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Politica
Elezioni: l'ex ministra Pollastrini (Pd) non si ricandida. La lettera a Letta

Pollastrini sarà comunque in campo nella campagna elettorale. Obiettivo: "Fare del Pd il primo partito"

 

Enrico Letta ha annunciato che le liste elettorali del Pd saranno ufficializzate “entro ferragosto” e quindi sta vivendo ore febbrili, con iscritti Dem ed esponenti delle forze alleate che sgomitano per entrare nella lista “Democratici e Progressisti”. E' sempre così, a ogni elezione, e a maggior ragione lo è in queste politiche, nelle quali incidono sia il taglio dei parlamentari, sia le previsioni non propriamente rosee per quanto riguarda il centrosinistra.

Ogni regola, però, ha la sua eccezione e nel caso del Pd è quella di Barbara Pollastrini, che essendo giunta alla sesta legislatura, ha deciso di non ricandidarsi, per favorire il rinnovamento nella proposta politica del suo partito. E questo, va sottolineato, per libera scelta: in quanto ex ministra (lo fu nel governo Prodi), Pollastrini avrebbe potuto ripresentarsi senza nemmeno chiedere una deroga al segretario, come stabilito nella recente direzione nazionale del partito.

La deputata milanese ha ufficializzato la sua scelta in una accorata lettera a Letta, nella quale ripercorre anche i momenti difficili della sua esperienza politica e parlamentare - “Una 'rottamazione' cinica ci ha consegnato alla peggiore sconfitta di sempre, con un Parlamento umiliato da centinaia di cambi-casacca e dove comunque ho conosciuto e apprezzato colleghe e colleghi di grande qualità” - ma nel contempo garantisce di continuare a mettere in questa campagna elettorale "un impegno senza tregua perché il Pd risulti il primo partito". 

“Sono una donna, di sinistra, di Milano, lombarda. Ma appunto una donna, e per una fierezza femminista mi sono posta una domanda: se fosse stato un uomo ad avere la stessa biografia, sarebbe stato uguale? E’ un interrogativo che mi sento di lasciare alle più giovani insieme al mio sostegno perché riguarda la nostra idea di autonomia, di stima di sé e di qualità della politica”, continua Pollastrini, che auspica un Pd in grado di “fare la sinistra, con qualche intransigenza e radicalità".

In queste elezioni, scrive Pollastrini, ci si trova di fronte a una scelta di campo: "O di quà con i valori europei, o in un altrove dove la destra vorrebbe condurci, lontano dai principi dell’Illuminismo, della solidarietà e dei diritti umani. Un altrove distante da papa Francesco e dal suo messaggio di pace, un altrove vicino al fondamentalismo del patriarca Kirill e a un integralismo che alzando muri al dialogo nega una religiosità e una laicità accoglienti verso credenti e non”. 

Enrico Letta ha risposto pubblicamente: “Grazie, anzitutto, per aver scritto la tua lettera e per averlo fatto con quei toni e quei contenuti. Grazie a nome di tutti noi per la tua decisione a favore del rinnovamento delle liste".

"Questa volta il compito è reso ancora più complesso dalla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari. Fatto storico ma che da pochi è valutato per il suo impatto traumatico su questo difficile passaggio" - ammette il segretario Dem -  "Nonostante ciò, cercheremo di gestirlo con più spirito collegiale e più rispetto dei territori e del pluralismo interno di quanto avvenuto in passato quando gli spazi erano ben più ampi. D'altronde, perché ci sia rinnovamento, è necessario che chi ha più esperienza consideri che l'impegno a favore della propria comunità politica può essere svolto in molti modi fuori dal Parlamento. Questo vale anche per noi, oggi, fuori o dentro il Parlamento: stesso impegno e stessa dedizione alla causa dei nostri valori e del servizio all'Italia. Sono sicuro che dopo le elezioni sarai disponibile a continuare a impegnarti accanto a noi nel partito, nelle forme e nei modi che insieme decideremo".

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