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Germania, migranti e fuga verso Afd: la Sx di die Linke verso la scissione

Mentre la grande avanzata di estrema destra (Afd) preoccupa l’Europa, nessuno si interessa dell’arrivo di un partito altrettanto radicale (ma di Sx): analisi

Germania, migranti e fuga verso Afd: la Sx di die Linke verso la scissione

Dai migranti all’Ucraina, la pasionaria Sahra Wagenknecht al comando di una nuova sinsitra

La grande avanzata del partito di estrema destra in Germania di Afd, sta creando grandi dibattiti e preoccupazioni in tutta Europa. Il fatto che tra poco meno di un anno si voti per il rinnovo del parlamento europeo rende la cosa ancora più destabilizzante per i partiti di sinistra che sembrano entrati in una crisi di credibilità e di consenso senza precedenti. Molti cercano di interpretare questo successo come un movimento populista che fa leva sulle paure della gente in merito alla sicurezza, alla crescente immigrazione e alla crisi economica che proprio in Germania sta facendo maggiormente sentire i propri effetti.

Eppure proprio in Germania si sta affacciando sulla scena un partito altrettanto estremista, ma questa volta di sinistra, che chissà perché fa molta meno notizia e desta assai meno preoccupazione dell’establishment tedesco e di Bruxelles. Stiamo parlando del movimento populista meglio conosciuto come il Partito della Sinistra, o die Linke, una delle cui figure più importanti, Sahra Wagenknecht, è diventata una star politica attraverso esibizioni carismatiche nei dibattiti parlamentari e nei talk show televisivi.

Il partito che ha avuto in Italia un po’ di celebrità perché ha deciso di candidare nelle sue file alle prossime elezioni europee Carola Rakete, e che per ora viene data nei sondaggi al 5% del consenso.

Rackete assolta perché
Carola Rakete 

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Chi è Sahra Wagenknecht, figura centrale dell’estrema sinistra tedesca 

Membro leale del Partito di Unità Socialista della Germania Est, o SED, fino alla caduta del muro di Berlino, Wagenknecht divenne membro fondatore del partito successore post-riunificazione del SED nel 1991, all’età di 23 anni. Da allora è rimasta una figura di spicco nella politica tedesca. A metà degli anni 2000, Wagenknecht ha svolto un ruolo strumentale nelle fusioni di partito che hanno creato l’odierno Partito di Sinistra, che ha riunito reti di estrema sinistra nella Germania orientale e occidentale, così come i disertori del Partito Socialdemocratico di centro-sinistra, o SPD, infuriati per le riforme del welfare dei governi della coalizione SPD-Verde sotto l’allora Cancelliere Gerhard Schroeder.

E’ stata uno dei critici più equilibrati e spietati dello status quo del paese, Wagenknecht è stata il presidente parlamentare del partito die Linke (la Sinistra). Dalla sua fondazione nel 2007, il mix di ex socialdemocratici ed ex comunisti della Germania dell’Est della Linke aveva ottenuto circa il 10% dei sondaggi a livello nazionale. Nonostante la mediocre performance elettorale del suo partito, Wagenknecht è rimasta uno dei politici più popolari nei sondaggi nazionali e un appuntamento fisso nei talk show in prima serata. Ma fino a pochi mesi il partito è sempre rimasto piuttosto marginale.

Ma ora proprio la sua antitesi con la destra estrema dell’Afd ha certamente riportato alla ribalta il suo messaggio che è completamente agli antipodi rispetto a quello dell’Afd, in primis proprio sui migranti. Il partito die Linke, come quella italiana per la verità, sarebbe per una totale apertura dei confini e contro qualsiasi tipo di restrizione. 

In risposta alla sua spirale di declino, la leadership del Partito di Sinistra, che pare lacerato da conflitti interni ( tutte uguali in Europa le sinistre, sarebbe il caso di chiosare) ha scelto di sostenere i diritti dei migranti e LGBTQ+ come parte di una più ampia attenzione all’espansione dello stato sociale, pur rimanendo aperta alle coalizioni con l’SPD e i Verdi nel governo regionale. Inoltre il partito è contrario alla Nato e non vuole assolutamente che si aiuti militarmente l’Ucraina.

Wagenknecht, infatti, chiede la fine del sostegno all’Ucraina, la dissoluzione della NATO e un partenariato per la sicurezza tra Germania e Russia. Ciò segnerebbe una rottura totale con le fondamenta della politica estera tedesca che sono state accettate da ogni governo tedesco occidentale e tedesco post-riunificazione dal 1949.

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Eppure è l’aperta ostilità di Wagenknecht ai valori culturali liberali di gran parte della sinistra tedesca che ha alimentato feroci lotte intestine all’interno del Partito di Sinistra.

La profonda spaccatura all’interno del Partito di Sinistra ha alimentato la speculazione che Wagenknecht potrebbe lanciare il proprio partito politico, che collega l’anticapitalismo con i valori culturali nazionalisti. L’entità del sostegno a tale progetto resta da vedere. Ma ci sono probabilmente abbastanza elettori alienati dall’impatto della migrazione, dalle restrizioni sanitarie dell’era pandemica e dalle ricadute economiche dell’invasione russa dell’Ucraina per creare lo spazio elettorale per un secondo movimento populista per rivaleggiare con l’AfD. attualmente numericamente il confronto non si può nemmeno porre, considerando che AFD veleggia stabilmente oltre il 20% dei sondaggi.

Ma proprio il voto delle europee potrebbe rappresentare uno spartiacque importante per la storia dei due partiti cosi differenti tra di loro, politicamente ed ideologicamente parlando, ma nello stesso cosi simili per natura e storia. Per quelli della Germania orientale che guardano con affetto a un’era di stabilità autoritaria all’interno della sfera di influenza dell’Unione Sovietica, un’agenda che fonde anticapitalismo, ostilità verso gli estranei e fedeltà a Mosca rappresenta una “età dell’oro” il cui ritorno desiderano.

Sebbene il SED e i suoi sostenitori sovietici sostenessero i movimenti di liberazione nel Sud globale, l’élite dirigente nell’ex Germania dell’Est e nell’Unione Sovietica represso spietatamente i gruppi LGBTQ+ e altri movimenti che si rifiutavano di conformarsi all’autoritarismo eteronormativo dello stato. I lavoratori stranieri portati dal Vietnam, dal Mozambico, dall’Angola e da Cuba per coprire la carenza di manodopera della Germania orientale negli anni ’70 sono stati tenuti separati da una popolazione maggioritaria che raramente incontrava non tedeschi al di fuori del posto di lavoro. L’AfD ha approfittato dell’ostilità verso i migranti, i gruppi LGBTQ+ e l’ancoraggio geopolitico della Germania nell’Unione europea e nella NATO negli ambienti della Germania orientale che ricordano quell’epoca con affetto.

Eppure l’AfD sostiene anche il capitalismo guidato dal mercato più vicino al Partito Repubblicano negli Stati Uniti rispetto alle preferenze economiche di molti dei suoi sostenitori nella Germania orientale e occidentale. Per molti di questi elettori, la miscela di conservatorismo nazionale con l’anticapitalismo di Wagenknecht potrebbe essere più attraente del mix più convenzionale di razzismo e neoliberismo senza restrizioni dell’AfD.

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Secondo le ultime stime, il parlamento tedesco potrebbe anche presto ritrovarsi con due partiti populisti radicali, il cui totale dei consensi, potrebbe superare il 30% dei voti. Questo risultato costringerebbe i principali partiti tedeschi a formare goffe coalizioni di governo gravate da continue lotte intestine su obiettivi politici incompatibili. La misura in cui Wagenknecht e AfD hanno attinto al desiderio di politiche autoritarie e antisistema tra parti dell’elettorato è anche un’indicazione di come le forme di memoria storica che hanno sostenuto il sostegno alla democrazia in Germania abbiano iniziato a indebolirsi.

Il movimento che sta emergendo attorno a Wagenknecht trae vantaggio anche dal crescente divario storico tra la politica tedesca contemporanea ed entrambi i regimi autoritari che governarono sul suolo tedesco nel XX secolo. Mentre la distanza storica dal regime nazista ha reso più facile per parti della sinistra tedesca utilizzare temi nazionalisti, la misura in cui le ferite della brutale incompetenza del SED sono state superate ha paradossalmente reso più facile per i nostalgici mascherare il conformismo autoritario che soffocava vita nella sfera sovietica.

La misura in cui l’AfD e un partito guidato da Wagenknecht potrebbero attingere al diffuso malcontento degli elettori è un sintomo di cambiamenti strutturali più ampi nella società tedesca. Mentre coloro che sono impegnati a favore della democrazia tedesca possono ancora garantire che questo periodo di crisi rafforzi l’ordine costituzionale tedesco, qualsiasi segno di compiacenza farà il gioco dei populisti. Come hanno scoperto altre società europee, quando si tratta di difesa della democrazia, sedersi e sperare per il meglio è un modo sicuro per ritrovarsi con lo scenario peggiore.