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Sport
"Due iniezioni prima delle partite". Walter Sabatini e la moria di calciatori

Morti sospette nel calcio, i timori di Sabatini e Di Gennaro

Il caso sollevato da Dino Baggio in seguito alle morti di diversi calciatori, gli ultimi Vialli e Mihajlovic, continua a far discutere. Si moltiplicano le testimonianze di ex giocatori che raccontano cosa succedeva ai loro tempi, alimentando sospetti su tutti questi decessi. "Quando mi sentivo un po’ giù, andavo dal massaggiatore e gli dicevo: “Dai, fammi un Neocromaton” (un farmaco per l’anemia, ndr). Era una cosa normale». Walter Sabatini - si legge su La Stampa - ha attraversato il calcio da giocatore, allenatore e soprattutto dirigente sportivo (Perugia, Lazio, Palermo, Roma, Inter, Sampdoria, Bologna e da ultimo Salernitana). Risponde a Dino Baggio e agli altri giocatori che, dopo le morti di Gianluca Vialli e Sinisa Mihajlovic, hanno alzato un velo su una pratica diffusa per decenni, almeno fino agli Anni Duemila. Negli spogliatoi giravano farmaci e integratori in quantità esagerate.

"Non era doping - precisa Sabatini - almeno non un doping prestazionale. Non ho mai visto un calciatore assumere dei prodotti per aumentare il rendimento. Si cercava, quello sì, di migliorare la condizione, con prodotti che in quel momento erano legali, presi in grande quantità. Passavano i medici, ti facevano punture e non sapevi quello che iniettavano. Mi facevo due iniezioni prima della partita senza mai fare una domanda. Mi fidavo dei dottori. Le dosi eccessive possono aver portato a qualche problematica importante negli anni successivi. C’è stata una lunghissima moria di giocatori, per cui i sospetti di Dino Baggio sono consistenti e anche giustificabili". Anche la seconda voce delle telecronache della Nazionale si unisce ai sospetti: "Mi davano - rivela Antonio Di Gennaro a Repubblica - il Micoren (un analettico respiratorio che fa parte delle sostanze vietate, ndr) come fossero caramelle. Diteci che cosa rischiamo".

Moria tra i calciatori, Nestor Sensini risponde a Dino Baggio

Non tutti, però, sembrano essere preoccuoati. Leggerezza o buon senso? "Io mi sento tranquillo, non sono angosciato" racconta Nestor Sensini, ex difensore di Udinese, Parma e Lazio tra gli Anni '90 e i primi Anni 2000, che in particolare risponde alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa da Dino Baggio: "Le morti di Mihajlovic e Vialli in poco tempo lo hanno sicuramente scosso. Quando succedono queste cose ci si ferma a riflettere, ma io posso dire serenamente che non ho paura di morire". E ancora: "All'epoca andava di moda la creatina, ce la davano perché dicevano serviva per recuperare più in fretta e gonfiava i muscoli. In quei momenti c'erano medici specializzati, io credo che nessuno ci avrebbe dato cose che avrebbero potuto mettere in pericolo le nostre vite". Sulla scomparsa di molti ex giocatori, Sensini non si sbilancia: "Bisogna chiedere agli esperti, servirebbe uno studio per capire qual è la percentuale di ex giocatori ed ex atleti morti tra quelli che assumevano le stesse sostanze".

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