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Medicina
Bellezza, la pelle “bruciata” dal sole a fine estate chiede aiuto

Le belle giornate di settembre possono rappresentare un altro momento per fissare l’abbronzatura e mantenere quel tono dorato a cui  è difficile  rinunciare. 

“Sono diverse le problematiche che possono presentarsi in questo mese in base al tipo di pelle-spiega il Professor Sergio Noviello Direttore Sanitario del Sergio Noviello Cosmetic Surgery & BAT Centre-come ad esempio l’Acne estiva che compare durante i mesi più caldi anche se in estate l’acne stessa sembra inizialmente sparire. Nelle prime settimane infatti, il sole svolge un’azione antinfiammatoria, il mare tende a seccare e asciugare i brufoli che l’abbronzatura rende meno visibili. Il miglioramento però dura poco: la pelle esposta al sole sul medio termine si ispessisce e produce più sebo. Tutto ciò, insieme al sudore, causa una subocclusione dei canali del sebo con conseguente infiammazione, formazione di comedoni e pustole. Inoltre, i raggi UVA e gli UVB favoriscono l’infiammazione, mentre il caldo fa arrivare più sangue al viso e con esso una maggior quantità di ormoni che stimola la produzione di sebo. A causa dell’ispessimento dell’epidermide, il sebo e le impurità vengono drenate con difficoltà”.

In ogni caso la pelle va aiutata con trattamenti che limitino i danni causati dall’esposizione solare. “Occorrono protocolli mirati-conferma il prof Noviello- cicli di peeling leggeri o profondi a base di acido salicilico, azelaico, mandelico con concentrazioni diverse in base alla situazione iniziale. In presenza di esiti cicatriziali, ai peeling possono essere associati trattamenti di LASER CO2 superfrazionato. Infine, biorivitalizzazioni a base di sostanze ‘booster’ come i Poli Desossi Ribonucleotidi dalla funzione rigenerativa, riparatrice e idratante che contribuiscono alla chiusura dei pori e rendono la pelle più sana e luminosa”.

Al rientro dalle vacanze, l’abbronzatura può lasciare il posto ad antiestetiche macchie scure o lentigo solari. Prolungati bagni di sole dopo oltre un anno di mascherine e differenti abitudini nella quotidianità legate al lockdown e allo smart working, hanno alterato l’equilibrio della nostra pelle del viso, a cominciare ad esempio dalla melanogenesi che può portare ad accumuli di melanina nelle zone più esposte. Il sole contribuisce sensibilmente all’invecchiamento della pelle. Se la tanto ricercata tintarella ci fa sentire più belli e in forma, i raggi UVA e UVB insieme al calore solare abbassano sensibilmente le difese naturali della cute, causando disidratazione, perdita di tono e compattezza dei tessuti.

È in questo momento che compaiono le prime macchie solari? Come affrontarle? E come si gestiscono durante il resto dell'anno?

“Come dicevamo-spiega Noviello-al rientro dalle ferie non sono rari i casi in cui si presentano sulla pelle del viso e del corpo (mani e decolleté in particolare) macchie della pelle di diversa tipologia nonostante un costante e scrupoloso uso delle protezioni solari. Fondamentale valutare la natura e il tipo di macchie presenti (età del paziente, tipo di pelle, condizione, area del viso o corpo da trattare). In linea generale possiamo dire che l'ideale è procedere con una combinazione di trattamenti che consentono di eliminare discromie cutanee e macchie pigmentate: si parte con un peeling chimico per esfoliare (dai più delicati ai più strong), eliminare le macchie solari, rigenerare e illuminare. Successivamente si possono fissare sedute di laser Q-SwitchedNd:Yag per rimuovere efficacemente ipermelanosi, ipercromie di origine ematica e ipercarotenemie”.

Se l'abbronzatura è ancora presente fino a quando si puo’ usare il doposole?

“Il sole caldo ma mite di settembre può garantire il prolungamento dell’abbronzatura a lungo con esposizioni meno stressanti (le temperature sono molte più soft). Fondamentale per mantenere il colorito bronzeo, idratarsi bevendo molta acqua e prediligere alimenti ricchi di betacarotene, come carote, carciofi, sedano, broccoli, pomodori, cetrioli e melanzane (come verdure) e meloni, fragole, albicocche e ciliegie (frutta). Necessaria l’idratazione con doposole e creme in base al tipo di pelle ed esfoliazioni delicate per eliminare le cellule morte e favorire il turnover cellulare a tutto vantaggio di eventuali nuove esposizioni al sole”.

Scrub, maschere, peeling: si possono fare, riprendere?

“Scrub delicati sono consigliati al rientro dalle ferie durante le prime settimane di settembre (soprattutto se ci si trova di fronte ai classici episodi in cui ‘si spella’). Che ci si esponga o meno al sole volutamente per prolungare l’abbronzatura, durante le ultime settimane dell’estate luce e sole sono comunque intensi e la pelle è esposta in ogni caso. L’esfoliazione delicata con scrub e gommage (una volta a settimana) favorisce turnover cellulare e prepara la pelle rendendola maggiormente ricettiva alle creme idratanti e alle maschere rinfrescanti e lenitive a base di aloe, calendula, vitamine, acido ialuronico. In base al tipo di pelle valutare anche maschere a base di carbone vegetale per ridurre l’eccesso di sebo che segue l’esposizione al sole di chi presenta una pelle grassa o mista.

Da fine mese invece, quando le temperature si abbassano e si comincia a trascorrere meno tempo al sole e all’aria aperta, si può procedere con i peeling chimici”.

“Lo strato più superficiale della pelle-conclude il professore-o strato corneo, elimina quotidianamente un numero infinito di cellule: attraverso il peeling chimico è possibile accelerare tale processo naturale di esfoliazione. Il risultato è una rigenerazione cutanea profonda grazie ad un’esfoliazione controllata che ripara i danni del photoaging ed elimina gli inestetismi della pelle. Utile l’applicazione di una o più sostanze in grado di indurre una reazione esfoliativa della pelle e il successivo processo di rigenerazione cellulare.  Si classificano in superficiali, medi e profondi e possono aiutare anche ad eliminare rughe medie e superficiali. Vanno effettuati in studio dopo una visita di valutazione con un medico estetico.Importante la loro funzione anche per combattere acne, pori dilatati, pelle spenta, cheratosi, melasma superficiali”.

Quali le sostanze più usate?

“Le sostanze attualmente più usate per i trattamenti di peeling chimico sono: l’Acido Glicolico, l’Acido Mandelico, l’Acido Salicidico, Acido Lattico, Acido Piruvico, l’Acido Tricloroacetico (TCA), la Soluzione di Jessner. Questi acidi vengono utilizzati in concentrazioni diverse in base alle caratteristiche della pelle di ogni paziente – e in caso di cicli – in modo personalizzato. Le varie sedute possono infatti essere distanziate fino a 4 settimane l’una dall’altra per consentire alla cute di concludere il processo riparativo”.

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