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Orsini: "Il dissenso è libero". Lerner: "Malafede paragonare Zelensky a Putin"

Orsini: "Mai detto che la Seconda Guerra mondiale fu colpa degli alleati, sorvolo sugli insulti di Furio Colombo"

Da una parte Alessandro Orsini, dall'altra Gad Lerner. Il Fatto Quotidiano mette a confronto l'uno e l'altro in una doppia pagina con due interventi in cui entrambi spiegano le rispettive posizioni su Ucraina, Russia, Italia, Hitler, Zelensky, Putin e quant'altro. Ecco qui di seguito qualche estratto, a partire dalla replica di Orsini a Furio Colombo, che ha annunciato l'addio al Fatto Quotidiano proprio per lo spazio concesso a Orsini.

"Ho letto e riletto più volte l’intervento di Furio Colombo, ma francamente non sono riuscito a capire quando e dove avrei peccato così gravemente da mettere addirittura in pericolo la sua permanenza (“complicità”) al Fatto. Sorvolo sugli insulti alla mia persona e alla mia professionalità, ai quali mi sto lentamente e faticosamente abituando. E vado dritto ai fatti oggetto del contendere", scrive Orsini che cita poi lo storico Liddel Hart per chiarire la sua posizione su Hitler. "Come poté accadere, dunque, che Hitler si trovasse coinvolto in quella guerra di proporzioni mondiali che pure era stato così ansioso di evitare? La risposta deve essere cercata non tanto –o, almeno, non esclusivamente –nell ’aggressività di Hitler, quanto piuttosto nel fatto che, dopo aver a lungo incoraggiato con il loro atteggiamento compiacente la politica tedesca, nella primavera del 1939 le potenze occidentali decisero improvvisamente di adottare una politica di rigida intransigenza. Un cambiamento di politica tanto brusco e imprevedibile da rendere inevitabile la guerra”, si legge su Il Fatto Quotidiano

E dice ancora Orsini su Il Fatto: "Con tutti gli “amici” che mi sono fatto in questi ultimi tre mesi, non pensate che decine di storici mi sarebbero saltati addosso se avessi detto una falsità? A oggi, nessun professore universitario di Storia è intervenuto per smentirmi. Un presunto storico mi ha sì smentito sulle colonne di un quotidiano online, ma inventando una frase che non ho mai pronunciato, cioè che l’alleanza tra Francia, Inghilterra e Polonia è stata la responsabile dello scoppio della guerra. Peccato che non l’abbia mai detto e che non lo pensi affatto". Concludendo: "Secondo Colombo, poi, io sarei una specie di nemico dell’Oc c idente. Peccato che in tutti i miei libri io difenda i valori della società aperta e sostenga che il legame tra l’Italia e gli Stati Uniti dovrebbe essere molto stretto. Difendo anche la Nato. (...) Mi auguro di avere occasione di confrontarmi con Furio Colombo anche personalmente e, intanto, di continuare a leggerlo –ora condividendo le sue tesi, ora dissentendone – sul Fatto quotidiano".

Gad Lerner: "Malafede paragonare Zelensky e Putin"

Sulla pagina accanto c'è invece la tesi di Gad Lerner. "Se mi fosse richiesto, con la brutale semplificazione in voga di questi tempi, risponderei dunque che sull’Ucraina aggredita la penso come Furio Colombo. E aggiungo l’ovvio : nonostante le fallimentari politiche imperiali di cui Washington con la Nato si sono rese protagoniste, dovendo scegliere, preferirei vivere negli Stati Uniti che in Russia", si legge sul Fatto.

Prosegue Lerner: "Il nazionalismo ucraino si rispecchia nel nazionalismo russo, entrambi condizionati da fazioni che calpestano i diritti umani. Ma solo in malafede si può sostenere che Putin e Zelensky si equivalgano. L’argomento polemico secondo cui l’Occidente se ne infischia della sorte di altri popoli soggetti a occupazione straniera, come i curdi e i palestinesi, non può diventare l’alibi per negare sostegno agli ucraini. Semmai: cosa stiamo facendo per aiutare anche i curdi e i palestinesi?", conclude Lerner.

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