Politica
Quel che resta della Sinistra

Di Adriana Santacroce
"Abbassare le tasse non è di destra né di sinistra, è giusto". Ha ragione Renzi quando lo ricorda dal palco di Udine. Il problema è di quanto e a chi. Condizionati dalla questione delle case di lusso, abbiamo dimenticato che il Pd è sempre stato contrario all'eliminazione dell'attuale Tasi. L'equivalente del taglio dell'imu nel Governo Letta, imposto da Berlusconi. Ma Renzi è riuscito ad andare oltre. Non solo la prima casa ma anche la prima casa di lusso, le ville, i castelli. Circa 60ml abitazioni che pagano, adesso, tra i 1.000 e i 12ml € l'anno. Non ho sentito nessuno, neanche tra i sostenitori più accaniti del Governo, dare una giustificazione sensata del perché chi possiede una villa non deve pagare una tassa adeguata. Ripeto neanche Berlusconi, che era più sensibile al corpo elettorale vicino alle case di lusso, era arrivato a esentarle dall'imu.
Quello che sta facendo Renzi è il progressivo svuotamento dei principi fondamentali del suo partito. Non credo che quest'iniziativa sia incostituzionale come dice Bersani (perché non rispetta la progressività) perché se così fosse lo sarebbero anche il canone Rai, certi ticket sanitari e forse anche le accise della benzina. Ma è certo che non è una manovra di sinistra. Renzi strizza l'occhio al popolo di Centrodestra che, non solo, è privo di un leader ma, anche, dei valori di riferimento che stanno 'sbarcando' dall'altra parte.
Come l'uso più libero e disinvolto del contante. Le giravolte del ministro Padoan, che solo un anno fa diceva che un limite più alto di 1000 € avrebbe favorito riciclaggio, evasione ed elusione mentre oggi afferma l'esatto contrario, sono stupefacenti. Ci mostrano un ministro dell'Economia le cui parole, a questo punto, valgono zero. Un ministro totalmente in balia del Premier e quindi privo della credibilità specifica del suo dicastero. Che imbarazzo!
Ho discusso con amici favorevoli all'uso di più contante possibile ma non sono riusciti a convincermi della bontà della scelta. In sintesi chi sostiene il contante libero ritiene che in questo modo i consumi ripartiranno. Perché, al contrario, con un limite basso (ma 1.000 € è basso?) la gente spende meno. Perché le commissioni bancarie sono troppo alte, perché le stesse banche sono protagoniste della vera grossa evasione, perché l'uso della moneta elettronica favorisce una sorta di grande fratello che avrebbe sott'occhio tutte le mie operazioni, perché vuole essere libero di usare i propri soldi come vuole e perché non c'è correlazione con l'evasione. Ora, a parte che se esiste una grande spia orwelliana ce la becchiamo lo stesso anche col rotolo di banconote in tasca perché siamo immersi nel mondo di internet, se le banche evadono non vedo perché devo farlo pure io. E di acquisti superiori a 1000€ quanti se ne fanno cash? Quanto incidono davvero le commissioni?
Io non riesco a vedere un vero vantaggio nel poter circolare con 3.000€ in contanti se non quello di poter pagare in contanti oggetti o prestazioni professionali chiedendo uno sconto in assenza dello scontrino. Non sto dicendo che tutti quelli che vogliono i contanti liberi siano potenziali evasori. Ma che, davvero senza polemica, non vedo altri vantaggi. A parte una sorta di libertà filosofia che rispetto ma ritengo essere vuota. Circolerà più denaro, certo, ma voglio vedere in che termini. Quanto sarà sommerso e quanto no.
Una norma del genere strizza l'occhio a chi disprezza le restrizioni e le regole. A chi vuole disporre del suo denaro come vuole senza essere tracciato. A chi è insofferente alle tasse, al fisco. A un popolo che non è tradizionalmente quello di centrosinistra. E torniamo a quello che dicevo. All'estensione senza fine dell'azione politica del Premier a un elettorato diverso. Al partito della Nazione. Bersani e compagni lo sanno. Ma non possono farci niente.
@AdriSantacroce
