere violento che possono concretizzarsi in vera e propria diffamazione. In questo caso si parla di astroturfing.
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“Quello delle recensioni negative, ai limiti della critica o proprio fasulle, è un problema comune. Esistono dei provvedimenti di urgenza per intervenire, ma se la persona che ha scritto non è subito identificabile è molto più difficile”, ha dichiarato a Repubblica l’avvocata Deborah Bianchi, specializzata in diritto dell’Internet. La questione riguarda anche gli alberghi: “Se la recensione è negativa pesa molto. Possono essere d’aiuto, ma pure un ricatto — afferma ancora a Reppublica il presidente di Federalbeghi Firenze, Francesco Bechi — C’è chi ha fatto denunce per diffamazione, ma il rischio è di andare avanti per anni, mentre il danno che si subisce invece è immediato”.
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In più bisogna considerare che l’iter per arrivare a una sentenza è spesso lungo e costoso, cosa che spinge la maggior parte degli imprenditori a desistere. Per questo in molti richiedono un intervento legislativo. “Il mondo della ristorazione sta cambiando in tutto, anche in questo. Prima magari ci si confrontava con i clienti in presenza. Ora alcuni stanno zitti, poi vanno a casa e si sfogano con la tastiera”, racconta Paolo Raveggi, titolare della Trattoria Locanda Dino a Firenze che già due volte si è rivolto all’avvocato per false recensioni. La prima volta due due clienti avevano scritto di essere state aggredite e minacciate mentre la seconda il ristorante era stato accusato di avere cibo riscaldato da giorni conservato in un frigorifero poco pulito.

