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Politica
Delega fiscale in stallo, sulla flat tax il governo rischia lo strappo
Alberto Gusmeroli (Imagoeconomica)

La Lega non vuole cedere sul suo provvedimento-bandiera


Dopo aver superato con estrema fatica lo step della riforma del Catasto, il governo rischia lo strappo sulla flat tax per le partite iva. Come risulta ad Affaritaliani.it, la delega fiscale è ancora in stallo poiché il centrodestra e in particolare la Lega, non sono disponibili a cedere sul loro provvedimento-bandiera. Da qui la richiesta di allungare i tempi per l’approdo in Aula alla Camera, previsto per il 28 marzo.

“Rispetto alla scorsa volta siamo quasi tornati indietro”, hanno sottolineato i deputati del Carroccio Massimo Bitonci e Alberto Gusmeroli, dopo la riunione di maggioranza di ieri. "Sembrava fosse stato fatto un passo in avanti ma su alcuni temi, come il regime forfettario, non è così", hanno aggiunto.

Tra le divergenze con il centrosinistra, lo scivolo pensato per attutire il ritorno alla tassazione ordinaria ai contribuenti che superano la soglia dei 65mila euro di ricavi o compensi. Il Mef propone il mantenimento della flat tax senza alzare però la soglia dei 65mila euro del regime forfettario per gli autonomi. L'idea della Lega invece è di mantenere per il primo anno l’aliquota forfettaria del 15% fino a 80mila euro e nel secondo farla salire al 20% per la quota superiore ai 65mila euro dichiarata da contribuenti, che in ogni caso non superino i 100mila. Contrari M5S, Pd e Leu che, pur aprendo ad una mediazione su un regime transitorio, non ne vogliono sapere di alzare la soglia.

Il Pd inoltre spinge affinché parte del gettito della flat tax arrivi a Comuni e Regioni. E anche qui le divergenze con la Lega non mancano. Gusmeroli e Bitonci sottolineano che “la ripartizione ai Comuni della quota della flat tax deve avvenire secondo noi sulla base della residenza del soggetto, mentre il Pd è per la redistribuzione a pioggia". Inoltre i leghisti chiedono “sicurezza sul fatto che la mensilizzazione degli acconti non ricada nella cashflow tax, il sistema di contabilità mensilizzato su cui sono contrari anche gli ordini professionali, perché penalizza professionisti e ditte individuali”.

I nodi però non finiscono qui. La Lega infatti rilancia anche l'idea della no tax area area fino a 10mila euro. Secondo la proposta del Carroccio tutti i contribuenti con redditi da lavoro dipendente, autonomo occasionale o pensione, inferiori ai 10mila euro, devono poter scegliere se avvalersi del regime di detrazione e deduzione oppure di una tassazione a zero senza obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Oggi è stata una giornata di incontri tecnici al Mef fra i vari gruppi di maggioranza, il governo, il relatore del provvedimento, ovvero il presidente della commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin. Domani e' prevista una nuova riunione di maggioranza, con l'obiettivo di trovare un'intesa sui nodi del provvedimento, anche a costo di un ormai inevitabile rallentamento dell'iter della delega fiscale a Montecitorio.

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