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Politica
Il "Dottor Bonomi" non è il "dottor Bonomi", ma è come se lo fosse
Carlo Bonomi

Il “Dottor Bonomi” non è il “dottor Bonomi, ma è come se lo fosse

Paolo Villaggio è stato un grande e immenso interprete dell’animo umano italiano.

Il suo capolavoro è probabilmente “Il secondo tragico Fantozzi” (1976), diretto da Luciano Salce.

Un quadretto impietoso dell’italietta anni ’70, dei suoi riti e dei suoi miti.

La partita di calcio in Tv ancora in bianco e nero, Novantesimo minuto, la nazionale, le terribili spaghettate, la canottiera, le esperienze lavorative, appunto “fantozziane”, una Weltanschauung piccolo, anzi piccolissimo – borghese fatte di donne brutte (la signorina Silvani) ma ugualmente irraggiungibili per il povero ragionier Ugo sposato con una femmina orribile e possessore di una figlia scimmiesca, la inguardabile Mariangela.

Ma è nella dimensione lavorativa che Fantozzi – Villaggio dà l’assoluto meglio di sé. La vita in una azienda disumanizzata e disumanizzante con i capi dai nomi improbabili, come il Visconte Cobram (Fantozzi contro tutti, 1980), padre padrone a cui tutti devono rispetto e adorazione. E qui ci ricolleghiamo alla cronaca.

Ieri si è scoperta una cosa francamente terribile: il presidente di Confindustria Carlo Bonomi non è laureato! La notizia ha fatto il giro del mondo rimbalzando nelle principali Cancellerie che hanno a loro volta interrotto le trattative di pace per la guerra in Ucraina per interrogarsi su quanto succedeva in Italia.

Lo stesso Biden, impegnato nella sua attività preferita - e cioè il sonnellino coatto -, si è improvvisamente risvegliato con grande disappunto degli elettori perché fa meno danni in braccia a Morfeo.

Ma non è certo il primo e non sarà purtroppo l’ultimo a non aver voluto chiarire per tempo. Ad esempio clamoroso fu il caso del giornalista Oscar Giannino che si era intestato lauree e dottorati non veri.

Fino a ieri Wikipedia riportava la laurea fantasma nella biografia del Presidente di Confindustria che si era ben guardato da smentirla: Dio me l’ha data e dio me la tengo!

Si tratta di un caso di “laurea a sua insaputa”, che del resto fa il paio con “la casa a sua insaputa” di un politico, ma sono cose che possono succedere in un Paese alla rovescia come il nostro.

Uno si distrarre un attimo, si volta di lato, e loro zac! ti rifilano una casa in centro con vista Colosseo oppure una laurea in economia e Commercio, senza neppure che tu te ne accorga.

Ma come si è venuto a sapere che il “dottore non era un dottore”? Il tutto è emerso dai verbali di alcune assemblee che sono state misteriosamente segnalate a Il Fatto da una manina / manona proprio in fine mandato del presidente “dottore non dottore”. In questa maniera, inoltre, Bonomi non potrà fare più il presidente della Luiss a meno che non faccia un corso accelerato on line, in materia più facili, tipo “creatività in cucina” o “tecniche di imbottitura del tortello”; sconsigliata la meccanica quantistica relativistica.

Ma la dimensione fantozziana deve ancora venire.

Nel verbale della assemblea ordinaria di Fiera Milano Spa del 7 aprile 2021, c’è un “allegato C” con le domande degli azionisti e una è appunto: “Il Presidente Fiera Milano in cosa è laureato’”. Risposta: “Il Dottor Bonomi non possiede alcun titolo di laurea”. Apriti cielo. Non solo Bonomi non è laureato ma qualche impiegato solerte appunto fantozziano ha l’ardire di scrivere che il “Dottore non è un dottore”, un ossimoro logico da far vergognare Aristotele ma anche la Sora Lella.

Non sappiamo chi sia stato a scrivere la risposta ma meriterebbe di essere crocifisso in sala mensa e frustato dalla nobildonna Contessa Serbelloni-Mazzanti-Viendalmare.

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