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Meloni concentrata solo sul “globo terracqueo” e all’Italia chi ci pensa?

La premier troppo concentrata ai fatti di politica estera: l’Italia è al collasso tra benzina alle stelle, Rdc e bomba migranti… Analisi

Meloni concentrata solo sul “globo terracqueo” e all’Italia chi ci pensa?
Meloni In Fuga 2

Meloni per governare ha dovuto cambiare radicalmente l’assetto geopolitico del Centrodestra e nel frattempo in Italia i problemi crescono. L’analisi 

Giorgia Meloni ha fin da subito, in questo primo anno di governo, privilegiato la dimensione estera del suo agire politico. A riprova del suo interesse internazionale basta ricordare il fatto che è stata eletta presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei già nel 2020. Appena vinte le elezioni ha pienamente utilizzato l’”occasione” fornitale dalla guerra in Ucraina per collocare stabilmente l’Italia a fianco degli Stati Uniti e della Nato.

Oltretutto la coalizione di centro – destra che ha vinto le elezioni dello scorso settembre è una coalizione eterogenea sul piano internazionale: basti pensare che Matteo Salvini -fino a poco più di un anno fa- andava in giro sulla Piazza Rossa con la maglietta di Putin e Silvio Berlusconi era l’amico più importante che aveva il leader russo in Occidente. Una amicizia che –come noto- non si fermava all’aspetto formale ma era anche –e soprattutto- umana. Per questo le cancellerie occidentali, quando il centro – destra vinse le elezioni, erano andate in fibrillazione.

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Come si ricorderà, i primi rapporti della Meloni con Ursula Van der Leyen, presidente della Commissione Europea, furono tutt’altro che facili, come non lo furono (e non lo sono ancora) con Macron e con il leader tedesco Olaf Scholz, il cancelliere tedesco. Il suo passato giovanile fascista non l’aiuta, era –come lei stessa ebbe a dire- una “underdog”.

Dall’altra parte, a Joe Biden non era certo sfuggito che se non ci fosse stata la Meloni la coalizione del centro – destra in Italia avrebbe sbandato pericolosamente verso Putin, perché questa è la sua vera natura. Lei, per governare, ha dovuto cambiare radicalmente l’assetto geopolitico del centro – destra. Ma per fare questo la Meloni ha inevitabilmente trascurato l’Italia e non ha nel suo partito una classe politica alla sua altezza, come lei stesso ha ammesso in maniera colorita qualche tempo fa. Così i suoi viaggi in giro per il mondo, l’ultimo negli USA, sembrano più dettati da una voglia di apparire che da una reale necessità.

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Nel frattempo in Italia i problemi restano e –se possibile- aumentano. La benzina raggiunge il livello record di 2,50 euro al litro e Renzi ha buon gioco a ricordarle lo spot utilizzato in campagna elettorale in cui andava a fare benzina con 50 euro di cui solo 15 erano per il benzinaio e ben 35 allo “Stato” che poi lei stessa avrebbe incarnato solo pochi mesi dopo.

La colpa era delle “accise”, fece notare con un cartello. Ma poi, una volta andata al potere, le accise sono rimaste e il prezzo della benzina aumentato e poco valgono i giochi di parole se non ad irritare ulteriormente i cittadini.  Cittadini, rimasti alquanto interdetti quando in Sicilia ha definito “pizzo di Stato” le tasse.

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Inoltre, ci sono stati scontri al fulmicotone con la magistratura, con pericolose contrapposizioni istituzionali tra poteri costituiti dello Stato che non giovano a nessuno, ma destabilizzano. Inoltre le commissioni parlamentari di inchiesta “ad personam” che hanno attirato gli strali del presidente Mattarella. E ancora i migranti. Gli accordi ci sono stati ma il numero continua ad aumentare. I delitti efferati si moltiplicano, soprattutto femminicidi e si fa largo la percezione di una insicurezza diffusa, soprattutto nelle periferie delle grandi città.

Le città italiane sono al collasso: sporcizia, cumuli di rifiuti ovunque, buche, trasporti inesistenti, aeroporti andati a fuoco e taxi che non si trovano, fanno dell’Italia qualcosa non troppo lontano dal Libano. E da ultimo il pasticcio sul reddito di cittadinanza, con migliaia di persone gettate nella disperazione con un incomprensibile sms che ne annuncia il termine non spiegando le alternative.

Ora la Meloni parla di un altro viaggio in Cina per fare il gioco delle tre carte con l’accordo della “Via della Seta”, in scadenza e che non sarà prorogato. Usa, Ue, Ucraina, India, Bruxelles, Strasburgo, Mosca, Londra, Kiev ed ora Pechino, il “globo terracqueo”. Tutto molto bello, ma all’Italia chi ci pensa.