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Mps, adesioni intorno al 50% dei bancari. Le critiche alla Cisl di Siena

Ci sono dichiarazioni che possono avere effetti secondari devastanti. Parole che in prima battuta raggiungono l’obiettivo di ottenere un rilevante risalto mediatico, ma che – ecco il rovescio della medaglia – disorientano gli interlocutori principali. Interlocutori che, nel caso di un sindacato, sono gli iscritti, cioè le lavoratrici e i lavoratori. È la sintesi di quanto accaduto, spiegano alcune fonti interne a Rocca Salimbeni, venerdì scorso dopo le affermazioni della esponente della Cisl Siena, Emanuela Anichini.
La sindacalista era nel capoluogo senese nel giorno dello sciopero dei dipendenti del Monte dei Paschi, al quale, secondo fonti aziendali, ha aderito poco più del 50% dei dipendenti. La protesta, che si è rivelata un mezzo flop, era stata indetta mentre è in corso la trattativa tra il Tesoro e UniCredit per la vendita di Rocca Salimbeni. Anichini è andata giù piatta, sostenendo che l’eventuale cessione di Mps al gruppo di Piazza Gae Aulenti "sarebbe una catastrofe per il nostro territorio, bancari e non, giovani e anziani".
Una sindacalista dovrebbe sapere che qualsiasi sua dichiarazione può ledere gli interessi dei lavoratori di entrambe le banche, tenuto conto, peraltro, che la Cisl ha iscritti sia nel Monte dei Paschi di Siena sia in Unicredit. E come ha reagito il vertice del gruppo di Piazza Gae Aulenti di fronte a quella sostanziale accusa? Fra gli addetti ai lavori, insomma, ci si chiede per quale ragione una dirigente sindacale, pur rappresentando una intera sigla, peraltro nel giorno di una protesta a carattere nazionale, parli di fatto a difesa sua e di un territorio circoscritto.
Proprio dal territorio, peraltro, sono arrivate oggi indicazioni che lasciano intendere come la partita sia sostanzialmente conclusa. Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi ha detto che la partita è sostanzialmente chiusa perché "siamo a fine corsa, non vorrei che al termine della campagna elettorale ci trovassimo di fronte a qualcuno che ci dice che è già stato fatto tutto".
Probabilmente De Mossi non sbaglia. Sarebbe quindi auspicabile che, al di là delle elezioni suppletive del prossimo fine settimana - dove è evidente che questo tipo di dichiarazioni servono per sostenere qualche candidato - la sindacalista faccia la sindacalista e il sindaco faccia il sindaco, il cui operato è comunque apprezzato dai cittadini.