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Il salotto Angiolillo non ha eredi. Il potere renziano non frequenta

Il salotto Angiolillo non ha eredi. Il potere renziano non frequenta
vespa
La presentazione della Signora dei segreti, il libro scritto a quattro mani da Candida Morvillo e Bruno Vespa, è stata l’occasione per ripercorrere la storia di Maria Angiolillo, per decenni la regina del salotto più famoso e importante di Roma
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La presentazione della Signora dei segreti, il libro scritto a quattro mani da Candida Morvillo e da Bruno Vespa, è stata l’occasione per ripercorrere la storia di Maria Angiolillo, per decenni la regina del salotto più famoso e importante di Roma.

Per l’occasione, Daniela Javarone presidentessa degli Amici della Lirica, ha riunito al Principe di Savoia di Milano i due autori, Morvillo e Vespa, Laura Donnini, ad di Rcs libri, Ottavio Di Brizzi, responsabile editoriale saggistica Rizzoli, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, insieme a vecchi e nuovi protagonisti del mondo politico e imprenditoriale. Anche se, è stato ammesso con un filo di nostalgia da parte dei presenti, con la scomparsa della della signora Angiolillo nel 2009 non c’è più stato un salotto come il suo. Vuoi perchè i politici attuali si sono chiusi a riccio e in epoca renziana si preferiscono altri luoghi. Vuoi perchè non c’è più stata una persona capace di attirare nella propria casa l’elite politica e imprenditoriale del Paese.

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Il libro, edito da Rizzoli, racconta la storia una giovane donna, Maria Girani, che diventa prima contessa de Beurges e poi la signora Angiolillo, moglie del senatore del Partito Liberale e fondatore del quotidiano Il Tempo, Renato Angiolillo. Nei saloni del Villino Giulia, splendida casa sopra piazza di Spagna, si sono incontrati tutti i potenti italiani a cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica.

Attraverso i diari di quegli incontri Morvillo, per la parte milanese, e Vespa, per quella romana, raccontano un’epoca. Ma su quei verbali l’attenta padrona di casa annotava anche chi si sedeva e dove, rigorosamente in ordine di importanza partendo dal suo posto d’onore.   

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All’inizio gli invitati erano cardinali e ambasciatori, poi l’Angiolillo preferì invitare politici, industriali e giornalisti che all’interno del suo salotto si sentivano sicuri e si lasciavano andare a confidenze e a grandi manovre politiche. E fu sempre l’Angiolillo che riuscì a fare incontrare per la prima volta Andreotti e Fanfani, con il risultato che qualche giorno dopo cadde il governo Moro.

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Bruno Vespa, che con 51 presenze è stato il giornalista più assiduo del salotto romano, racconta aneddoti  e cuoriosità di  quelle cene d’elite. Come quando Bossi, che per l’occasione dovette comprare l’abito blu che non possedeva, finì  bagnato fradicio colpito dall’irrigazione delle piante della villa e iniziò a urlare in giardino. Peccato che dall’altro lato della siepe ci fossero un gruppo di ragazzi che, riconosciuta quella voce, iniziarono a gridare Bossi, Bossi, Bossi….

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Da Andreotti a Berlusconi, passando per D’Alema e Letta, politici di ogni schieramento hanno frequentato il salotto Angiolillo. Tranne, ricorda sempre Vespa, i comunisti, non visti di buon occhio. Ma non sono mancate le gran dame, come Carla Fendi o personaggi della tv come Maurizio Costanzo.