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Libri & Editori
Addio a Laura Lepetit, femminista e anima della casa editrice La Tartaruga

 LAURA LEPETIT, intellettuale femminista che ha creato e diretto La Tartaruga, casa editrice che pubblicava solo donne, con criteri letterari e non politici, è morta nella sua casa in Maremma. Aveva appena compiuto 89 anni. Il decesso, riferisce l'Adnkronos, è avvenuto questa mattina nel borgo di Poggio Murella, nel comune di Manciano, in provincia di Grosseto.

Con la sua casa editrice fondata nel 1975, LEPETIT ha contribuito a far conoscere molte delle più grandi scrittrici del nostro tempo: Margaret Atwood, Ivy Compton-Burnett, Nadine Gordimer, Barbara Pym, Doris Lessing, Alice Munro, Gertrud Stein, Edith Wharton, Virginia Woolf, Anna Banti, Grave Paley, per citarne solo alcune. Dopo aver alimentato un ricco catalogo ultra ventennale - dove figurano anche Elizabeth Bowen, Patricia Highsmith, Clarice Lispector, Grazia Livi, Patrizia Zappa Mulas, Anna Maria Ortese, Fernanda Pivano, Lidia Ravera - nel 1998, per motivazioni dettate dal mercato editoriale, vende sia il marchio che il catalogo La Tartaruga alla Baldini Castoldi Dalai Editore.

Nata Roma il 3 agosto 1932 come LAURA Maltini, all'età di 12 anni si trasferisce a Milano per motivi lavorativi del padre. Dopo una laurea in Lettere moderne all'Università Cattolica, a 24 anni si sposa con l'industriale Guido LEPETIT e inizia a lavorare come supplente. Nel 1965 rileva insieme Anna Maria Gandini e altri amici la libreria Milano Libri e poi fonda con Giovanni Gandini e la moglie Anna Maria una rivista a fumetti con le strisce dei Peanuts, la mitica "Linus".

Femminista militante, entra a far parte del gruppo Rivolta femminile, guidato da Carla Lonzi, con cui instaurerà un lungo sodalizio intellettuale, interrotto improvvisamente nel 1975, quando LAURA LEPETIT decide di imbarcarsi in una nuova avventura e fondare la casa editrice La Tartaruga. Una casa editrice femminile, non femminista, dedicata esclusivamente ad autrici donne: non militanti, semplicemente grandi scrittrici, perché "qualsiasi grande scrittrice è femminista; qualsiasi donna intelligente lo è, non potrebbe non esserlo", spiegava la creatrice. 

"La mia immagine di successo era quella dei grandi editori che hanno sede in un palazzo e molti collaboratori a cui delegare il lavoro. A me mancava lo spirito commerciale, per questo dico che La Tartaruga è stata un insuccesso. Ma non nego il grande successo dell'utopia della mia casa editrice: quella di collaborare per poter cambiare il mondo", confessava nel libro LEPETIT.

Nel 1987 LAURA LEPETIT è stata insignita del titolo di Cavaliere del Lavoro "per meriti morali e professionali", Nel 1989 ha ricevuto il Premio Nazionale ''Creare è donna'' e, nel 1995, in occasione del ventennale della sua casa editrice, il Premio Editore Donna. Nel 2002 è stata insignita della Targa Speciale della Giuria del Premio Alghero Donna. 

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