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Medicina
Cancro pancreas: scoperto un gene che rallenta crescita e diffusione

Nel 2020 466.000 decessi nel mondo a causa del cancro al pancreas ma c’è una nuova speranza: la scoperta

Una vera speranza per chi è colpito da cancro al pancreas, uno dei tumori più letali e anche tra i più difficili da individuare. Alcune persone non manifestano sintomi fino a quando il male non si è già diffuso. Pensate che il tasso di sopravvivenza a 5 anni è pari soltanto all'8% in Italia e a circa il 6% nel mondo. Tutte le altre persone colpite muoiono addirittura prima. Un vero flagello. Questo perché il male è molto difficile da trattare, soprattutto se la chirurgia non è un'opzione e la radioterapia non dà effetti. 


Nel 2020 sono stati diagnosticati quasi 500.000 nuovi casi e si sono registrati circa 466.000 decessi in tutto il mondo. L’istituto Mario Negri prevede che nei prossimi anni l’incidenza aumenterà notevolmente, diventando la seconda causa di morte per tumore.
Se nella popolazione italiana la mortalità è in riduzione per tutti i tumori, quello al pancreas rimane stabile e in aumento per le donne. Ci sono in questo momento circa 21.000 italiani con diagnosi di cancro al pancreas che ancora lottano per sopravvivere.


Un gruppo di ricercatori del Cancer Stem Cell Laboratory, di The Breast Cancer Now Toby Robins Research Centre, del The Institute of Cancer Research (Londra, Regno Unito) ha recentemente scoperto un gene specifico che consente di rallentarne la crescita, pubblicando la scoperta in una ricerca sulla prestigiosa rivista Nature.
L'attivazione del gene specifico, denominato GREM1, può aiutare a ridurne la diffusione. Al contrario, la disattivazione del gene specifico può comportarne una maggiore diffusione. In più i ricercatori hanno capito che il gene GREM1 permette di identificare la malattia prima possibile così da evitare che si espanda nel corpo, si diffonda ad altri organi e diventi impossibile fermare la morte dei pazienti. La scoperta porterà allo sviluppo di nuovi trattamenti per la malattia.

Lo studio nasce dalle sperimentazioni e osservazioni su topi e organoidi o organi cresciuti sinteticamente e semplificati. E’ stato notata che il tipo più comune di cancro del pancreas, l'adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), si comporta così: quando il cancro si diffonde, cambia da epiteliale (la parte esterna della pelle e non vascolarizzata) a mesenchimale (l’anticamera del tumore), influenzando l'efficacia dei farmaci e l'aggressività della malattia. Tra i topi con il cancro al pancreas, il tumore è passato dallo stato epiteliale a quello mesenchimale entro pochi giorni dalla rimozione di GREM1. Al contrario, quando il gene GREM1 è stato sovraespresso, il cancro è tornato allo stato epiteliale regredendo. Un fatto rivoluzionario che può mutare il corso della malattia negli uomini adottando nuovi tipi di cure.

 

Quanto sia difficile individuare questo tipo di cancro lo ha spiegato l’American Cancer Society (ACA) e lo ha raccontato anche la rivista medica USA Medical Daily: “il cancro al pancreas durante le sue fasi iniziali è spesso difficile poiché il pancreas è in profondità nel corpo. Alcune persone inoltre non manifestano sintomi fino a quando il cancro non si è già diffuso. Se il tasso di sopravvivenza nel tempo è davvero basso quel tasso di sopravvivenza sale al 42% se il tumore è ancora localizzato o non si è ancora diffuso in altre aree. In alcuni casi, la rimozione del tumore è possibile tramite un intervento chirurgico”.

 

Quindi per gli esperti diventa essenziale prevenire e contenere il cancro del pancreas. Per il dottor Arif Kamal, responsabile dei pazienti dell'American Cancer Society, l'attenzione attuale è su come impedire la diffusione del cancro del pancreas ad altre parti del corpo, dato che può essere difficile da catturare e curare precocemente.


 

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