Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Il Pd si finge morto come un opossum, mentre Meloni vola (anche nei sondaggi)

Il Pd si finge morto come un opossum, mentre Meloni vola (anche nei sondaggi)

Dopo la batosta del 25 settembre, il partito di Letta continua a perdere consensi. Eppure non accenna neppure una minima reazione

Il Pd si finge morto come un opossum, mentre Meloni vola (anche nei sondaggi)

Giorgia Meloni è partita nonostante le difficoltà e nessuno è pronto a fare opposizione al governo più a destra di sempre

 

In meno di un mese dal trionfo elettorale, Giorgia Meloni ha formato il governo e prestato giuramento al cospetto del presidente Mattarella. Una vera e propria impresa, considerando soprattutto le bizze di Silvio Berlusconi e il panico seminato nella maggioranza: in quelle convulse ore, più di un autorevole esponente del centrodestra confidava ad affaritaliani.it i propri timori che saltasse tutto, prima ancora di cominciare. Chapeau alla neo-Premier: a prescindere dalle idee politiche, i meriti vanno riconosciuti con la stessa onestà intellettuale si criticano alcune scelte (e, tra ministri e presidenti delle Camere, gli argomenti non mancano).

Senza titolo 2
L’ironia della Rete sulla situazione del Pd di Letta, surclassato da FdI e Giorgia Meloni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nello stesso arco di tempo, il Pd è rimasto in stato catatonico. Perfettamente immobile a terra, dopo esservi stato scagliato dalle scelte degli italiani nella cabina elettorale. Il paziente non dà segni di vita. Certo, c’è chi si è precipitato a cambiare partito e chi improvvidamente esprime felicitazioni per il governo più a destra di sempre, nonché il primo guidato da una donna, venendo comprensibilmente schiaffeggiato sui social da un elettorato sempre più basito e un tantino incazzato.

Ma questi, in fondo, sono cascami da fine dell’impero, niente più che rumori di fondo. Il silenzio più assordante è quello del corpaccione del partito, che rimane inerte e insensibile agli stimoli. Nemmeno mostrando al paziente le foto dei parenti (da Berlinguer a Mélenchon) o facendogli ascoltare in cuffia “La canzone popolare” di Fossati, che fa tanto anni di gloria prodiana, si smuove un minimo l’encefalogramma.

Coma irreversibile o un’astuta tanatosi? Insomma, il Pd si finge morto come gli opossum, per evitare che il predatore lo finisca davvero? Oppure è morto davvero e si tratta solo di prenderne atto? Difficile capirlo ora, anche perché la tesi prevalente è quella salvifica: aspettare marzo e un congresso di miracolosa resurrezione. Nel frattempo, è difficile capire come si pensi di fare opposizione al Governo nazionale e contendere il successo alle imminenti regionali, senza nemmeno tentare una timida cura per l’afasia.