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Politica
Governo, ecco che cosa farà Salvini dopo lo strappo sul Decreto Covid
Matteo Salvini  lapresse

La Lega non ha alcuna intenzione di uscire dal governo Draghi. All'indomani dell'astensione in Consiglio dei ministri da parte dei tre ministri del Carroccio sul nuovo Decreto Covid, che inizia a riaprire da lunedì 26 aprile, fonti qualificate di Via Bellerio spiegano ad Affaritaliani.it la strategia del primo partito italiano (stando almeno a tutti i sondaggi). L'astensione nasce dal fatto che la Lega si sarebbe aspettata una maggiore flessibilità sul tema del cosiddetto coprifuoco, visto che "indicare l'orario delle 22 fino a fine luglio, nonostante l'impegno a valutare l'andamento dei dati, significa far prenotare a molti italiani le vacanze all'estero, con una perdita per il settore del turismo già fortemente danneggiato dalle misure restrittive".

Fonti leghiste smentiscono le ricostruzioni secondo le quali Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico e numero due del Carroccio, volesse votare a favore e invece abbia subito lo stop di Salvini. "Tutti compatti", tagliano corto da Via Bellerio. A questo punto la Lega si concentra sul cammino del Decreto in Parlamento. Se non ci fossero cambiamenti anche in Aula verrebbe confermata l'astensione. "Ma il tentativo è quello di migliorare il provvedimento", spiegano le fonti. Due le strade: la prima prevede emendamenti per spostare direttamente il coprifuoco alle ore 23, da subito, così come chiesto anche dalla maggioranza delle regioni e da altre formazioni politiche come Forza Italia e Italia Viva (anche se in modo meno pressante).

La seconda strada, visto che quasi certamente Pd e M5S bocceranno la prima, è quella di indicare il coprifuoco fino alle ore 22 solo fino al 31 maggio con la possibilità intorno alla metà del mese prossimo di rivedere la norma per i primi due mesi della stagione estiva, quindi turistica, ovvero giugno e luglio (salvando così in parte le prenotazioni). Sarebbe, forse, un compromesso accettabile per Salvini, che in queste ore ha ritrovato compattezza con Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni che sostengono la battaglia leghista nell'esecutivo. Ad ogni, concludono le fonti del Carroccio, "siamo e restiamo nel governo, nessuno pensa di uscire. Ma ci siamo per fare le cose con buonsenso, nel rispetto delle norme di sicurezza ma salvando turismo, economia ed occupazione".

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