Il Salone del libro 2023 tra certezze ferree e novità promettenti
Oggi ha riaperto i battenti la 35esima edizione del Salone internazionale del libro di Torino. L’iconica kermesse dell’editoria mondiale “andrà in scena” fino al 22 maggio. Per il prossimo triennio – 2024/2026 – è già stata nominata come direttrice Annalena Benini, ma il Salone rappresenta un unicum nel panorama editoriale, perché incarna un paradosso – tra i tanti, tutti italiani – per cui il séguito cresce di anno in anno, ma le statistiche sui lettori precipitano.
L’edizione in partenza è l’ultima guidata da Nicola Lagioia, storico direttore che ha salutato con parole affettuose l’inizio del ciclo di eventi durante la cerimonia di apertura: “Per cinque giorni e cinque notti il Salone del libro trasforma Torino nella capitale mondiale della cultura. È una cosa molto emozionante e non è scontato che accada tutti gli anni”. Lo scrittore ha poi aggiunto: “È il mio ultimo da direttore ma non ultimo da visitatore. Bisogna ricordare che non è una fiera, ma è un salone con tantissimi stand degli editori”, così Lagioia ha richiamato l’attenzione sul valore commerciale della longeva kermesse, ogni anno sempre più attesa.
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I numeri della lettura e del Salone del libro in Italia
Dopo la pandemia infatti, la ripresa del Salone è stata sorprendente. Nelle ultime due edizioni – dopo quella annullata del 2020 – il numero dei visitatori è tornato subito ai livelli pre-covid, anzi, ha registrato un aumento progressivo da 150mila a 169 mila ingressi in un solo anno. Di pari passo sono cresciuti visibilmente anche il numero di eventi: oltre 1.600 panel di incontro, dibattito e presentazioni esclusive e 573 stand espositivi di editori. Il Salone insomma ha tutte le carte in regola per replicare e battere ulteriormente i suoi stessi record.
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Ciò nonostante i numeri dei lettori in Italia dipingano una situazione tutt’altro che rosea. Secondo l’Istat infatti “solo” il 39,3% delle persone ha letto almeno un libro nell’ultimo anno per ragioni che esulano da motivi scolastici o professionali. Questo dato registra un ulteriore calo dell’1,5% rispetto al 2021. Una percentuale non proprio incoraggiante, frutto della media tra lettori e lettrici. Tra i due generi 10 punti percentuali di distanza (34% i primi, 44% le seconde).
La passione per i fumetti “salva” l’editoria italiana
Contrariamente ai numeri complessivi, nelle classifiche per genere c’è una categoria che traina l’editoria italiana ed è quella dei fumetti. I lettori appassionati di questo genere in Italia sono oltre 10 milioni, praticamente un italiano su sei. Del resto l’offerta da parte degli editori asseconda il trend: 3496 titoli nel 2022, con un balzo dell’11.1% rispetto al triennio precedente.
Lo fa sapere l’Associazione italiana editori e lo conferma Emanuele Di Giorgi, responsabile Commissione Comics & Graphic novels dell’Aie, che rappresentano “lettori forti e nuovi pubblici: il fumetto – spiega – è diventato protagonista nelle librerie contribuendo alla rivitalizzazione dell’editoria italiana”. Nello specifico, dei 107,87 milioni di euro di fumetti a valore di copertina venduti nel 2022, il 58,1% sono manga, il 28,4% graphic novel e comic strip, il 13,5% titoli per bambini e ragazzi.
Il ministro della cultura Sangiuliano: “Possiedo 15mila libri, porterò una legge per tutelare le librerie”
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Il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, nel confermare i dati promettenti del Salone, in prospettiva diacronica, confessa una passione smodata per la lettura: “Conferisco un fondamentale valore allo strumento del libro, perché ritengo che il libro sia nutrimento dell’anima di ciascuno di noi, sia un momento di arricchimento spirituale. Chi mi conosce sa che libri sono la mia grande passione, ne posseggo 15mila, quindi in questo momento si intreccia un interesse istituzionale con una passione personale e quindi non credo ci sia miscela migliore”.
Poi rispondendo alla proposta lanciata del presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro ha annunciato in anteprima: “Stiamo lavorando per il libro, presto presenteremo una legge. Due sono gli strumenti qualificanti, da un lato individuare quello che ho denominato l’equo canone delle librerie, per evitare lo spopolamento delle librerie dai centri storici; dall’altro un contributo a fondo perduto per i giovani under35 che vogliono aprire una libreria nella loro città”. Questo è il piano del ministro “lettore forte”. Aspettiamo di vedere la proposta nel concreto.

