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Inter, naufragio in Champions. Tifosi chiedono le dimissioni di Antonio Conte
Antonio Conte (Lapresse)

Inter, naufragio in Champions League. Tifosi chiedono le dimissioni di Antonio Conte. Ottavi in bilico: battere il Borussia Mönchengladbach e...

L'Inter è a un passo dal tracollo in Champions League: dopo lo 0-2 in casa contro il Real Madrid, i nerazzurri sono vicinissimi all'eliminazione. Il girone ora è complicatissimo, con il Borussia Mönchengladbach capolista con 8 punti, i blancos secondi a sette e la squadra di Antonio Conte ultima a quota due, dietro pure allo Shaktar (a 4). In questo momento è in pericolo anche l'accesso ai sedicesimi di Europa League (bisogna vincere la volata per il terzo posto con gli ucraini). A rigor di logica c'è ancora una fiammella di speranza per passare agli ottavi di Champions e gli incastri del calendario la alimentano: bisognerà vincere in casa del Borussia martedì prossimo e poi nell'ultimo turno contro lo Shaktar a San Siro. Sperando che contemporaneamente anche il Real Madrid batte i tedeschi (la squadra di Zidane potrebbe essere motivata per vincere il girone). Però è evidente che due pareggi e due sconfitte in quattro giornate di Champions League sono un bilancio disastroso. E sui social dopo la sconfitta interna contro i blancos (Hazard e autorete di Hakimi) è montato l'hastag di molti tifosi nerazzurri #conteout.

L'hastag #conteout: tifosi dell'Inter chiedono le dimissioni/esonero di Antonio Conte

L'allenatore dell'Inter spacca i supporter nerazzurri tra chi ancora lo difende e il partito di quelli che vorrebbero le sue dimissioni o l'esonero. Nel mirino, i gol presi dalla squadra nel corso della stagione, il gioco e il modulo di Antonio Conte, la mancata valorizzazione di Eriksen in generale e il suo ingresso a cinque minuti dalla fine (togliendo Lukaku) nel match di San Siro. Sotto attacco anche Arturo Vidal e il suo arrivo in estate. E sui social c'è chi rimpiange Luciano Spalletti...

Inter, lo spettro di Massimiliano Allegri e l'ingaggio da 12 milioni di Antonio Conte

Nei mesi scorsi sulla panchina dell'Inter aleggiava lo spettro di Massimiliano Allegri, che resta libero e in estate aveva detto di aver voglia di tornare ad allenare dopo l'anno sabbatico: il tecnico livornese attende che arrivi l'offerta giusta dall'Italia o dall'estero. Certo tornare a Milano per lui sarebbe logisticamente una soluzione ottima. Ma in questo discorso pesa l'ingaggio di Antonio Conte che frena possibili soluzioni drastiche: 12 milioni netti a stagioni con un contratto in scadenza a giugno 2022. E la situazione economica non è certo favorevole: la crisi per la pandemia del coronavirus si è ovviamente abbattuta anche sul calcio. Non  a caso proprio l'ad dell'Inter, Alessandro Antonello aveva lanciato un allarme generale legato al mondo del pallone.  "Il tema di calmierare gli stipendi dei calciatori è essenziale che sia affrontato il prima possibile per garantire la continuità e la sopravvivenza del sistema", le sue parole. "Il tema è diventato insostenibile per i club. Oggi, nel post Covid, l'incidenza dei salari sul fatturato sfiora il 70-80%: con questi dati non c'è industria che possa reggere a lungo senza una riforma". Ecco perchè è difficile pensare a un'Inter che proceda all'esonero di Antonio Conte, a meno che la situazione non precipiti.

Inter-Real Madrid 0-2, Antonio Conte sulla sconfitta e l'espulsione di Vidal

L'allenatore nerazzurro intanto ha analizzato la sconfitta contro il Real Madrid tornando anche sull'espulsione di Vidal che ha lasciato l'Inter in dieci per oltre un'ora di gioco. "Già di base è difficile giocare contro squadre come il Real Madrid. Se poi pronti via andiamo sotto di un gol e di un uomo diventa una montagna difficile da scalare. Sinceramente dell’arbitraggio è meglio non parlare, anche se tante volte l’arbitro deve essere intelligente e non rovinare la partita così. A meno che Vidal non abbia detto niente di grave. Lasciare una squadra in 10 al 30' significa ammazzarla - ha spiegato Antonio Conte - Non so però cosa gli abbia detto Vidal. In generale si è vista la differenza tra noi e loro, ma questo non ci deve abbattere e ci deve far capire che c'è una strada da percorrere, fatta di tanto lavoro e umiltà. Non lasciamoci ammaliare da sirene che possono arrivare dall'esterno e cerchiamo di capire che c'è un percorso fatto di lavoro davanti a noi. Non penso che non siamo prolifici in attacco, i gol li facciamo ma ne stiamo subendo qualcuno in più. La partita si è messa subito in salita ed è stato difficile rimettersi in sesto dopo l'espulsione dovuta a un eccesso di proteste. All'andata avevamo fatto molto meglio, con più aggressività. Promuovo l'atteggiamento e la voglia, c'è stato grande impegno".

 

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