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Medicina
Alzheimer prevenzione: come funziona il nuovo test per prevenire l’Alzheimer

ALZHEIMER PRIMI SINTOMI: TEST PER LA PREVENZIONE PRIMA DEI PRIMI SINTOMI DI ALZHEIMER

Un semplice esame del sangue può rivelare in modo affidabile i segni di danni cerebrali in persone che potrebbero sviluppare la malattia di Alzheimer. Il nuovo test come rivelato in precedenza rivelerebbe la propensione a sviluppare la malattia anche prima che le persone mostrino i primi sintomi della malattia come segni di confusione e perdita di memoria.

ALZHEIMER: RICERCA PER PREVENIRLO: NUOVO TEST DI SCREENING PER MALATI DI ALZHEIMER E MALATTIE DEL CERVELLO

Lo rivela una nuova ricerca pubblicata in Nature Medicine testato in persone con malattia di Alzheimer. Il nuovo test di screening potrebbe un giorno offrire un modo per identificare rapidamente e in modo economico il danno cerebrale in persone non solo con la malattia di Alzheimer ma anche in altre condizioni neurodegenerative come la sclerosi multipla, il trauma cranico o l’ictus.

"Questo metodi di analisi sarebbe facile da incorporare in un test di screening proposto in neurologia", dice il coautore dello studio Brian Gordon, assistente professore di radiologia presso l'Istituto di Radiologia Mallinckrodt della Washington University.

ALZHEIMER PREVENZIONE E RICERCA: ECCO COME FUNZIONA IL TEST CHE PREVIENE IL MORBO DI ALZHEIMER IN PERSONE SANE

Il test rileva la struttura del neurofilamento, una proteina strutturale che fa parte dello scheletro interno dei neuroni. Quando i neuroni cerebrali subiscono danni o muoiono, la proteina fuoriesce nel liquido cerebrospinale che irrora il cervello e il midollo spinale circolando anche nel sangue.

Test precedenti hanno dimostrati che alti livelli di proteina nel liquido cerebrospinale mettono in evidenza la presenza di cellule cerebrali danneggiate.

Per studiare se i livelli della proteina presenti nel sangue indicano anche la presenza di un danno neurologico, i ricercatori hanno coinvolto un gruppo di famiglie con varianti genetiche rare considerate la causa scatenante delll'Alzheimer in giovane età.

Le famiglie formano la popolazione di studio del Dominantly Inherited's Alzheimer's Network (DIAN), un consorzio internazionale che sta studiando le radici del morbo di Alzheimer.

In pratica un genitore con una variante genetica rara avrebbe il 50% di possibilità di passare l'errore genetico a un bambino, e qualsiasi bambino che eredita una di queste varianti può sviluppare sintomi di demenza alla stessa età di suo padre. Questa tempistica offre ai ricercatori l'opportunità di studiare ciò che accade nel cervello in anni precedenti alla comparsa dei primi sintomi cognitivi.

ALZHEIMER NEUROLOGIA: SCANSIONE DEL CERVELLO E TEST COGNITIVI PER PREVENIRE L’ALZHEIMER

I ricercatori hanno studiato più di 400 persone che hanno partecipato allo studio DIAN, 247 con una variante genetica a esordio precoce e 162 parenti non affetti da alcuna di queste varianti. Ogni partecipante aveva precedentemente visitato una clinica DIAN per donare sangue, sottoporsi a scansioni cerebrali e completare test cognitivi. Nelle persone con la variante del gene difettoso, i livelli di proteine ​​erano più elevati al basale e salivano nel tempo. Al contrario, i livelli di proteine ​​erano bassi e largamente stabili nelle persone con la forma sana del gene. I ricercatori hanno rilevato questa differenza 16 anni prima che si manifestassero i primi sintomi cognitivi legati alla malattia.

ALZHEIMER: NUOVA SCOPERTA NELLA PREVENZIONE DELLA MALATTIA E DEI PRIMI SINTOMI DEL MORBO

Per scoprire se era possibile prendere in esame i livelli di proteine ​​del sangue per prevedere il declino cognitivo, i ricercatori hanno raccolto dati da un campione di 39 persone che avevano manifestato varianti patologiche con una media di due anni dopo la loro ultima visita.

I partecipanti sono stati sottoposti a scansioni cerebrali e a due test cognitivi: il Mini-Mental State Exam e il test Logical Memory. Le persone con livelli di proteine ​​nel sangue aumentati in anni precedenti allo sviluppo della malattia erano anche quelli che mostravano una probabilità maggiore ad avere segni di atrofia cerebrale e diminuita abilità cognitive.

Tuttavia gli esperti sottolineano che alti livelli di proteine ​​possono verificarsi anche nelle persone con demenza di Lewy e malattia di Huntington e aumentano drammaticamente nelle persone con sclerosi multipla durante una delle fasi di riacutizzazione di questa malattia.

Prima che i ricercatori possano usare il nuovo test per i singoli pazienti con Alzheimer o con qualsiasi altra condizione neurodegenerativa, dovranno determinare quanta proteina nel sangue è necessaria e quanto velocemente i livelli di proteina possono aumentare.

 

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