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“Vi spiego il modello Meloni per l’Ue. Così esporteremo il Cdx a Bruxelles”

Intervista a Carlo Fidanza (uomo chiave di FdI in Europa) dopo la riconferma di Meloni alla guida dei Conservatori europei

“Vi spiego il modello Meloni per l’Ue. Così esporteremo il Cdx a Bruxelles”
Carlo Fidanza e Giorgia Meloni
Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia e da molto tempo uomo chiave nelle relazioni internazionali di Giorgia Meloni, risponde alle domande di Affaritaliani.it dopo la conferma della premier alla presidenza dei Conservatori…

FdI, Carlo Fidanza: “Meloni tratterà direttamente con il leader del PPE Weber”

 

Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia e da molto tempo uomo chiave nelle relazioni internazionali di Giorgia Meloni, risponde alle domande di Affaritaliani.it dopo la conferma della premier alla presidenza dei Conservatori europei.

Giorgia Meloni è stata riconfermata nel suo ruolo di Presidente dei Conservatori europei di ECR. Una scelta che lei ha definito “non scontata”. In che senso? E come questa scelta inciderà sulle prossime mosse europee del centrodestra?
“È stata una scelta fortemente voluta dai rappresentanti di tutti i partiti che aderiscono a ECR. Oggi Giorgia Meloni è un simbolo. Di come si possa partire dalla realtà di un piccolo partito e diventare quello più grande; di come si possano vincere le elezioni avendo tanto scetticismo intorno e poi addirittura di come si possa governare smentendo gufi e cassandre; di come si possa farlo, aprendo ai moderati senza rinunciare alla propria identità di destra. L’auspicio di tanti nostri colleghi europei è di replicare questo modello, Giorgia è consapevole di questa responsabilità e per questo ha accettato questo secondo mandato nonostante gli impegni istituzionali non le lascino tempo per respirare. Ieri al momento della sua rielezione ha detto ‘sono un soldato politico’: noi siamo cresciuti insieme nella palestra del movimento giovanile e questa disciplina – direi quasi morale – l’abbiamo imparata lì”.

Lei ha parlato spesso di “modello Meloni” per spiegare il progetto di alleanza tra ECR e PPE. A che punto siamo? 
“Il dialogo è costante. Sappiamo che ci saranno da qui alle Europee alcuni passaggi decisivi, come le elezioni politiche in Spagna e Polonia, che potranno rallentare o accelerare questo processo. Ma in ultimo spetterà ai cittadini europei scegliere con il loro voto il 9 giugno 2024. In questo quadro, la rielezione di Giorgia Meloni a capo di ECR è un elemento di chiarezza: non ci sarà nessuna fusione tra gruppi o annacquamento di FdI nel PPE, la leader di Fratelli d’Italia è la leader dei Conservatori e da questa posizione condurrà il dialogo con i Popolari di Weber e con tutti quelli che come noi vogliono mandare le sinistre verdi e rosse all’opposizione anche in Europa”.

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Progetto ambizioso, ma avrete i numeri sufficienti?
“Lo vedremo, intanto lavoriamo per averli e diamo una prospettiva chiara ai nostri elettori: tra un anno si vota per cambiare l’Europa e governare meglio l’Italia. Nel frattempo cogliamo alcuni segnali positivi che arrivano da Bruxelles: proprio in queste ore anche la Commissione Ambiente, dopo Agricoltura e Pesca, ha bocciato la legge ‘Nature restoration’ con il voto di ECR, PPE, ID (il gruppo di Salvini e Le Pen, ndr) e un bel pezzo dei liberali di Renew. Sulle eurofollie green il commissario Timmermans, che in questi giorni ha esercitato pressioni politiche pesanti per sbloccare lo stallo, non ha più la maggioranza e farebbe bene a ritirare questa proposta e forse anche a dimettersi, dopo tutti i danni che ha causato”. 

Ma i vostri alleati di Forza Italia e Lega condividono questo progetto? 
“Il centrodestra di governo è una realtà consolidata in Italia e tutti insieme vogliamo esportarlo in Europa. Forza Italia è membro ormai storico della famiglia popolare grazie alla lungimiranza del Presidente Berlusconi ed è per noi una sponda importante. La Lega credo proprio condivida questa prospettiva; da quale posizione perseguirla dipende dalle loro legittime scelte che noi osserviamo con rispetto e senza interferire”. 

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Intanto, proprio oggi la BCE ha annunciato un nuovo aumento dei tassi di interesse. 
“La ringrazio per la domanda perché in Italia si parla tanto e a sproposito del MES che non c’è, mentre nessuno da sinistra batte un ciglio per i continui rialzi dei tassi che invece stanno mettendo in grossissima difficoltà famiglie e imprese. Una follia. Anche perché l’inflazione di oggi non è come quella che si studia sui manuali di economia, non è dovuta a un eccesso di domanda ma ha un’esplosione dei costi. Continuare ad alzare il costo del denaro non è la soluzione e anzi impoverisce i cittadini nel momento in cui invece andrebbero sostenuti per cavalcare la ripresa economica. La BCE ha la sua indipendenza ma le ricadute di queste scelte sciagurate ricadono sull’Ue e su tutti i governi, mi auguro che tutti vogliano esercitare una moral suasion per fermare questa deriva”. 

Ci dica con tre flash tre impegni europei da qui a fine mandato.
“Uno: provare a fermare tutti i deliri ultra-ambientalisti che cercheranno di farci approvare prima che cambi il vento. Siamo sommersi di vecchie e nuove proposte legislative, perché sono terrorizzati di non avere più i numeri tra un anno. Due: portare a casa risultati concreti sul contrasto all’immigrazione clandestina. Il lavoro fatto finora da Giorgia Meloni, in Europa e in Africa, è stato straordinario; ora serve che l’Ue finalizzi questi sforzi. Tre: avere il coraggio di continuare ad opporci all’indottrinamento gender, soprattutto a tutela dei bambini e della libertà educativa delle famiglie”.