Pnrr, De Luca (Pd): "Costruire un nuovo Sud competitivo e dinamico" - Affaritaliani.it

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Pnrr, De Luca (Pd): "Costruire un nuovo Sud competitivo e dinamico"

Pnrr, De Luca (Pd): "Puntare sul Mezzogiorno per il rilancio dell'intero Paese"

"Del resto, le risorse del Pnrr si aggiungono a quelle della programmazione 2021-2027 dei fondi di coesione e ad altri strumenti attivati da tempo proprio su input del Partito Democratico. Gli strumenti insomma non mancano”, aggiunge De Luca: penso in particolare alle Zone Economiche Speciali, uno strumento introdotto in Italia dal Governo Gentiloni nel 2017, con il D.L. 20 giugno 2017 n. 91, per favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti, nonché l’insediamento di nuove imprese. L’obiettivo principale della loro istituzione era quello di attrarre risorse, investimenti e competenze nel Mezzogiorno, compensando la minore presenza di infrastrutture di trasporto, tecnologiche o digitali, che purtroppo frena e rallenta da decenni il pieno sviluppo industriale e produttivo del Sud".

"La previsione delle ZES nelle regioni del Mezzogiorno rappresenta dunque un’occasione concreta di rilancio strutturale e competitivo di questa intera area strategica per l’Italia e per l’Europa, che superi la logica dell’assistenzialismo fine a se stesso per privilegiare invece il modello della creazione di opportunità e sviluppo anche nel Sud, con l'obiettivo di attrarre aziende e competenze per creare lavoro e occupazione". "Grazie alla normativa introdotta nel 2020 sulla base di una proposta di legge a mia prima firma, le Zone Economiche Speciali sono addirittura a oggi tra le aree più convenienti in Europa in cui investire, con una tassazione alle imprese al 12% a condizione che si mantengano i livelli occupazionali per i 10 anni successivi all’avvio della nuova attività economica e che la sede dello stabilimento incentivato resti nell’area interessata. Troppe volte abbiamo assistito a fenomeni di desertificazione sociale e occupazionale con aziende che hanno usufruito di ingenti risorse pubbliche per poi trasferirsi all’estero”.

Le misure ci sono, tocca a noi renderle concrete, perché “non possiamo permetterci il lusso di perdere l’opportunità di dare al Sud la possibilità di colmare il gap di competitività, infrastrutture e servizi che esiste con il resto del Paese. Dobbiamo superare vecchie logiche e puntare tutti insieme sulla creazione di un Sud dinamico e competitivo. Abbiamo la missione storica a livello nazionale di costruire un nuovo Mezzogiorno, che sia finalmente traino e locomotiva dell'Italia intera. L'Europa ci offre questa occasione. Sono convinto che ce la faremo”, conclude.

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