Giorgia Meloni e il milieu culturale della destra: tra fantasy ed esoterismo
Giorgia Meloni fra poco compirà un anno di governo in cui ha mostrato un volto pragmatico, centrato solo sulla politica e sulla risoluzione dei problemi. Ma non sempre la sua Weltanschauung è stata così. In questi anni Fratelli d’Italia è cresciuto, come partito, costruendo pazientemente mattoncino su mattoncino quello che serviva per ottenere una struttura possente, evocativa ed articolata. Un palazzo multiuso che annovera ed agglutina al suo interno diversi strati, ognuno progettato per un compito ben preciso. I piani alti sono quelli del già citato pragmatismo, le fondamenta sono però diverse da qualsiasi altro partito o movimento. Attingono infatti all’immaginario collettivo epico, cioè al mondo fantasy.
Quando si facevano i campi Hobbit e si studiava Julius Evola
La Bibbia indiscussa di questo universo parallelo è uno scrittore inglese J. R. R. Tolkien, l’autore de “Il Signore degli anelli” e de “Lo Hobbit”. I libri, da cui poi sono stati tratti i famosi film, parlano di un tempo antico in cui l’uomo viveva in simbiosi con la natura e combatteva il Bene contro il Male. Una visione abbastanza semplice, manichea, dell’esistenza. Tutto si svolge nella Terra di Mezzo dove Frodo Baggins, è appunto un Hobbit, una specie di gnomo che ha il compito di distruggere gli anelli del potere gettandoli nel vulcano del Monte Fato. La destra tradizionale è sempre stata affascinata da questi miti. Si pensi solo che il Fronte della Gioventù dal 1977 al 1981 organizzò gli originali “Campi Hobbit”. Tra i fondatori il politologo Marco Tarchi e il politico Umberto Croppi. Poi negli anni ’90 dello scorso secolo ci furono altri Campi Hobbit, che cercarono di replicare gli originali e a cui partecipò anche Giorgia Meloni. In questi raduni si discuteva di condizione femminile, disoccupazione, problemi giovanili, di ecologismo e lì fece la sua prima comparsa la croce celtica che divenne poi uno dei simboli caratteristici dei giovani missini. I campi Hobbit furono un po’ la declinazione giovanile del tradizionalismo evoliano che affondava le sue radici nell’esoterismo magico.
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Il filosofo e pittore Julius Evola è appunto un altro dei miti fondanti, del milieu culturale della destra tradizionalista. I suoi libri sono stati letti da generazione di attivisti, compresa Giorgia Meloni. “Rivolta contro il mondo moderno”, “Cavalcare la tigre”, “Metafisica del sesso”, “Gli uomini e le rovine”, “Il Cammino del Cinabro” sono tra i titoli più noti. Accanto a lui anche il giornalista, filosofo e scrittore Massimo Scaligero, che riprende i suoi temi declinandoli anche alla luce degli insegnamenti orientali. Tutti temi cari al consesso di Pino Rauti. Da giovane la leader di Fratelli d’Italia aveva un blog sul provider Geocities che funzionava con il simbolo #Italia. La rete sottostante era Undernet.
La Meloni aveva allora 21 anni e nel blog diceva di occuparsi di “fantasy e musica irlandese”, quindi celtica. La sua utenza era: “Khy-ry, la draghetta di Undernet #italia”. Quindi non ancora “underdog” ma già “undernet”. La sua pagina si può ancora ritrovare “catturata” dalla Rete. Scriveva a tal proposito: “Sto imparando a suonare la chitarra, da autodidatta, ma per ora i risultati sono pessimi e tento anche di cantare… Ascolto un sacco di musica, anche classica, perfino la lirica, ma quella che preferisco è la musica dei complessi irlandesi, tipo i Chieftains, Loreena McKennitt, Sinéad O’Connor ed i Cranberries”.
In questo blog la Meloni si dice “appassionata di Draghi” e alla luce del futuro questa sembra essere una ulteriore “magia”.

