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Politica
La piéce calabro-terronica di Giletti: un capolavoro che ci sputtana tutti

La piéce calabro-terronica di Giletti: un capolavoro che ci sputtana tutti. Bella puntata di Non è l'Arena, ieri sera. Giletti è molto bravo. Ma spero che non l'abbia vista e non la veda nessuno, fuori Italia. Da Italiano mi vergogno. Spero che tutte le sue registrazioni vengano distrutte, che non se ne trovi traccia in nessun archivio elettronico de La7. Se i panni sporchi si lavano in famiglia, a questi un bucato non basta: ci vuole la dissoluzione in acido solforico.

Ci pensate che immagine abbiamo dato dell'Italia, del Sud, della Calabria? La piéce è impresentabile a una platea di passabile grado di civiltà e sviluppo. Quanti siamo: sessanta milioni? Dovremmo andare a nasconderci tutti con la faccia nel carbone.

Immagino di dover fare una sceneggiatura e butto già i punti essenziali del primo "trattamento". Un generale dei carabinieri in pensione candidamente smarrito. Interpreta la parte del Commissario alla Sanità della regione Calabria, che al momento di una intervista televisiva perde la memoria: è napoletano di Castellammare di Stabia, ma aveva antenati a Collegno?

L'ufficio del Commissariato più che modesto è squallido. Soprattutto è deserto. Tutto il "personale" consta di una funzionaria, che il Commissario appella da una stanza all'altra col familiare nome di "Marì". La donna non appare mai in scena. Se ne sente la voce. Bisogna credere che esista.

Più che la smemoratezza, il Commissario denuncia scarsissima dimestichezza con le carte, le pratiche, i dati, la nomenclatura del suo ufficio. Eppure non è un lavoretto marginale. Gli dànno 9.000 euro lordi il mese, che al netto delle tasse devono essere intorno ai 5.000 euro. Pas mal.

Quale partito lo abbia piazzato, non viene mai fuori. Molto discreto in proposito è anche Giletti: sfuma su chi siano stati i padrini ideologici della "commissariazione" del generale dei carabinieri in pensione. Si dice il peccato, non il peccatore.

Un altro personaggio che non entra in scena, benché previsto dal copione, è Provenzano. Non Binnu, Giuseppe detto Peppe. Sìculo pure iddu. Chi è? E il ministro per il Sud e per la Coesione Territoriale. Che vôr di'? Nun se sa. A che serve? Nun se sa. E difatti Giletti se lo scorda proprio. In fondo: cosa c'entra un ministro per il Sud e la Coesione Territoriale con questo pasticciaccio brutto della sanità calabrese?

In cambio, si affaccia alla ribalta il Commissario nuovo, nominato a stretto giro di valzer in luogo di quello coi vuoti di memoria che si è dimissionato. Volete che in pieno Covid la Calabria resti per ventiquattro ore senza un Commissario alla Sanità? Ma il nuovo arrivato viene tenuto in penombra, appare solo su vecchi filmati ectoplasmatici. Ascoltando il pessimo audio si capisce il perché. Il neo Commissario della Sanità calabra si annuncia proclamando che, a suo parere, "le mascherine non servono a un cazzo": opinione icastica ma in linea con i primi indirizzi della ineffabile Oms, che nasce non in Calabria ma in Africa.

Diversamente dal suo predecessore, il neo-Commissario ha ottima memoria anche di certe pratiche intime ed erotiche. Con un elegante esempio, dice che il contagio non avviene neanche "a baciarsi per un quarto d'ora con la lingua in bocca". Sai che travaso di salive!

Le coupe de theâtre finale è il Giornalista Radiotelevisivo Locale d'Assalto, che punta gli occhiali sullo spaventato Commissario immemore e comincia a sparare ad alzo zero. Il suo non è un intervento, ma una filippica. È un j'accuse degno di Emile Zola. È un assalto alla baionetta che sgorga veemente ad alta voce dal cuore esulcerato, la voce si confonde fino a rassomigliare a un pianto. L'effetto scenico è irresistibile. Filomena Marturano al confronto è una dilettante...

Sarà che ho lasciato da troppi anni il Sud. Ma una piéce di questo genere mi imbarazza troppo. Dico bravo a Giletti che, da biellese, ha filmato un capolavoro di neo-realismo terronico. Ma gli raccomando ora di non farlo andare in giro. Una vicenda così non nuoce solo alla Calabria. Sputtana l'Italia.

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