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Luisa Ranieri boom di ascolti, ma ecco la vera donna dietro Lolita Lobosco
LaPresse

Lolita Lobosco, con Luisa Ranieri è boom di ascoli tv

Continua il boom di ascolti per la fiction di Rai1 Le indagini di Lolita Lobosco, ambientata a Bari e in cui Luisa Ranieri interpreta la vicequestore nata dalla penna di Gabriella Genisi. La puntata d'esordio è stata seguita da 7 milioni 535mila spettatori con share del 31,8%, trend topic sui social, tra molti applausi e qualche critica (“Noi non parliamo così”, “Ha lo stesso accento di Lino Banfi”, si lamenta qualche utente pugliese). Ieri la seconda puntata della serie è stata vista da 6 milioni e 849mila spettatori con share del 29,8%. In leggero calo rispetto a una settimana fa, ma indubbiamente resta un risultato di tutto rispetto. 

Diretta da Luca Miniero, la serie è liberamente tratta dai romanzi di Gabriella Genisi (Sonzogno e Marsilio Editori), scrittrice di grande fascino e stile ma determinata a dare vita a un personaggio femminile fuori dagli stereotipi, che andasse a “colmare una lacuna narrativa” ben visibile nel panorama italiano: si è ispirata a Montalbano, dichiara Gabriella a La Gazzetta del Sud, ma “il successo del personaggio di Montalbano evidenziava l’assenza di personaggi femminili apicali in polizia. Le donne in divisa c’erano in pagina, ma si fermavano al ruolo di ispettrici”.

Le indagini di Lolita Lobosco, dai libri di Gabriella Genisi alla fiction con Luisa Ranieri

Lolita non è solo “tacco 12 e tanto fascino” ma è soprattutto intuito, determinazione, coraggio, una poliziotta single che dopo alcuni anni di lavoro al Nord torna nella sua città natale, Bari, a capo di una squadra di soli uomini, e si trova ad affrontare non solo i casi di criminalità con cui deve fare i conti per lavoro, ma anche i pregiudizi e gli stereotipi che investono lavoro e vita privata.

Problemi con cui ogni donna fa i conti ogni giorno. E infatti, racconta Gabriella Genisi, dietro Lolita non c’è solo la sua fantasia, ma anche una figura femminile reale: “Si chiama Letizia La Selva e oggi è un questore che dirige la polizia ferroviaria in Marche, Umbria e Abruzzo. Una donna tostissima che non rinuncia alla sua femminilità”.

Lolita Lobosco, i romanzi di Gabriella Genisi

gabriella genisi
Gabriella Genisi

“Dal 2010 in poi, per fortuna, ne sono arrivate tante altre”, di donne in divisa che si sono conquistate la scena di gialli e thriller italiani. Ma tra le apripista c’è stata lei, Lolita Lobosco, la cui prima indagine è uscita per Sonzogno proprio quell’anno, in un libro titolato La circonferenza delle arance. Ne parliamo qui sotto, ripercorrendo tutti i sette romanzi di Gabriella Genisi che hanno ispirato la serie Rai1 con Luisa Ranieri.

Chi è Gabriella Genisi

Scrittrice pugliese, vive tra Bari e Parigi. Ha creato la serie che ha per protagonista Lolita Lobosco: otto volumi, tutti pubblicati da Sonzogno, da cui è stata tratta la serie tv Le indagini di Lolita Lobosco, in onda su Rai 1 con Luisa Ranieri, regia di Luca Miniero, una produzione Bibi Film Tv - Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction. Per Rizzoli è uscito nel 2019 Pizzica amara.

La circonferenza delle arance

La prima indagine della commissaria Lolita Lobosco

pp. 224, 2010

Un commissario di polizia così a Bari non se l'erano mai nemmeno immaginato: Lolita Lobosco, detta Lolì, 36 anni, occhi sempre accesi, lunghi capelli corvini e una quinta di reggiseno che negli uomini evoca la pienezza dei frutti mediterranei Se avesse paura delle maldicenze di colleghi e notabili, non avrebbe certo scelto di fare il poliziotto. E invece ha deciso di seguire con spavalderia la propria vocazione: combattere le prepotenze, riportare l'ordine nella vita degli altri, farsi rispettare dai maschi senza rinunciare a nessuna delle vanità del proprio sesso. Perché mai dovrebbe rinunciare alla cura della bellezza e della cucina, doti di una vera donna del Sud? Ma in quella vigilia natalizia anche per lei le cose si fanno terribilmente complicate. E sì che tutto era cominciato alla grande: da anni non si ricordava un dicembre così caldo, se n'era andata in questura scoperchiando il tetto della sua Bianchina con un cd di Roberto Murolo a tutto volume. Al commissariato, però, l'attende una sorpresa. C'è un arrestato, le dicono, uno stimato professionista, con il golfino di cachemire e le mani tanto curate, accusato di violenza sessuale. Ordinaria amministrazione. Almeno finché Lolì non incrocia lo sguardo dell'incriminato. Quell'uomo lei lo conosce bene. E subito capisce che, oltre a far trionfare la giustizia, questa volta dovrà anche difendere se stessa.

Giallo ciliegia

La nuova inchiesta della commissaria barese Lolì

pp. 224, 2011

Bari, 2010. È la vigilia di una torrida estate e pochi eventi italiani, tranne i vicini Mondiali di calcio, sembrano scuotere il ritmo levantino della città. Il sole è già alto quando due abitanti della Barivecchia si presentano in questura, con l'aria di essere uscite per la prima volta da quelle antiche mura. Lolita Lobosco, finiti i rituali del mattino - le spremute d'arancia e la vista del mare - arriva sul posto di lavoro come sempre di buon umore. Se non fosse per quelle due presenze inquietanti, venute apposta per lei, Lolita sarebbe già a sbrigare la montagna di pratiche che si sono accumulate sulla scrivania. Sabino Lavermicocca, bel pescatore con il vizio delle fujtine amorose, è scomparso nel nulla. Indagando nel mondo sotterraneo e omertoso annidato nel cuore di pietra della medina barese, Lolita si imbatterà in una serie di inquietanti personaggi che la condurranno fino in Montenegro. Affiancata dall'insostituibile Tonino Esposito e dal sedicente sciupafemmine Antonio Forte, la commissaria Lobosco si troverà così invischiata in una pericolosa rete di criminali e sfruttatori.Il secondo caso della sexy-commissaria Lolita Lobosco. Una gustosa commedia poliziesca che reiventa il giallo meridionale in versione femminile"Qualcuno dice di me che sono acida, altri mi trovano passionale. Ma nelle faccende sentimentali non mi considero particolarmente fortunata. E devo confessarvi che il più delle volte la cosa non mi dispiace nemmeno. Perché i sentimenti e il coraggio non vanno sottobraccio, si sa"

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Uva noir

La terza indagine della commissaria Lolì

pp. 192, 2012

In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia.

Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c'è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva 'gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo avvincente giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

Gioco pericoloso

La quarta indagine della commissaria Lolita Lobosco

pp. 192, 2014

«Nasco barese e barese morirò, perché la baresità è uno stato mentale. Ti fa sentire un’impunita, come capita a certe bellezze francesi, che quando camminano pensano lasciatemi passare, la più bella sono io. Ma in fondo resto una femmina napoletana uguale a mia nonna Dolò. Di quelle veraci, come le vongole e la pummarola. Donne superstiziose fino all’osso, che ai sogni ci credono eccome. Non per niente a casa mia, quand’ero bambina, il libro della Smorfia per l’interpretazione dei sogni da tradurre in numeri da giocarsi al banco del Lotto era più rispettato della Bibbia stessa. Ecco perché quando stamattina, dopo il terzo caffè, realizzo che la notte scorsa ho sognato che Scatucci non è morto di morte naturale, nossignore, ma è stato ammazzato per mano nonsisadichi, mi precipito in ufficio. Oddio, per quanto ci si possa precipitare con un paio di Louboutin ai piedi. Potrei evitare, dite? Punti di vista. Per quanto mi riguarda, no che non potrei, e sull’argomento ho una mia personalissima teoria. Certe cose aiutano a pensare, credete a me. E a risolvere i casi».

Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.

Spaghetti all'Assassina

La quinta indagine della commissaria Lolita Lobosco

pp. 192, 2015

Per cucinare gli spaghetti all'Assassina, il piatto più famoso di Bari, ci vuole la padella in ferro nero che si trova solo nella città vecchia. Ed è proprio lì che sorge il ristorante di Colino Stramaglia, inventore della famosa ricetta. Una mattina di primavera, all'apertura del locale, il grande chef viene trovato morto ammazzato in maniera talmente efferata da far sospettare un torbido movente passionale. Quale grave sgarbo avrebbe commesso l'illustre personaggio per meritare una fine così orrenda? E quanti misteri si celano dietro al mondo sempre più competitivo dell'alta cucina? Fra le persone informate sui fatti, un affascinante cuoco algerino, una spogliarellista brasiliana e un capocameriere con un'aria da becchino uscito da un film western. A indagare è il commissario Lolita Lobosco, che stavolta trova imbrattate di sangue le sue due attività preferite: l'amore e la cucina. Sullo sfondo di una città sempre più pulp, una nuova intricata indagine, con fosche tinte da noir mediterraneo, metterà a dura prova l'abilità e l'istinto della caparbia investigatrice barese.

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Mare nero

La sesta indagine della commissaria Lolita Lobosco

pp. 208, 2016

In una giornata di metà settembre, al largo di Bari, il mare restituisce i corpi di due giovani, da poco fidanzati. Insieme ad altri amici, approfittando del clima invitante, erano usciti per una gita in barca e per delle immersioni subacquee nei pressi di un relitto, ma l'allegra escursione si è trasformata in tragedia. Sembra il tipico incidente, dovuto all'imprudenza o alla fatalità. Eppure qualche indizio non quadra e, quando arrivano i risultati dell'autopsia, tutto un altro scenario prende forma. Qualcuno ha voluto uccidere. Ma perché? Toccherà al commissario Lolita Lobosco, animata, come sempre, da un'inesausta passione per la giustizia (oltre che per la buona cucina e i tacchi a spillo), indagare su questo caso. La ricerca della verità si rivelerà particolarmente difficile, tanto più che le acque dell'Adriatico nascondono misteri che in troppi hanno interesse a non far venire a galla. E, come se non bastasse, perfino il questore, attento a non pestare i piedi ai potenti di turno, metterà i bastoni tra le ruote. Ma la bella Lolita, grazie all'aiuto dei suoi fidi collaboratori Esposito e Forte, del sorprendente medico legale Franco Introna e, perché no, di un imprevisto nuovo amore, riuscirà a mettere insieme i pezzi di un inquietante rompicapo. Senza esitare a tuffarsi, letteralmente, nelle gelide profondità del suo mare.

Dopo tanta nebbia

La settima indagine della commissaria Lolì

pp. 208, 2017

Lolita Lobosco è stata promossa questore e deve trasferirsi a Padova. Ma gli inizi non sono facili: l'ambiente si rivela più intollerante del previsto, la nebbia confonde i pensieri e mortifica i capelli, l'orizzonte d'acqua di Bari è troppo lontano per curare la solitudine. Anche il lavoro stenta a decollare, e poi, con i nuovi colleghi, proprio non riesce a legare. Solo grazie all'aiuto e ai consigli di Giancarlo Caruso, affascinante vicequestore di origini siciliane, le cose migliorano, mentre un caso di bullismo - la scomparsa, nell'omertà generale, di un ragazzo da uno dei licei più in vista della città del Santo - mette a dura prova il talento investigativo di Lolì. Dopo tanto freddo, intorno e nell'anima, la commissaria più bella del Mediterraneo riesce finalmente a farsi richiamare nella sua amata Puglia, dove pure l'attende un mistero da risolvere: una sensuale arpista è stata massacrata in un appartamento. I sospetti sono tanti, ma c'è uno strano testimone... Alle due estremità della penisola, tra panzerotti e pettole di Natale, la passionale poliziotta barese torna a ricercare la verità, sui luoghi di delitti efferati e nel fondo stropicciato del proprio cuore.

I quattro cantoni

L'ultimo libro di Lolita Lobosco

pp. 208, 2020

Bari, inizio di dicembre, mancano pochi giorni a San Nicola. Mentre la commissaria Lolita Lobosco e il suo nuovo amore Giancarlo Caruso si godono la notte in una casetta di pescatori a Polignano, nella vicina Torre a Mare un uomo viene ammazzato nella sua villetta; sul corposaranno trovate tracce di orrende sevizie. La sera dopo, una Mercedes scura cerca di sfuggire a un posto di blocco e si schianta contro un muro: due uomini di etnia rom, padre e figlio, muoiono sul colpo. Quando si scopre che il dna di uno dei due era anche sulla scena del crimine, il caso sembra chiuso, ma l'origine etnica dei presunti assassini non fa che soffiare sul fuoco di un clima di odio e razzismo strisciante. Solo Lolita – che continua a dividere le sue passioni tra relazioni complicate, cucina del Sud e dedizione alla giustizia – non è convinta dell’esito delle indagini: alcuni dettagli non quadrano proprio. Tanto più che inspiegabili delitti, nelle settimane seguenti, cominciano a insanguinare la città. Un filo sembra legare queste morti misteriose, e la bella commissaria cercherà cercherà di dipanarlo a rischio della sua carriera, e della sua stessa vita. In una Puglia fascinosa e crepuscolare, va in scena una nuova avventura della spavalda poliziotta barese, che la consacra come originale protagonista della commedia noir all'italiana.

 

 

 

 

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