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Politica
Lazio, Meloni rompe col passato: Rampelli fatto fuori, il candidato è Rocca
Francesco Rocca

Regionali nel Lazio, fare fuori Rampelli significa fare fuori la mistica di Colle Oppio, la sezione del Msi di cui era segretario

E così la notizia non è quella che Francesco Rocca, che qualcuno più datato potrebbe scambiare con il mitico giocatore della Roma, sarà il candidato del centro-destra nel Lazio ma che Fabio Rampelli non lo sarà. Infatti Rampelli non è uno qualsiasi. È uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, il leader della corrente interna dei “gabbiani” e vicepresidente della Camera.

Fare fuori Rampelli significa fare fuori la mistica di Colle Oppio, la sezione del Msi di cui era segretario, che qualcuno potrebbe chiamare Colle Fato, cedendo alla potente suggestione del Signore degli Anelli, l’opera di Tolkien che la stessa Meloni ha definito essere la sua “Bibbia”. Proprio a Colle Oppio l’attuale premier ha iniziato a fare politica.

Quanto successo ieri non è un evento singolo, diciamo fortuito, uno dei tanti che possono accadere quando si fa politica, ma fa seguito alla scelta dello sconosciuto Enrico Michetti alle comunali di Roma –che infatti perse- e poi all’esclusione attuale dagli incarichi governativi. Dunque più che scelte casuali, oppure dettate dalla tattica politica, sembra esserci una strategia di confinamento per quello che possiamo chiamare ormai il suo ex mentore.

E poco vale l’espediente della Meloni di presentare una triade da cui far “scegliere” gli alleati e cioè Rampini, Rocca e Nicola Procaccini, ex sindaco di Terracina e responsabile nazionale del dipartimento Ambiente di FdI. Certo Rocca è una figura autorevole e cioè il Presidente della Croce Rossa, da cui si è dimesso ieri stesso e si può giocare il derby della Sanità con il candidato del centro – sinistra e cioè Alessio D’Amato, assessore proprio alla Sanità, che però non è un tecnico ma un politico.

Dunque il significato della scelta della Meloni è stato quello di limitare ulteriormente il perimetro di Rampelli che era una sorta di “candidato naturale” alla Presidenza della Regione Lazio vuoi perché romano, vuoi per i suoi strettissimi contatti con il territorio essendo stato anche consigliere comunale a Roma e regionale per il Movimento sociale italiano (Msi).

Ed è proprio il legame di Rampelli con la base, con i sindaci dei piccoli comuni, che potrebbe alla fine penalizzare la scelta di Rocca che ha un rapporto storico di lunga data con Gianni Letta. C’è anche da dire che però la Croce Rossa conta circa 160.000 volontari e ha fatto bene il candidato a dimettersi subito dal suo ruolo per evitare –come ha dichiarato- “strumentalizzazioni”.

Ora c’è da capire come Rampelli reagirà a questa scelta al di là del “buon viso a cattivo gioco” di prammatica. Proprio poche ore prima della nomina di Rocca aveva scritto su Facebook: “Io ho commesso l'errore di dare la disponibilità già settimane fa. Io ci sono e se ci fosse una chiamata sarei disponibile”, parlando appunto di “errore”, come se qualcuno avesse bruciato la sua candidatura dettata da ingenua disponibilità anticipata.

La popolarità della Meloni è altissima e la sua allure non in discussione. Tuttavia, quando i rapporti con gli alleati, soprattutto con Silvio Berlusconi e la Lega si faranno ostici, dentro Fratelli d’Italia ci sarà una sorta di Quinta Colonna ideale che potrebbe indebolire la Meloni dall’interno.

La scelta di non candidare Rampelli è nel solco del nuovo corso della premier che probabilmente vuole rompere definitivamente con il passato. È di qualche giorno fa la scena della Meloni in lacrime per le leggi razziali del 1938, davanti a Ruth Dureghello-presidente della comunità ebraica di Roma- durante la cerimonia dell’accensione del candelabro della Chanukkah.

Marco Perina esponente storico della destra romana, fratello di Flavia Perina, ex direttrice del Secolo d’Italia, il 7 dicembre aveva fatto un endorsement a Rampelli, sul sito Facebook del vicepresidente della Camera, indicando Rampelli come “candidato naturale". 

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