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Politica
Coronavirus fase 2, Salvini:“Scendiamo in piazza”. Meloni:"Identica a fase 1"
SCHIAFFO 2 - Quelli che all’interno della Lega processano Salvini per il risultato dell’Emilia. Tutti allenatori dopo aver seguito la partita in poltrona... Un grande classico.

Coronavirus fase 2, Salvini: distanziati e con mascherine ma pronti manifestare

"Ripartire, in sicurezza ma riaprire". Matteo Salvini da Facebook, e con una diretta social, ribadisce che "occorrono buon senso e coraggio, bisogna fidarsi degli italiani e farli tornare a sperare, guadagnare, camminare, lavorare, sognare". "Lavoratori, imprenditori, artigiani, ristoratori, commercianti, precari, partite Iva e padri di famiglia non possono più aspettare", sottolinea il leader della Lega. "Tantissimi cittadini ci chiedono di organizzarci, non solo in rete, per farci vedere e sentire. Sicuri, con le mascherine, a distanza, pacifici e determinati, noi siamo pronti", annuncia. "Oltre al virus, fame e mancanza di libertà? Non lo possiamo permettere. Prima di tutto, l’Italia e gli italiani", dice ancora. "Hanno creato 15 task force per arrivare a chiusure fino a maggio e forse al permesso di andare a trovare mamma e papà ma se abitano nella nostra città e previa autocertificazione. Possiamo dire basta? Dopo 47 giorni di reclusione diciamo basta, fateci uscire, e guadagnare e lavorare, e fare la nostra vita, certo mai come prima". Così Matteo Salvini in una diretta Facebook.

Coronavirus fase 2, Salvini: governo capisce che cosi' falliamo?

"Perché questa mancanza di coraggio e di certezze? Perché aprire a giugno molte attività? Al governo qualcuno ha capito che molte non riapriranno, se vanno avanti così? Che così porteranno i libri in tribunale?". 

Coronavirus fase 2, Meloni: è identica a Fase 1, conferenza Conte confusa

«Un'altra lunga e confusa conferenza stampa di Conte per dirci che, in sostanza, la fase due è quasi identica alla fase uno. Agli italiani che mi stanno scrivendo per capirci qualcosa di più devo confessare che non ne so nulla. Conte decide evidentemente da solo della vita  e della libertà di ciascuno di noi". Lo dichiara il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. "Quando avremo i testi cercheremo di capirci qualcosa di più. Intanto posso dire che non condivido minimamente la scelta di riaprire le attività produttive per settori e lasciare fermi per molte settimane interi comparti economici, esponendoli a una chiusura quasi certa - prosegue Meloni -. Il criterio doveva essere un altro: chi può garantire le norme anti-contagio e la sicurezza dei lavoratori deve poter riaprire. E lo stato deve sanificare a spese sue. Invece no. Si decide che qualcuno non deve avere speranza. Ma perché un ristorante, o un bar, che riesce a garantire le distanze e i dispositivi di sicurezza non può aprire con gli altri? Perché un centro estetico che ha le cabine per l'auto trattamento non può aprire con gli altri? Perché un parrucchiere che può garantire il rapporto di uno a uno non può aprire con gli altri? Perché una palestra che garantisce l'allenamento singolo non può aprire con gli altri? E potrei fare molti altri esempi. Perché, insomma, dobbiamo massacrare interi settori che rischiano di non riaprire mai più? Per avere la possibilità di fare un'altra conferenza stampa alle otto di sera?».

Coronavirus fase 2, Delrio (Pd): governo ascolti Cei, rivedere no a Messe

"Credo sia giusto raccogliere la sollecitazione della Conferenza episcopale e rivedere il divieto per le funzioni religiose anche dopo il 4 maggio. Attraverso la collaborazione sara’ sicuramente possibile consentire la partecipazione dei fedeli alle funzioni nel pieno rispetto del distanziamento e della cautela necessaria" Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.

Coronavirus fase 2, Pd: Cei ha ragione, no a messe incomprensibile

"Credo che l’ammonimento dei Vescovi italiani sia corretto. Non poter individuare ipotesi che
prevedano il distanziamento sociale ma permettano le funzioni religiose sembra incomprensibile. Spero che il governo ci metta più attenzione". Lo scrive il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci, su facebook. "Poi le chiusure di ristoranti e bar per un altro mese possono creare condizioni di non riapertura. C’e il rischio che si disperda un patrimonio nazionale enorme e non più ricreabile. Ci vuole un intervento più deciso. Ovunque si possa mantenere distanziamento sociale dobbiamo cercare di aprire. In questo modo, si rischia di restare fermi", conclude l'esponente dem. 

 

 

 

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