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Architettare
La Piazza come Teatro. L'architettura secondo Gino Malacarne
Gino Malacarne 

La città contemporanea si è impoverita nel momento in cui ha cercato di rispondere ai criteri delle quantità e delle distanze, ovvero quando ha cercato di essere democratica, decretando che i quartieri popolari dovessero dimostrare un’architettura, appunto, popolare.

E, invece, il Karl Marx Hof, un grande edificio di ediliza popolare, costruito negli anni della Vienna rossa, per accogliere una popolazione di 5000 persone, è uno dei più bei monumenti al mondo. Da lì, i rivoltosi, durante i tumulti di febbraio della Guerra Civile Austriaca, si difesero dalle bombe dell’esercito austriaco e dai paramilitari austrofascisti.

“Così il popolo deve stare: dentro un monumento. Per la stessa ragione, tutti a teatro, indipendentemente dal censo, devono sedere sulle poltrone di velluto rosso”, afferma Gino Malacarne, professore ordinario in progettazione architettonica e urbana presso l’Università di Bologna, durante la sua Lectio rivolta agli studenti del I anno di Architettura del Politecnico di Bari.

01 Bellini ProcessioneBellini_Processione

Questo impoverimento dell’identità storica, che racchiude anche un valore sociale, costituisce la ragione per cui la città nuova, con le sue espansioni e le sue periferie, non ha più il potere di emozionarci tanto quanto riesce a fare, al contrario, la città storica.

L’architettura non produce forme riferite a sé stesse, ma costruisce un sistema di relazioni che disegnano gli spazi della città; costruisce la scena dei riti della vita e dell’azione dell’uomo. Nella sua capacità di essere evocativa, di rappresentare la memoria collettiva dei suoi cittadini, si manifesta il suo profondo valore che è, allo stesso tempo, civile e politico.

L’architettura della città è, dunque, la scena fissa delle vicende umane, secondo una illuminante definizione di Aldo Rossi, uno dei più grandi architetti e Maestri del Novecento:

«Il teatro è molto simile all’architettura perché riguarda una vicenda; il suo inizio, il suo svolgimento e la sua conclusione. Senza vicenda non vi è teatro e non vi è architettura. È anche commuovente che ognuno viva una sua piccola parte».

02 Piazza della Libertà CesenaPiazza della Libertà, Cesena

“Esiste un’analogia misteriosa tra architettura e teatro”, commenta Malacarne. L’architettura degli spazi urbani richiama quella delle scene teatrali. Come il teatro è il luogo predisposto per lo svolgimento di una rappresentazione, così l'architettura è la scena fissa, appunto predisposta all’accadere delle vicende umane.

Il problema della risignificazione dei luoghi, degradati o abbandonati, della riqualificazione e della trasformazione di intere aree, pone al centro del progetto il tema della qualità urbana.

Se la città è il teatro della vita pubblica, le architetture hanno il potere di rendere intellegibile il paesaggio, dal punto di vista sia culturale che esperienziale.

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