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Politica
Sanità, bando primario Emilia, vince un salernitano. Asse Bonaccini-De Luca?

Sanità: i medici reggiani sul piede di guerra per il concorso da primario. Il parlamentare: “Rinviare i concorsi fissati in concomitanza di campagne elettorali e congressi nazionali di partiti politici”.

“Questo Bombardone… bisogna che me lo sorvegli!”, sussurrava Totò nel cult movie anni ‘60 “Noi Duri”. Bombardone era il nome del nordico Fred Buscaglione, agente dell’FBI che si insinuava nel territorio di Totò. 

Oggi i due “duri” della politica italiana sono senza dubbio il governatore campano Vincenzo De Luca e quello dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, probabile prossimo segretario nazionale del Pd, solo che oggi le parti del film comico potrebbero essersi invertite: è la Campania ad avanzare nell’Emilia, in senso figurato si intende.

A metà gennaio vince il concorso da primario del CORE, fiore all'occhiello dell’Oncologia emiliana, nell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, il dottor Massimiliano Fabozzi, professionista dalle qualità indiscusse, campano proveniente dall’ospedale di Pagani, piccolo centro in provincia di Salerno. Apriti cielo: gli emiliani fanno volare gli stracci all’interno della sanità locale. Ha perso il dottor Alessandro Giunta, reggente del reparto da due anni e stimato da tutti. 

“Molti dubbi sull'attribuzione dell'incarico”, scrive in un’interrogazione parlamentare al ministro della Sanità il deputato di Reggio Emilia l’avvocato Gianluca Vinci di Fratelli d’Italia. “Provengono - prosegue - dai criteri di punteggio utilizzati dalla commissione esaminatrice laddove è stato assegnato un valore di 30 punti per il curriculum e 70 punti per il colloquio, con ciò rendendo assai discrezionale tale modalità di selezione”.

Accade anche se, come spiega sempre il deputato, “l'articolo 15 del decreto legislativo n. 502 del 1992 preveda... che la Commissione riceva dall'azienda il profilo professionale del dirigente da incaricare sulla base dell'analisi comparativa dei curricula, dei titoli professionali posseduti, avuto anche riguardo alle necessarie competenze organizzative e gestionali, dei volumi dell'attività svolta, dell'aderenza al profilo ricercato e degli esiti di un colloquio...; dalla norma appare evincersi chiaramente che l'ordine di priorità dei criteri di selezione dei candidati metta a primo posto l'analisi dei curricula ed all'ultimo posto gli esiti dei colloqui”. Ma in questa liaison Emilia-Campania conta di più il colloquio.

A Reggio Emilia c’è  stato addirittura un gruppo di associazioni che ha indetto un sit-in silenzioso davanti al Santa Maria Nuova: "Non è una protesta contro la legittima e regolare procedura, né tantomeno contro chi arriverà che potrebbe essere anche il migliore del mondo. Ma contestiamo la scelta della direzione di non proseguire nel solco della continuità visti i legami stretti che si erano creati col dottor Giunta". La protesta poi non ha avuto luogo.

Il dottor Corrado Zanni, ex primario di Chirurgia all’ospedale Magati di Scandiano e medico di lungo corso commenta così su Facebook: “A proposito del nuovo primario proviene dalla Campania, una delle ultime regioni governate dal Pd; i voti del Sud fanno comodo. Chi ha orecchie per capire...”. Che la politica abbia un peso in questi eventi? Noi non lo crediamo.

A fine gennaio il salernitano De Luca ha dichiarato a “Che tempo che fa” su Rai 3 di Fabio Fazio che avrebbe votato Bonaccini segretario nazionale del Pd. Ma sono coincidenze. Una linea quasi poetica è nata tra i due territori in un evento poi invece determinato solo dal caso. Anche se nello scacchiere del Pd i campani di De Luca sono una forza importante per Bonaccini.

Vinci propone anche di “rinviare i concorsi fissati in concomitanza di campagne elettorali e congressi nazionali di partiti politici”. Ma non crediamo serva. Se si rivelasse che c’è stato un asse Bonaccini-De Luca passante sull’Asl emiliana sarebbe una brutta pagina, ma sul punto non risultano esserci indagini, quindi come diceva Jovanotti… Io penso positivo, positivo…

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