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Qatar-gate, altro che parte civile: il Pd è responsabile morale

Letta: "Il Pd sarà parte civile al processo a Bruxelles". Troppo facile, serve una palingenesi valoriale

C’è uno spettro marxiano che si aggira per l’Europa ma vive in un castello italiano chiamato Nazareno. Questo fantasma che turba le notti dei politici  di sinistra ha un nome e si chiama “questione morale” che fu per tanti anni il baluardo di Giovanni Berlinguer e che portò al consolidarsi di una curiosa dottrina per cui la sinistra sarebbe stata intrinsecamente “moralmente superiore” a tutti gli altri. Miopia politica ma anche, e soprattutto, storica. Basta riguardare i fatti del passato e le guerre che ci furono dopo la rivoluzione d’ottobre con la nascita dell’Unione Sovietica per averne contezza.

Gente uccisa a picconate, purghe personali e similari, hanno da tempo convinto che la sinistra non produca particolari Übermensch di gradevole fattura, ma che si comporti esattamente come gli altri, anzi, per la nota teoria della eterogenesi de fini, pure un po’ peggio. Non basta quindi che Enrico Letta - segretario del Pd- faccia proclami e cerchi di rigenerarsi nel calderone magico del cavillo giuridico, occorrono invece segnali chiari e forti, pragma, azione concreta, fatti e non parole. È troppo facile quindi dire che ci si costituirà “parte civile” al processo per i fatti di Bruxelles.

Antonio Panzeri è stato un esponente ed eurodeputato proprio del Partito democratico non della associazione delle beate orfanelle delle fiandre. E non è che ogni volta che si scopre una magagna e un comportamento illecito si debba correre a costituirsi “parte civile”, perché questo significa automaticamente disconoscere le proprie responsabilità morali. L’opinione pubblica, la gente, non è affatto sprovveduta e i suoi conti se li sa fare benissimo. Il Partito democratico è politicamente responsabile di quello che è accaduto, non ci giriamo intorno. Tutte le cose strane che sono avvenute in questi anni, dalle cucce europoietiche, agli scandali continui, alle candidature inopportune (vedi quella di Alessio D’Amato nel Lazio), alle cooperative dei Soumahoro, ai fatti di Bruxelles, vedono la sinistra politicamente responsabile anche se –a volte- non penalmente direttamente coinvolta.

Il Pd sarà parte civile al processo a Bruxelles, ma la Sinistra deve farsi carico della "questione morale"

Si tratta appunto della famosa “questione morale”. E se Panzeri va a processo, con naturalmente tutti i crismi del garantismo nazionale ed internazionale, il responsabile politico è il Partito democratico non il sor Pampurio, altro che parte civile. Se le cooperative dei Soumahoro hanno commesso reati, come sembra, il responsabile politico è la sinistra, non Kabir Bedi. Se Aboubakar Soumahoro, non indagato e ancora santissima figura del mitico pantheon dei Puri Lottatori per il Popolo Oppresso, è in Parlamento che ha profanato con gli stivaloni lordi di fango, i responsabili politici hanno un nome e cognome preciso. Si tratta di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e non il mitico Fra C.zo da Velletri.

E se almeno Letta c’ha provato a fare l’indignato costituendosi parte civile i due leader dei Verdi e di Sinistra Italiana continuano a difendere l’indifendibile, contribuendo ad irritare l’opinione pubblica che di queste storie non ne può proprio più. Tuttavia quello che sta accadendo potrà anche essere una occasione di rinascita se il popolo della sinistra si liberà definitivamente di questi soggetti e procederà ad una palingenesi globale, ad una rifondazione valoriale. E i cinque anni che il governo di destra di Giorgia Meloni ha davanti potranno, se ben usati, essere unguento e viatico a questo processo di rinnovamento.

Si cominci a fare veramente pulizia di chiacchierati e di figure non limpide, si lasci perdere le roboanti indignazioni leguleie e si affrontino finalmente e serenamente le proprie responsabilità. Solo così lo spirito e i valori di Berlinguer saranno salvi.

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