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Politica
Nordio, la petizione per le dimissioni è un flop

Governo, la campagna contro il ministro della Giustizia Nordio 

Quando un partito o una coalizione perdono le elezioni la tendenza è sempre quella di screditare l’avversario. Ed è ciò che è successo al centrosinistra, con le politiche del 2022, abituato, da sempre, a governare anche senza numeri.

L’allontanamento, da parte dei cittadini dalle stanze del potere, quindi dalla consolle dei bottoni, ha messo in corto circuito un apparato che ha sempre gestito non solo i poteri governativi, ma anche tutto quello che oggi viene definito spoils systems, ossia tutto un apparato di contorno ai ministeri, alle Istituzioni ed alle aziende dello Stato.

Ecco che allora, dopo avere “infangato” per bene l’avversario, hanno raccolto, vedi Il Fatto Quotidiano, la bellezza di 40.000 firme per dire che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio deve dimettersi. Per esperienza vissuta il centrosinistra si è sempre esercitato a descrivere il “nemico” con la figura del “Babau” (mostro immaginario per spaventare i bambini), purtroppo per loro il tempo è cambiato. Per ritornare alla raccolta di firme desidero portare a conoscenza che 40.000 firme su 28.086.553 votanti sono  pari allo 0,0014% oppure sui voti del csx 7.337.975 è lo 0,0055%. Messa così vorrebbe dire qualcosa.

Ora, per non farla tanto lunga, vorrei dare un piccolo suggerimento avendo fatto un po’ di politica casalinga: sarebbe ora che il centrosinistra rivedesse le proprie posizioni, in materia di ideologia e di rappresentatività (persone), poiché nessuno, in politica è esente da errori o da presenza di persone che anziché fare gli interessi della popolazione si mettono le mani in tasca, forse per nascondere qualcosa che qualcun altro non deve vedere. L’umiltà di riconoscere i propri errori non è da tutti, ma sappiamo quanto fragile sia l’essere umano. Ad maiora.

 

 

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