Stefano D’Orazio, dal mancato tributo a Sanremo al romanzo postumo
E’ uscito il 18 marzo il primo romanzo di Stefano D’Orazio dal titolo Tsunami (La Corte Editore), a cui Stefano aveva lavorato a lungo e che la moglie Tiziana ha portato fino alla pubblicazione.
Moglie che di recente è stata ospite da Barbara D’Urso per fare chiarezza sulla morte del marito, amato musicista dei Pooh: “Si sono dette tante cose, che Stefano era malato di leucemia, ma non era assolutamente vero. Aveva una malattia autoimmune infiammatoria, la cui origine ancora oggi non la sappiamo, ma eravamo sulla strada giusta, avevamo trovato dei medici fantastici che lo avevano curato e stava bene. Un giorno avevamo una tossetta un po’ strana, abbiamo fatto un tampone e sono risultati entrambi positivi”.
“Non avevamo sintomi” continua Tiziana a Live – Non è la D’Urso del 14 marzo “la tosse è svanita quasi subito. Poi è salita la febbre, ho chiamato l’ambulanza e da quella sera non l’ho più visto. Era la mia vita, era l’uomo della mia vita. Da quando se ne è andato è davvero tutto molto triste, non ho avuto neanche il tempo di piangere come avrei dovuto. La sera in cui Stefano mi ha lasciato, hanno portato mio padre in ospedale e anche lui dopo poco è andato via”.
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L’uscita del libro era già stata programmata a marzo 2021, per questo motivo la moglie Tiziana Giardoni ha deciso di pubblicarlo e onorare l’impegno a cui Stefano aveva dedicato l’ultimo anno di vita.
Un racconto appassionato, un viaggio che il protagonista intraprende fisicamente, ma anche dentro il suo cuore, alla scoperta di una parte di sé rimasta per troppo tempo intrappolata nella stanca routine della sua vita milanese. Nel corso della storia, infatti, il personaggio subisce un’evoluzione che lo porta a mettere a fuoco la sua vita passata e comprendere meglio quella delle persone che ne hanno fatto parte negli anni, per arrivare a capire e realizzare quello che vuole per il presente e il futuro.
Walter ha 56 anni, vive a Milano ed è un importante pubblicitario che ha dedicato tutta la vita al lavoro, creando a poco a poco distanze incolmabili dalla sua famiglia. Ma a un tratto sembra che tutta l’esperienza e il talento che lo hanno sempre caratterizzato non bastino più. Una nuova generazione sta mettendo all’angolo la sua e lui si sente improvvisamente fuori tempo. Decide allora di lasciare tutto e fuggire in Polinesia, dall’altro capo del mondo, alla ricerca di un’avventura, di un paradiso che spera lo possa accogliere. La barca è sempre stata la sua passione, unica amica in grado di accogliere la sua voglia di solitudine, ma quando decide di intraprendere un viaggio alla scoperta delle Galapagos, viene travolto da un terribile tsunami che stravolge ogni suo piano. Costretto su un’isola deserta, con la sola compagnia di un gatto clandestino, sarà obbligato a mettersi completamente in gioco e ad affrontare il suo passato, le sue paure e una banda di trafficanti di armi che rappresentano allo stesso tempo un pericolo mortale e la sua unica possibilità di salvezza.
Tsunami è il racconto di una seconda opportunità, del coraggio di prendere in mano la propria vita, mettersi in gioco e superare i timori e le ansie. Il viaggio in barca del protagonista è finalmente la realizzazione dei propri sogni, ed è proprio l’imbattersi in uno tsunami l’opportunità che stava cercando per andare oltre i propri limiti e vivere la vita affrontando man mano le sfide che ci mette davanti.
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Stefano teneva moltissimo a questo nuovo progetto, Walter in parte è la rappresentazione stessa delle sue scelte, la decisione di lasciare la sua vita da “suonatore di tamburi”, come amava definirsi e trovare in Pantelleria la “sua” isola, dove dare vita a nuovi progetti e nuovi stimoli, in cui scrivere per il musical e di sé, sotto lo sguardo sornione di Prilly, la sua amata gatta.
Dopo i due libri autobiografici in cui Stefano aveva raccontato a ruota libera gli episodi più intimi e anche esilaranti della propria vita, in questo romanzo sperimenta uno stile più maturo che non tradisce la sua capacità di descrizione, con dovizia di particolari, che sembra di toccare con mano ogni dettaglio del racconto.
Si ritrova in Tsunami la sua scrittura semplice e diretta, mai priva di ironia, perché la vita lui la accoglieva così, con grande onestà.
Un romanzo che è un doppio viaggio, esteriore e interiore, e che ci regala ancora una volta quel lato appassionato e sempre pronto all’ironia che era tipico del suo autore, Stefano D’Orazio.
“Non si possono mettere insieme degli imprevisti su misura, che ci accontentino le curiosità e ci accendano qualche spavento tanto per farci sentire vivi. Quando ci si butta nel gioco del destino, o prendi tutto o niente. Non si sceglie: si improvvisa! E la mia recita l’ho messa in scena sul palco sbagliato, o forse è quello giusto, e si tratta semplicemente di aspettare il gran finale”.



