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Alta moda con l’economia circolare? Si e già esiste: “sartoria dello scarto”

Può esistere una couture bella, glamour, dal design avanguardistico…basata sull’economia circolare? In inglese il movimento che la promuove ha un nome poco attrattivo, per meglio definirlo è un ossimoro. Waste couture, ovvero “sartoria dello scarto”. Volete un esempio perfetto di bellezza creata da uno scarto? I top e gli abiti meravigliosi di Francesca Marchisio, visti durante la presentazione nel nuovo polo del lusso milanese, il Salotto di Milano di corso Venezia 7. Le paillettes che li strutturano sono state ritagliate da scarti tessili, dai pezzi di stoffe che solitamente avanzano durante i processi di taglio. Un elemento che rende ogni capo unico, visto che le sarte cuciono le grosse cialde di tessuto estro, componendo una sorta di collage.

Anche i blazer in twill di lana della collezione di Francesca sono creati con un tessuto certificato, composto da cotone organico, lana vergine ricavata dagli scarti delle filature e nylon riciclato. Anche qui, il partner tecnico è un’azienda del biellese leader nella sostenibilità, la Subalpino. La collezione di Francesca è puro design, nulla viene levato al glamour: abiti in seta Habutai (quella giapponese, seta cotta dalla mano fluida e super morbida) tinti con le tonalità marmoree delle mura antiche, caban in cotone bicolore totalmente reversibili (stupenda la nuance burro/bordeaux), camicie maschili con profili dai colori grafici, vestiti in tela paracadute spuzzati di rosa misto a rosso o giallo seguendo un codice cromatico di ricerca, raffinato e unico. Gli ombrelloni al mare, le sezioni dei minerali: tutto è spunto per elaborare qualcosa di nuovo, partendo da un concetto di leggerezza “Calviniano”, tratto dalla passione di Francesca per le Lezioni Americane. “

La semplicità è sempre frutto di un’elaborazione precedente profonda, scaturisce dalla conoscenza” –dice lei. I pantaloni over sono funzionali, fluidi, modulabili. Del resto Marchisio ha alle spalle riconoscimenti e conferme di talento: laureata alla Marangoni nel 2001, vince il concorso Next Generation della Camera Nazionale della Moda Italiana nel 2007 e viene cooptata in Max Mara. Nel 2001 crea la linea di borse Sacaporter, dove la sua capacità trasformista e l’intelligenza progettuale sfociano in pezzi dall’anima multipla, capaci di cambiare anima e forma a seconda della necessità. Nel 2014 nasce la linea Francesca Marchisio, che pur mantenendo saldo il pilastro delle bellezza si muove sulla direttrice dell’economia circolare.

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