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Medel, scherzetto alla Roma. Inter sola in testa. LE PAGELLE

Brutta, cattiva e soprattutto vincente. Non sarà bella (anche se nel calcio è bello chi la butta dentro, non chi fa ricami nella metà campo avversaria), ma questa Inter è dannatamente quadrata. E lo è anche con tanti e imprevisti cambi nella formazione iniziale. Nel processo di costruzione di un'identità tattica, Roberto Mancini è già riuscito nell'impresa di restituire un'identità sportiva a un'Inter che ha ritrovato il senso di chiamarsi tale. La Roma gioca bene, non meriterebbe di perdere ma va a sbattere contro un super Handanovic e contro qualche timidezza di troppo sotto porta. Nella notte di Halloween gli occhi della tigre ce li hanno i nerazzurri. La differenza, per questa volta, è tutta lì. 

LA CRONACA

L'Inter supera la Roma per 1-0 a San Siro e scavalca i giallorossi al primo posto in classifica. A decidere e' stato un gol di Medel al 31' del primo tempo che ha beffato Szczesny dalla distanza. La Roma ha provato a recuperare, sciupando tanto anche dopo l'espulsione per doppio giallo di Pjanic. Mancini sorprende scegliendo D'Ambrosio per la corsia di destra e lasciando fuori Icardi. Modulo ridisegnato un 4-3-3 con Jovetic in attacco supportato da Ljajic e Perisic. Dall'altra parte non recupera De Rossi, quindi gioca Maicon a destra con Florenzi alzato sulla linea degli intermedi di centrocampo.L'Inter lascia fare la partita alla Roma, la prima palla gol arriva al 7' con Salah, al 15' gran cross di Digne e Dzeko impatta debolmente favorendo la prima di una lunga serie di parate di Handanovic. La gara si accende, poco dopo miracolo di Szczesny su Brozovic. Al 23' Handanovic si supera su Maicon, sulla ribattuta D'ambrosio decisivo nell'anticipare Dzeko. La replica dell'Inter e' in un destro di Jovetic dalla distanza che finisce fuori. Al 31' l'Inter passa in vantaggio con Medel: tiro rasoterra da fuori area, Szczesny la vede in ritardo e la palla si insacca all'angolino lontano. La rete da' coraggio agli uomini di Mancini, mentre la Roma si comprime a lungo nella sua meta' campo sperando in un errore degli avversari per ripartire con Salah e Gervinho sulle fasce. In avvio di ripresa Mancini perde Medel (guaio alla schiena), al suo posto entra Kondogbia. La Roma alza la pressione e si fa pericolosa ancora con Dzeko di testa, ma Handanovic c'e'.Al 10' ancora il bosniaco pecca di superficialita' servito da Maicon da solo in mezzo all'area. Al 15' ancora palla gol per la Roma con Salah, ancora Handanovic ci mette il corpo, poi si oppone ancora due volte ancora sull'egiziano. Seguono i primi cambi tattici: Iago per Florenzi, Palacio per Jovetic. Dopo almeno sei palle gol sciupate, la Roma resta anche in dieci per doppia ammonizione di Pjanic, che cosi' saltera' anche il derby con la Lazio. In superiorita' numerica l'Inter si distende e al 32' Szczesny si deve superare su Brozovic. L'assedio finale della Roma non porta frutti, dopo 24 partite consecutive la Roma chiude un match ufficiale senza segnare.

LE PAGELLE di twitter11@LorenzoLamperti

INTER

HANDANOVIC 8. Prende tutto quello che gli passa davanti. Semplicemente prodigioso quando salva l'Inter tre volte di seguito, in particolare sulla quasi autorete di Murillo. Dopo la parata salva risultato di Bologna un'altra prestazione gigantesca.

D'AMBROSIO 7. Il miglior terzino della rosa dell'Inter. Risolti, almeno per ora, i problemi con la società, scende in campo per la prima volta in stagione e non sbaglia nulla. Anzi, salva anche un gol fatto su Dzeko. Tutta un'altra musica e un altro spessore rispetto all'incerto Santon. (RANOCCHIA s.v.)

MIRANDA 7. Imperatore dell'area di rigore. Sbaglia praticamente nulla.

MURILLO 7. E' sempre un po' più svagato del compagno di reparto ma la sua esplosività fa spavento. Difensore avventuroso ma questa volta efficace.

NAGATOMO 7. Altra sorpresa di serata. E non solo perché Mancini decide di schierarlo ma anche e soprattutto per la sua prestazione basata sull'attenzione e la corsa e condita con qualche salvataggio al limite del miracoloso su Salah e persino qualche discesa. Ritrovato.

GUARIN 5,5. In fase di interdizione funziona tutto alla grande, il problema è quando il colombiano deve pensare (o quantomeno dovrebbe pesanre) che cosa fare con il pallone tra i piedi. Spreca qualche buona ripartenza, causa un paio di contropiedi avversari.

MEDEL 7. La bussola dell'Inter. Intelligenza, furbizia, quantità e, a dispetto dei sapientoni, pure qualità. Segna persino il gol che vale i tre punti e la vetta in classifica. (KONDOGBIA 5,5. Perde un pallone sanguinoso sulla trequarti, si redime nel burrascoso finale. La sua fisicità davanti alla difesa fa paura da vedere).

BROZOVIC 7. Primo tempo strepitoso, ripresa in calando che porta però in dote un quasi gol in semirovesciata. L'unico tuttocampista nella rosa dell'Inter. Sarà dura togliergli il posto da qui in avanti.

PERISIC 6,5. Accelerazioni e strappi da paura dal 1' al 90'. Sarebbe da 8 se fosse meno impreciso nei momenti clou.

JOVETIC 7,5. Primi 45 minuti sontuosi. Da falso nove gioca ancora meglio perché ha al fianco due laterali coi quali può dialogare nello stretto. Fa sempre la cosa giusta, rifila un tunnel a Nainggolan, è l'ispiratore del gol di Medel. La stagione dell'Inter dipende in buona parte da lui. (PALACIO 6,5. Entra per tenere palla davanti e conquistare qualche fallo. Compito assolto con estremo successo).

LJAJIC 7. E' vero, butta alle ortiche un contropiede 4 contro 2. Però Adem sfodera una partita inusuale per lui. E' praticamente il 5° centrocampista a sinistra, ripiega per contenere Maicon ma poi lo punge ripetutamente in avanti. Spesso lo si trova pure dietro a fare il terzino. Straordinaria una sua invenzione per Perisic che però non sfrutta. Altro giocatore importante per questa Inter.

MANCINI 8. E' la sua vittoria. Azzecca tutte le mosse. E dire che non si trovava un interista che non avesse storto il naso alla lettura della formazione. Decide di non dare punti di riferimento alla Roma e i fatti gli danno ragione. Ha ritrovato Brozovic e Ljajic, dietro sceglie i terzini giusti e soprattutto paga la scelta di tenere fuori Icardi e mettere Jovetic spalle alla porta. Se anche Maurito capisce come deve giocare (in tal senso lo si prega di guardare i movimenti di Palacio negli ultimi 25 minuti, please) questa Inter può fare davvero strada.

ROMA

SZCZESNY 4,5. Sul tiraccio di Medel va giù alla velocità proporzionale di un bradipo. Non basta certo la parata su Brozovic a riscattarlo.

MAICON 6. Nel primo tempo si propone con costanza in avanti e sfiora anche il gol dell'ex. Nel secondo tempo, quando dovrebbe dare qualcosa in più, si spegne.

RUDIGER 5,5. Lento e macchinoso, sul gol di Medel si gira dall'altra parte.

MANOLAS 6. Jovetic viene spesso e volentieri incontro, lui non viene risucchiato.

DIGNE 6. Tanti cross messi in mezzo all'area. Non è colpa sua se nessuno li butta dentro.

FLORENZI 5,5. Bello de nonna gioca stranamente una partita anonima. Come interno non riesce a dare respiro alla sua qualità più grande: la corsa. (IAGO 6. Forse sarebbe dovuto entrare prima).

PJANIC 5. I suoi calci piazzati fanno tremare più volte i tifosi nerazzurri. Rende impossibile la rimonta quando si fa buttar fuori per un inutile fallo di mano sulla trequarti offensiva.

NAINGGOLAN 6,5. Si becca un bel tunnel da Jovetic ma è il giallorosso più sul pezzo. Non tira mai indietro la gamba e prova a suonare più volte la riscossa. Senza riuscirci.

GERVINHO 5. Veloce è veloce, ma la precisione sembra averla lasciata a Firenze. 

DZEKO 4,5. Sbaglia tutto quello che si può sbagliare. Molle.

SALAH 4,5. Gioca per conto suo.

GARCIA 5. La Roma gioca bene ma gli manca la cattiveria necessaria per fare risultato. Mancini scompagina le carte e lui non riesce a stare al passo. Vero che Dzeko stava giocando male, ma toglierlo proprio quando si stava tentando l'assalto a Fort Apache in area di rigore non è parsa un'idea brillante. La Roma sulla carta è la più forte del campionato. La domanda è: avrà la tenuta giusta per centrare il bersaglio grosso? La sfortunata notte di Halloween solleva qualche dubbio.

IL POST PARTITA

Mancini: "Grande gara. Icardi scelta tecnica" - "Se c'è il mio zampino in questa vittoria? No, il merito è dei giocatori, bravissimi a non concedere spazi alla Roma. Abbiamo avuto le nostre occasioni e siamo stati bravi a sfruttarle", commenta il tecnico nerazzurro ai microfoni di Sport Mediaset. A Mancini viene riconosciuto anche il merito di aver fatto scelte coraggiose, come quella di tenere in panchina Mauro Icardi: "E' stata una scelta tecnica, non ha detto niente di sbagliato. La verità è che non volevamo dare punti di riferimento alla Roma. Abbiamo dei giocatori più rapidi e certe volte potremo usare questa soluzione, altre volte invece avremo bisogno di un centravanti. D'Ambrosio e Nagatomo? Avevamo bisogno di giocatori forti e veloci a recuperare e contrastare i loro esterni, per questo li ho scelti, sono stati molto bravi tutti e due”. Tra i migliori anche Handanovic: "Ormai conosciamo bene le sue qualità - commenta il Mancio -, lo Scudetto? Il fatto di non giocare le coppe potrebbe essere un vantaggio, ma siamo solo all’undicesima giornata e ci sono cinque squadre in un punto, il campionato è ancora lungo: sarà una lotta dura per tutti".

Garcia, sconfitta immeritata - "Occasioni gol e numeri dicono che immeritata. Tutta colpa nostra, mancato di efficacia e cinismo sotto porta. Non era il caso, da inizio di stagione. Pjanic non doveva contestare le due mani di giocatori dell'Inter, il colmo e' che si fa espellere proprio per un tocco di mano...". Cosi' Rudi Garcia commentando ai microfoni di Sky la sconfitta della Roma in casa dell'Inter. "I nerazzurri hanno giocato tutti indietro - ha proseguito il francese a Sky - e c'erano pochi spazi. Con tutte queste occsioni colpire Handanovic che e' stato il migliroe in campo non ci fa segnare. Nel secondo tempo la squadra mi e' piaciuta ancora di piu'". L'ennesima sfida in trasferta che ha visto la Roma sprecare tanto sotto porta: "Eravamo pronti a un pressing alto dell'Inter - chiarisce il francese - come fanno di solito in casa soprattutto all'inizio. Poi ci hanno lasciato palla e abbiamo fato in modo di usarla al meglio. Fino all'ultimo passaggio siamo stati bravi ma nella finalizzazione no. E' quello che ci e' mancato stasera. La cosa piu' clamorosa e' la mancanza di cattiveria sotto la porta e su questo dobbiamo rimediare da subito. Ma la squadra mi e' piaciuta in difesa: abbiamo subito un gol, che non mi sembra essere stato un tiro di Neskens e su cui Scezesny poteva fare meglio, e poi un tiro di Brozovic. Per il resto nient'altro". "Io sono abbastanza tranquillo, non era questa la partita che decideva il titolo e sono sicuro che faremo molto bene in futuro. Oggi abbiamo giocato anche meglio della partita con la Sampdoria. La Juventus? Ho detto che torneranno e non cambio idea". Ancora una volta mancano i gol di Edin Dzeko: "Non mi sento tradito da lui - specifica Garcia -, deve giocare e trovare esplosivita' per arrivare primo sulla palla. Quando avra' questa cosa sara' anche lui piu' efficace in avanti. La sua sostituzione? Quando si gioca in dieci la prima cosa e' non lasciare solo il povero Nainggolan in mezzo al campo. Ma abbiamo dimostrato che anche in dieci e senza Dzeko siamo stati a lungo in area dell'Inter. Poi, nella mia testa era previsto farlo uscire perche' mercoledi' arriva un'altra partita importante".

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