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Medicina
Vaiolo delle scimmie, una forma letale attacca uomini con HIV
Vaiolo delle scimmie

Vaiolo delle scimmie, scoperta una variante molto aggressiva

Una forma molto grave di vaiolo delle scimmie è stata scoperta da un team internazionale di ricercatori. Attacca principalmente pazienti uomini con Hiv avanzato e con basse difese immunitarie. La mortalità è di ben il 15%. I dati escono da uno studio internazionale presentato sulla prestigiosa  “The Lancet”. Per evitare il ripetersi di commenti stigmatizzanti o razzisti, come nel passato accadde con l’Hiv, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di cambiare il nome alla malattia in mpox. Il nome era nato dopo che il virus era stato scoperto nei macachi asiatici. Un bambino congolese, nel 1970, è stato il paziente zero. I numeri ufficiali della malattia confermano che il 50% delle 85.000 persone con mpox del 2022 conviveva anche con l’Hiv. I casi fulminanti della nuova variante hanno riguardato uomini con HIV molto avanzato (meno di 200 linfociti per millimetro cubo di sangue). Praticamente senza difese immunitarie il virus non si ferma e continua a progredire.

Vaiolo delle scimmie, trasmissione attraverso i rapporti sessuali

Evitando qualsiasi tipo di commento o conclusione ma limitandosi alla realtà dei dati scientifici si vede che nel 2022 la stragrande maggioranza dell’infezione è stata negli uomini gay o bisessuali (98%, in uno studio su mezzo migliaio di casi in quindici settimane). La principale via di trasmissione sembra essere il contatto fisico stretto durante i rapporti sessuali. Secondo i ricercatori le fasce di popolazione più a rischio sono uomini che convivono con l'Hiv e coloro che assumono giornalmente farmaci antiretrovirali proprio per evitare l'infezione da Hiv durante i rapporti senza preservativo. Lo studio, analizza oltre 380 casi di vaiolo delle scimmie in persone con HIV avanzato, tutti uomini, tranne 10 donne transgender e 4 donne cisgender. I pazienti di età media di 35 anni presentano un corpo pieno di lesioni con necrosi, soprattutto nella bocca, nei genitali e nell'ano. Purtroppo i ricercatori confermano che molti di questi ragazzi non sono stati trattati con antiretrovirali contro l'HIV. Molti provengono dall'America Latina, dove non c'è un accesso universale a questi farmaci.

Vaiolo delle scimmie, gli antiretrovirali tra le possibili difese

Il 73% dei pazienti inclusi nello studio ha ricevuto cure nei paesi americani e centro americani. Gli altri sono stati curati in una dozzina di paesi europei e sei pazienti in Nigeria. Il 9% non sapeva di avere l'HIV. Di quelli che sapevano, uno su tre non stava prendendo la terapia antiretrovirale per prevenire l'AIDS. Purtroppo non ci sono antivirali per mpox in nessun paese dell'America Latina. Inoltre molti paesi non c'è ancora un accesso gratuito o facile agli antiretrovirali contro l'HIV, come Stati Uniti e Messico. La nuova forma aggressiva scoperta provoca ulcere cutanee che continuano a crescere e si diffondono persino ai polmoni, agli occhi e all'intestino. Gli autori dello studio chiedono all'OMS a includere questa forma fulminante di mpox nell'elenco delle malattie che definiscono l'AIDS, un elenco di 14 infezioni che si comportano in modo diverso e pericoloso nelle persone con HIV avanzato. La conclusione dei ricercatori è chiara “ Occorre che vaccini e antivirali siano accessibili in tutto il mondo e per questo ci vuole una maggiore cooperazione globale che attualmente non c’è in maniera sufficiente”.

 

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