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Palazzi & potere
Conte, la strategia dell'"emergenza continua" per blindare Palazzo Chigi

"Ormai a Franceschini gli manca solo di presentare il programma di governo...le sue continue interviste sembrano una discesa in campo". Commentano così, fonti politiche di primo piano, il profluvio di dichiarazioni che da qualche giorno il sempre taciturno Dario Franceschini, Ministro della Cultura e capodelegazione Pd al governo sta rilasciando ai principali quotidiani del paese, quasi mai per parlare solo di cultura ma toccando temi degni di un "premier in pectore", dall'Alta Velocità al Ponte sullo Stretto: classiche materie per ottenere consenso. Tanto che, in occasione dell'ultima intervista rilasciata al Corriere della Sera è dovuto scendere in campo nello stesso giorno anche il segretario dem Nicola Zingaretti con una sua lunga lettera indirizzata al giornale, quasi a voler ribadire chi comanda nel partito. Perchè la partita per il dopo Conte è appena cominciata ("Franceschini lo sopporta sempre meno perchè decide poco. Parla tanto, è molto prolisso ma decide troppo poco" rivelano fonti molto bene informate) e si giocherà tutta nei prossimi sessanta giorni quando si saprà esattamente quanti soldi spetteranno all'Italia dall'Europa (pochi a sentire gli sherpa che seguono il dossier: al netto tra dare e avere all'Italia spetteranno meno di 20 miliardi di euro di sussidi e non gli oltre 80 sbandierati dal governo e da Gentiloni) e se finalmente arriveranno i soldi a famiglie e imprese che ormai no ce la fanno più. Poi, dopo l'estate, arriverà il "generale inverno" e per Conte saranno dolori, tutti i nodi verranno al pettine: l'election day che potrebbe segnare la riscossa del Centrodestra, la crisi economica sempre più nera per famiglie e imprese, le polemiche e i distinguo sempre più forti all'interno della maggioranza. Per questo dalle parti del Premier si sta pensando sin da ora a blindarsi con l'arma più potente a disposizione: la "strategia dell'emergenza continua" che fa il paio con la "querelle" sul possibile ritorno dell'emergenza Covid in autunno. Sono in molti, infatti, a sospettare che tale "ricaduta" sia usata strumentalmente dal governo per tenere unita una maggioranza sempre più sfibrata e divisa e quindi per "sconsigliare" cambiamenti a Palazzo Chigi dopo l'estate: se c'è il Coronavirus, come possiamo cambiare governo? Non è che con la scusa del ritorno di fiamma del Covid, ci si chiede, in realtà si stia tentando di cristallizzare il paese in uno stato di emergenza permanente per puntellare Palazzo Chigi proprio nel momento in cui, dopo l'estate, sarà esposto al suo momento di maggiore debolezza? D'altra parte, si fa notare, gli stessi "tecnici" che fanno tali previsioni riportano strettamente al governo. Insomma, per molti, si tratterebbe di una vera e propria linea politica scelta da Palazzo Chigi per blindarsi in nome dell'emergenza. Anche le parole di Zangrillo di ieri, primario al San raffaele di Milano ("Basta terrore, il virus non c'è più") non fanno altro che avvalorare questa tesi. Perchè, come diceva qualcuno, a pensar male spesso ci si azzecca.

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