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Spaccatura con Meloni, ma non solo. Belloni, che cosa si nasconde dietro le dimissioni

Lascia il capo dei servizi segreti, tra spaccature e incomprensioni. Poi la lettera alla premier Meloni

Spaccatura con Meloni, ma non solo. Belloni, che cosa si nasconde dietro le dimissioni
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Elisabetta Belloni si è dimessa, dal 15 gennaio non sarà più il capo dei servizi segreti. Il passo indietro del capo del Dis è un vero e proprio giallo, visto che il suo mandato sarebbe scaduto naturalmente tra quattro mesi. Il caso di Cecilia Sala è stata forse – in base a quanto risulta a Il Corriere della Sera – la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dal primo istante dell’arresto della nostra connazionale, Belloni — da due anni e mezzo a capo del Dis, la struttura di coordinamento dei nostri servizi segreti — è stata tenuta fuori dal dossier, accentrato su Palazzo Chigi e gestito in prima battuta dall’Aise (servizi segreti per gli affari esteri) di Gianni Caravelli.

Dimissioni Belloni, il caso Sala e il possibile nuovo incarico

Elisabetta Belloni si è dimessa, dal 15 gennaio non sarà più il capo dei servizi segreti. Il passo indietro del capo del Dis è un vero e proprio giallo, visto che il suo mandato sarebbe scaduto naturalmente tra quattro mesi. Il caso di Cecilia Sala è stata forse – in base a quanto risulta a Il Corriere della Sera – la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dal primo istante dell’arresto della nostra connazionale, Belloni — da due anni e mezzo a capo del Dis, la struttura di coordinamento dei nostri servizi segreti — è stata tenuta fuori dal dossier, accentrato su Palazzo Chigi e gestito in prima battuta dall’Aise (servizi segreti per gli affari esteri) di Gianni Caravelli.

Leggi anche: Elisabetta Belloni lascia la guida dei servizi segreti: “Le mie dimissioni dal 15 gennaio”

La conferma della lettera di dimissioni da parte di Belloni, ieri mattina, lettera che porta la data del 15 gennaio come ultimo giorno di servizio, e che è stata consegnata sia a Giorgia Meloni che ad Alfredo Mantovano, prima di Natale, quattro giorni dopo l’arresto della giornalista italiana da parte dei pasdaran del regime di Teheran, rivela – prosegue Il Corriere – che non tutto è andato per il verso giusto. Qualcosa si era rotto nelle relazioni normali di un sistema e di dinamiche istituzionali che per funzionare a dovere si nutrono di fiducia reciproca e di leale collaborazione.

Anche se è molto probabile che fra pochi giorni Belloni- conclude Il Corriere – assuma un nuovo incarico sensibile e di alto livello, come rappresentante personale di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, su uno dei dossier strategici che si aprono nella nuovo legislatura Ue: dalla sicurezza all’immigrazione.

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