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Governo, Draghi pensa alle dimissioni. Caos nella maggioranza

Governo, Draghi pensa alle dimissioni. Il tutto con la crisi energetica, il caro-bollette, i venti di guerra Russia-Ucraina, la Libia...


Il governo sarà anche "bellissimo" e i ministri tutti "bravi", come ha detto ironicamente venerdì scorso in conferenza stampa il premier Mario Draghi, ma la verità è che la maggioranza ormai è una polveriera, una pentola a pressione pronta a esplodere. Quando l'esecutivo mette la fiducia, tutti i partiti votano compatti, come è accaduto oggi a Montecitorio sul Decreto Milleproroghe, proprio quello che settimana scorsa aveva scatenato le polemiche con il governo ko quattro volte e la sfuriata del presidente del Consiglio.

Il problema, però, è che nel day by day, nel cammino quotidiano dei provvedimenti, soprattutto in Commissione, la maggioranza si scioglie come neve al sole. Lo abbiamo visto proprio oggi in Commissione Affari Sociali alla Camera dove la Lega ha prima votato un emendamento di Fratelli d'Italia insieme anche ad Alternativa e ha poi presentato un altro emendamento per abolire lo strumento del Green Pass dopo il 31 marzo, comunque bocciato. Esattamente l'opposto della linea ufficiale del governo spiegata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Ma non è solo il Carroccio a terremotare l'esecutivo di larghe intese. Proprio sul Green Pass molti 5 Stelle, specialmente a Palazzo Madama, la pensano esattamente come i leghisti. "Il 31 marzo con la fine dello stato di emergenza scade anche l'obbligo di pass rafforzato per bar, ristoranti, alberghi e trasporti. Trasversalmente, in Parlamento, si è creato un asse di deputati e senatori, tra i quali sono in prima fila, per eliminare il prima possibile, preferibilmente da subito, ogni restrizione che sta creando enormi contrasti sociali e problemi economici. Il turismo è in ginocchio e le strutture ricettive sono al collasso anche a causa del caro energia. Non è più possibile andare avanti così. A quanto pare il pressing che stiamo esercitando sta sortendo l'effetto sperato: il governo si sta svegliando e sembra orientato all'abolizione della quarantena per chi arriva dall'estero e a non prorogare l'obbligo di super green pass". Parola di Mauro Coltorti, presidente pentastellato della Commissione Lavori Pubblici e Trasporti del Senato.

Il tutto con altri dossier in Parlamento sui quali il governo potrebbe analogamente spaccarsi, dal Decreto Concorrenza alla delega fiscale, dalla riforma della Giustizia al codice degli appalti. Non solo. Il caos politico si inquadra in un contesto economico e internazionale delicatissimo. Matteo Salvini ha già rilanciato sul caro-bollette: “Il governo ha iniziato un percorso mettendo a disposizione circa 7 miliardi per fronteggiare gli aumenti: bene, presto serviranno altri interventi. Anche di questo parlerò col Presidente Draghi”.

E proprio sul tema energia, in modo trasversale, sono numerose le voci, anche da Forza Italia, come il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che chiedono immediatamente un nuovo scostamento di bilancio nonostante la ferma opposizione del ministro dell'Economia Daniele Franco e soprattutto del premier. I venti di guerra tra Russia e Ucraina, poi, mettono benzina sul fuoco proprio sul delicatissimo tema dei costi energetici. I Paesi Ue del Nord e dell'Est insistono per sanzionare Putin anche sul gas, ma Draghi si oppone sapendo perfettamente che l'Italia (il 28% del nostro gas arriva proprio dalla Russia) sarebbe la più penalizzata, in un contesto già drammatico.

Ma questa posizione indebolisce Roma su altri dossier agli occhi di Bruxelles, come l'implementazione del Pnrr e la revisione del Patto di Stabilità ora che la pandemia sta terminando. E ancora. Anche in Libia, nonostante i media siano concentrati sul fronte orientale, la situazione sta nuovamente esplodendo con una recrudescenza delle violenza che potrebbe spingere in primavera e in estate a un forte aumento di sbarchi di migranti. E chi lo tiene più Salvini, che già oggi ha ricominciato ad attaccare la ministra Lamorgese?

D'altronde più si avvicinano le elezioni politiche più le differenze nella maggioranza sono destinate a crescere. Il presidente del Consiglio lo sa perfettamente ed è per questo che sono in molti in Parlamento a scommettere che difficilmente questo governo sarà ancora in carica per Pasqua. "Avanti così e Draghi ci molla, sicuro", commenta un deputato Dem di lungo di corso. Tanto, come ha spiegato agli italiani recentemente, un altro lavoro, se vuole, se lo trova senza problemi. Altro che Draghi ancora premier dopo il voto del 2023 come sognano Calenda, Renzi e i vari cespugli centristi...

 

 


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