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Report choc, così nelle onlus pro detenuti entrano mafiosi ed estremisti di Dx

Anticipazioni Report, i casi "Nessuno tocchi Caino" e "Antigone"

La questione della carceri e le regole del 41 bis torna d'attualità nell'inchiesta di Report. La trasmissione di Rai Tre questa sera riprenderà ad occuparsi del delicato tema, svelando retroscena clamorosi nell'inchiesta sulle prigioni italiane. Sono condannati per reati di mafia, ex terroristi neri o dirigenti di movimenti di estrema destra. Molti di loro entrano nelle carceri, - si legge sul Fatto Quotidiano - incontrano detenuti "importanti", anche mafiosi o presunti tali. In alcuni casi si prodigano per far avere loro misure meno restrittive o sostengono campagne di sensibilizzazione contro l'ergastolo ostativo e per l'abolizione del 41-bis. Alcune delle principali associazioni per i diritti dei detenuti, come "Nessuno Tocchi Caino", li hanno accolti tra i loro quadri. Altre, come Antigone, ne incrociano destini e battaglie. L’inchiesta di Report "Ombre grigie" spiega in che modo le strade delle Onlus carcerarie e quelle di ex detenuti per mafia ed estremisti di destra si siano incrociate.

Nel servizio, - prosegue Il Fatto - si racconta, ad esempio, come "Antigone" nel 2017 si spese per chiedere la scarcerazione, per gravi motivi di salute, di Marcello Dell'Utri , l’ex senatore di Forza Italia in quel momento in carcere a Rebibbia a scontare la condanna a 7 anni per concorso esterno. I presidenti onorari di Antigone sono l’attuale garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, e quello del Lazio, Stefano Anastasia. Quest’ultimo aveva assunto nel suo ufficio in Regione l’avvocata Simona Filippi, che nell'associazione svolge il ruolo di "responsabile del contenzioso" e in quel momento era la legale di fiducia di Dell'Utri. Filippi aveva ottenuto un contratto di consulenza in Regione Lazio da 14mila euro. "Non credo sia stata una mia dichiarazione a cambiare la storia del percorso detentivo di Dell’Utri", ha risposto Anastasia a Report. Vice di Anastasia nel Lazio è Manuel Cartella, vicino a Luigi Ciavardini, l’ex terrorista dei Nar fondatore dell’associazione "Gruppo Idee" condannato in via definitiva per la strage di Bologna.

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