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Medicina
Covid-19, Baricitinib la nuova arma contro la malattia grave

Covid-19,Bariticinib la nuova arma contro la malattia grave

La letalità del Covid, rispetto ad un anno fa, è stata ridotta di 20 volte, circa allo 0,15%. E questo in primis grazie alla scoperta dei vaccini e alla vaccinazione di massa( soprattutto nei paesi “ricchi”) e per secondo allo sviluppo di cure più efficaci contro il virus. Si puo’ ragionevolmente affermare che ora l’umanità è molto più protetta e la produzione di nuove cure e medicinali continua senza sosta. Ma non ci sono solo nuovi farmaci ma la ricerca si muove anche su farmaci già sperimentati ed efficaci su altre malattie che adesso si scopre essere utili anche per il Coronavirus. E’ il caso del Baricitinib, un antinfiammatorio normalmente utilizzato nell’artrite reumatoide. Uno studio clinico che ha coinvolto in Uk oltre 8000 pazienti ha dimostrato che il Baricitinib, riduce del 13% la mortalità dei pazienti con Covid grave. Insieme agli studi precedenti è così possibile affermare che si arriva ad una riduzione della mortalità del 20%.

Covid-19, Bariticinib quarto farmaco salvavita

Il Baricitinib è il quarto trattamento in grado di salvare vite, come dimostrato nel più grande trial al mondo (Recovery) realizzato su quasi 50000 volontari dall’Università di Oxford. Nello studio si è visto che, già nel 2020, il Desametasone, un farmaco antinfiammatorio del 1957 di basso costo, riduceva di un terzo il rischio di morte nei pazienti più gravi. Nel 2021 la sperimentazione ha mostrato che la mortalità diminuiva fino al 50% se al Desametasone veniva aggiunto il Tocilizumab, un moderno farmaco contro l'artrite reumatoide. Per questo farmaco il prezzo era di circa 1000 euro. Il terzo trattamento utile è invece un costoso cocktail di anticorpi estranei, Ronapreve, sviluppato dalla società statunitense Regeneron e noto, negli Stati Uniti, come Regen-cov.Tutti questi trattamenti hanno ridotto notevolmente il rischio di morte da Covid-19.

Covid-19, un cocktail di farmaci contro la malattia

Lo studio ha anche chiarito come era stata curata la malattia. Il 95% degli 8.000 pazienti ha ricevuto Desametasone e il 23%, anche Tocilizumab. E il 20%, Remdesivir, un antivirale che ha mostrato efficacia anche in altri studi. I ricercatori di Oxford hanno lasciato la metà dei pazienti con il loro trattamento standard e l'altra metà ha preso anche Baricitinib. La mortalità è scesa dal 14% al 12%, una riduzione di due punti percentuali. Presi insieme, questi trattamenti stanno riducendo il rischio di morte per questi pazienti di oltre la metà. Il Bariticinib dovrebbe avere un costo di 300 euro a paziente. Il Coronavirus si moltiplica nelle cellule e può innescare una tempesta di citochine, una reazione eccessiva delle difese del corpo umano. Questa risposta infiammatoria può causare insufficienza multiorgano e morte del paziente. Ecco perché tre dei quattro trattamenti nello studio di Oxford sono antinfiammatori. L'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva raccomandato Baricitinib già nel gennaio 2022.

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