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Ddl Zan, De Petris: “I rilievi del Vaticano? Se confermati sono infondati”

La senatrice di Leu Loredana De Petris parla con Affari e si interroga sul “senso di una lettera inviata al Governo e tra l’altro così tardivamente”

Ddl Zan, De Petris: “I rilievi del Vaticano? Se confermati sono infondati”
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Era da un po’ che si erano sopite, almeno pubblicamente, le “ingerenze” vaticane sulla vita politica italiana. I tempi del cardinale Camillo Ruini sembravano andati in soffitta, soprattutto con il pontificato di papa Francesco

Era da un po’ che si erano sopite, almeno pubblicamente, le “ingerenze” vaticane sulla vita politica italiana. I tempi del cardinale Camillo Ruini sembravano andati in soffitta, soprattutto con il pontificato di papa Francesco. E invece, il ddl Zan ha riportato i rapporti tra Stato e Chiesa al centro del dibattitto. Anzi, stavolta per recapitare il messaggio di Oltretevere – la violazione in alcuni contenuti del provvedimento dell’accordo di revisione del Concordato – è stata scomodata persino la diplomazia.

Seppure col passare delle ore le posizioni della Santa Sede sia siano chiarite e ammorbidite, la polemica ormai è esplosa con i partiti schierati su posizioni contrapposte. E con il segretario del Pd Enrico Letta, talmente colto di sorpresa dalle posizioni del Vaticano, da arrivare a rispolverare in mattinata persino un certo ‘maanchismo’ di veltroniana memoria. “Siamo  pronti a guardare i nodi giuridici, ma sosteniamo l’impianto della legge che è una legge di civilta’”, ha infatti detto il numero uno del Nazareno. Salvo poi in qualche modo correggere il tiro e affermare su Twitter: “Abbiamo letto indiscrezioni oggi sul Corriere e attendiamo quindi di vedere i contenuti della nota della Santa Sede li’ preannunciata. Ma abbiamo fortemente voluto il ddl Zan, norma di civiltà contro reati di odio e omotransfobia e confermiamo il nostro impegno a farla approvare”.

Affaritaliani sulla vicenda ha interpellato Loredana De Petris, senatrice di Leu e presidente del gruppo Misto, che al nostro giornale dice subito: “Stiamo parlando in via ipotetica, perché la lettera del Vaticano non è stata resa nota e ci basiamo solo sulle indiscrezioni della stampa”. Ma se fossero confermate? In tal caso, risponde De Petris, “bisognerebbe dire che i rilievi del Vaticano sono del tutto infondati. Il testo chiarisce in modo inequivocabile che non c’è nessun attentato alla libertà di pensiero, anzi il richiamo all’art. 21 della Costituzione è quasi ridondante”. Ma la senatrice di Leu fa un’ulteriore riflessione e spiega: “Inoltre la legge non riguarda il Governo, essendo di iniziativa parlamentare ed è già stata discussa e votata dalla Camera. Insomma – conclude – non si capirebbe bene il senso di una lettera inviata al Governo e così tardivamente. Ma, ripeto, bisogna vedere cosa il testo dice realmente”.