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Medicina
Lockdown prolungato, gli effetti nocivi sulla pelle femminile

Lockdown prolungato, i rischi per la pelle femminile in particolare

Vivere in quarantena, così come ad intermittenza stiamo facendo da oltre due anni, è una condizione senza precedenti. Gli effetti legati alla reclusione forzata, che può perdurare anche 30 giorni,  in cui ci si trova costretti tra le mura domestiche (anche quando si contrae la malattia), non si sono fatti attendere, sia sul nostro corpo che sulla nostra pelle. “I 3 principali rischi per la pelle nel periodo di quarantena- spiega la dottoressa Anna Trink, specialista in dermatologia e consulente Laboratorio HMAP Giuliani, sono: per prima cosa le modificazioni delle abitudini alimentari, con aumento del consumo di grassi saturi (junk food), zuccheri raffinati e alcolici, che impattano sul microbiota intestinale e di conseguenza su quello cutaneo, compromettendo l’omeostasi cutanea e rendendo la pelle più sensibile e iper-reattiva.

Lockdown prolungato, rischiosa l'esposizione  intensa alla luce blu degli schermi

Secondo l’esposizione più intensa e prolungata alla luce blu degli schermi digitali, che aumenta lo stress ossidativo cutaneo favorendo il processo di invecchiamento cellulare, in particolare a livello della regione peri-oculare, quella maggiormente esposta. Terzo lo stress, che ha effetto metabolico aumentando la produzione di cortisolo che agisce sulla pelle aumentando la secrezione sebacea. La conseguenza “clinica” di queste condizioni è che la pelle può apparire spenta, con formazione di comedoni e punti neri, irritata e stanca”. Uno dei migliori consigli dell’esperto in questa situazione per preservare la pelle è di effettuare sempre una detersione accurata mattino e sera, anche se non si applica il make up.

Lockdown prolungato, gel, mousse astringenti e scrub

“In caso di pelle impura-conferma la dottoressa- è possibile preferire un gel o una mousse ad effetto astringente, uno scrub da eseguire due volte alla settimana, per esempio a base di acido salicilico e zinco, ad effetto levigante e sebo-regolatore, e maschere assorbenti, all’argilla per esempio, una volta alla settimana. Per le pelli più sensibili, meglio preferire detergenti con tensioattivi delicati o acque micellari lenitive, uno scrub “dolce” ti tipo meccanico, con granuli più piccoli come quelli a base di microcristalli di zucchero, e maschere ad effetto riparatore e rigenerante. Per tutti i tipi di pelle, una crema idratante a base di acido jaluronico, arricchita con vitamina E per quelle più sensibili, ad effetto lenitivo, con vitamina C per quelle meno sensibili, ad effetto illuminante. E poi grande attenzione per il contorno occhi, se l’esposizione agli schermi è intensa è bene scegliere cosmetici dedicati che abbiano alto potere antiossidante per contrastare gli effetti dannosi della luce blu”.

Lockdown prolungato, curare l'alimentazione

“Curare l’alimentazione, evitando l’eccesso di grassi saturi e zuccheri raffinati- aggiunge la dottoressa Trink-  favorendo verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali, che mantengono in equilibrio il microbiota intestinale e cutaneo e sono ricchi di vitamine ad effetto benefico sulla pelle; limitare i latticini e favorire il consumo di acidi grassi monoinsaturi o polinsaturi, come olio d’oliva, avocado, frutta secca; preferire il vino rosso (da consumare cmq con moderazione) , ricco di antiossidanti, ai superalcolici o alle bollicine”.

Lockdown prolungato, molti disturbi nascono dallo stress

Quante volte ci siamo sentiti dire in merito a qualche disturbo che “é tutta colpa dello stress”? “Mai come adesso questa valutazione appare fondata- prosegue il Prof Sergio Noviello  Direttore Sanitario del Sergio Noviello Cosmetic Surgery & BAT Centre Milano- lo stress infatti può causare un peggioramento di molte patologie e sfoghi cutanei come eczema, psoriasi e acne. I brufoli, che si tratti di una grande lesione cistica o di piccoli comedoni, sono causati da una combinazione di diversi fattori: batteri, infiammazione generale del corpo, pori ostruiti e ormoni. Questi ultimi sono un fattore chiave per l’acne indotta dallo stress. I valori del cortisolo, infatti, in momenti in cui siamo particolarmente ‘agitati’ aumentano mettendo il corpo in una sorta di allerta per difendersi dall’eventuale pericolo in arrivo. La crescita di questi valori influisce a sua volta sulle ghiandole che aumentano a loro volta la produzione di sebo, rendendo la cute più oleosa”.

Lockdown prolungato, come lo stress aumenta i processi infiammatori

“Non solo, lo stato infiammatorio generale avvertito dal corpo in circostanze particolarmente stressanti- prosegue il prof Noviello-  farà aumentare direttamente i "mediatori infiammatori" nelle cellule della pelle, favorendo la comparsa dell’acne o un suo peggioramento. A questo si aggiunge anche il calo delle difese immunitarie legato anche all’infezione, che come sappiamo ci rende tendenzialmente più fragili ed esposti ed anche l’utilizzo continuativo delle mascherine, che anche in caso di quarantena si devono continuare ad indossare, per impedire il contagio dei famigliari. In periodi in cui si è esposti ad uno stato stressante prolungato rischiano di saltare le abitudini legate alla beauty routine quotidiana con conseguente interruzione della pulizia della pelle, applicazione di maschere, creme, etc. Va considerato anche che il nervosismo spinge spesso, soprattutto i soggetti più giovani, a toccarsi la pelle del viso anche in modo inconsapevole peggiorando la situazione. Infine, anche l’insonnia e un’alimentazione irregolare possono influire negativamente”.

Lockdown e stress fattori che favoriscono l'acne

E a questo punto cosa occorre fare? “Importante riprendere, e interrotte, le abitudini e prenderci cura della nostra pelle con i cosmetici abituali. E’ possibile poi intervenire con prodotti specifici a base di acido salicilico, perossido di benzoile e retinolo. Il primo può purificare i pori, il perossido di benzoile svolge una funzione antinfiammatoria e antibatterica, mentre il retinolo (che può essere usato con una certa costanza) stimola il turnover cellulare. Da seguire con cautela alcuni trend come le cosiddette sheet mask arrivate dalla Korea negli ultimi anni e da effettuare quotidianamente”. E chi soffre di acne in particolare? “Chi soffre di acne-conclude il prof.Noviello-dovrebbe evitare il ricorso a maschere giornaliere ma invece ridurle a una volta a settimana o due volte al mese. Esistono in commercio anche dei patch che possono essere usati come trattamento spot per l’acne. Occludendo i brufoli e grazie agli ingredienti attivi contenuti, questi cerotti consentono di far penetrare più profondamente le sostanze nel derma, ottenendo un riassorbimento delle pustoline classiche dell’acne. Ultimamente chi è soggetto all’acne non dovrebbe eccedere con le maschere. E se continuate a grattarvi o toccarvi la pelle del viso mentre lavorate o studiate, mettete un po’ di crema sui brufoli più fastidiosi…quando istintivamente andrete a toccarli, avvertirete la crema o il gel e rinuncerete”.

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