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Politica
Camera, senza Fi niente presidente. Tensione altissima nel Centrodestra
Licia Ronzulli

Camera, perde quota la candidatura di Riccardo Molinari


Tensione altissima nel centrodestra, che non riesce ad eleggere il presidente della Camera. Sono andate a vuoto le tre votazioni svoltesi oggi, giovedì 13 ottobre, per via della ribellione di Forza Italia, furibonda per il veto su Licia Ronzulli. “Non avrà nessun ministero. E non va bene, perché non si devono dare i veti", ha detto Silvio Berlusconi al Corriere lasciando il Senato.

Nonostante i “sinceri auguri” a Ignazio La Russa, eletto alla presidenza del Senato grazie al sostegno di parte dell’opposizione, la posizione di Berlusconi e Forza Italia è molto critica nei confronti della maggioranza guidata da Giorgia Meloni. E, senza i voti forzisti, nelle nuove votazioni di venerdì 14 ottobre non sarà possibile eleggere il leghista Riccardo Molinari, candidato leghista sempre più traballante: la maggioranza alla Camera è a quota 237, di cui 45 sono i deputati forzisti. Sottraendo i voti del gruppo azzurro, ci si fermerebbe a 192. Sotto la soglia per eleggere il presidente.

Ci saranno nuovi accordi sottobanco per compensare la mancanza dei voti forzisti? Il Pd lo teme. "Il voto di oggi al Senato – afferma il segretario Enrico Letta - certifica tristemente che una parte dell'opposizione non aspetta altro che entrare in maggioranza". Per questo prende corpo l’ipotesi che i Dem presentino un loro candidato, pur sapendo di non avere chance, ma allo scopo di contare i propri voti e quelli dell’opposizione, evitando altre sorprese nel segreto dell’urna.

Per quanto riguarda il Carroccio, poi, tutto sembrava portare fin da qualche giorno all'elezione di Molinari, capogruppo uscente stimato anche da ampie fette delle opposizioni, poi nelle ultima ore proprio dal Carroccio hanno messo in discussione la candidatura del giovane avvocato di Alessandria. Qualcuno, a microfono spento, sostiene che il segretario Salvini tema l'abilità riconosciuta da molti di Molinari che, come terza carica dello Stato, potrebbe perfino fargli ombra. E alla fine, se non sarà Giancarlo Giorgetti (in corsa anche per il Mef), alla presidenza della Camera potrebbe andare una donna leghista. Ma chi? Mistero.

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