Seminare oggi per raccogliere domani. Matteo Salvini conferma giorno dopo giorno la svolta moderata, anche nei toni. Sul tema spinoso e delicato dello stato di emergenza e dello stop alle mascherine all’aperto, il segretario della Lega vede a Palazzo Chigi il premier Mario Draghi per 40 minuti e all’uscita evita attentamente ogni polemica. Pur confermando la linea del Carroccio, Salvini non lancia alcun ultimatum e afferma che se ne parlerà a luglio. Anche sul tema dei migranti, in passato un cavallo di battaglia della polemica leghista contro i governi del Pd, il segretario del Carroccio loda l’impegno del presidente del Consiglio in Europa e se la prende – velatamente – con la ministra Lamorgese.
Nella Lega spiegano questa svolta definita della concretezza con l’esigenza di arginare le politiche di Pd e 5 Stelle, soprattutto sul fronte economico. Come? Restando nel governo fino al termine della legislatura, anche se è oggettivamente difficile, ma cercando di incidere con il dialogo direttamente sulle scelte di Draghi. L’obiettivo è arrivare alle elezioni politiche del 2023 con la ripresa economica ormai forte avendo bloccato i tentativi del Pd di alzare le tasse e dei 5 Stelle di condizionare il PNRR soprattutto sulle grandi opere infrastrutturali. Sarebbe facile e comodo, spiegano da Via Bellerio, restare all’opposizione come Fratelli d’Italia, urlare, protestare e salire nei sondaggi. Ma oggi i numeri contano poco, la strategia di Salvini, condivisa al 100% dal ministro Giorgetti, è quella di contenere i giallo-rossi per poi cavalcare la ripresa e raccogliere i frutti alle Politiche del 2023. Funzionerà questa strategia? Vedremo, intanto si va avanti con un Salvini moderato e concreto, molto diverso da quello dell’estate del Papeete.

