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L'ascensore, i top e i flop TV
Selvaggia Lucarelli: “Fai rumore” (altro che Diodato)

Adesso spunta una petizione on line contro la d’Urso. Una (inutile) crociata contro di lei perché ha pregato in diretta con Salvini nell’ultima puntata di “Live non è la d’Urso”. In un momento di crisi come quello che l’Italia sta vivendo, sembra ancora più strano un accanimento mediatico di questo tipo.

La Lucarelli ha attaccato la regina degli ascolti di Cologno per quella preghiera. E in rete un tale Mattia Mat, quasi contemporaneamente, ha dato vita ad una raccolta di firme on line per chiedere la chiusura dei programmi della d’Urso. Ma forse pochi sanno che, spulciando per bene la piattaforma della petizione, viene chiesto un contributo volontario. Strano, ma vero. “Dopo aver firmato una petizione ti sarà presentata la possibilità di promuovere quella petizione ad altri utenti sul sito. Quando un utente paga per promuovere una petizione verrà mostrata ad altri utenti di chance.org...”, si legge testualmente.

E la Lucarelli, attenta a tutte le vicende digitali, è a conoscenza di questa petizione on line? Sa che viene chiesto un contributo volontario? Domande lecite, a cui servirebbero anche risposte. Altrimenti tutto potrebbe essere rumore, rumore (rispolverando un successo di Diodato di pochi mesi fa a Sanremo). 

Il vero fatto raccapricciante è che qualcuno in Rete si sia scandalizzato per una preghiera, che rappresenta per antonomasia un gesto di speranza. A prescindere dalla propria fede religiosa. E poi a cosa serve attaccare quando a casa tutti noi abbiamo il vero strumento democratico per antonomasia: il telecomando. Basta cambiare canale quando qualcosa che vediamo in tv non ci piace o non ci convince. Ma gli attacchi, ingiustificati e strumentali, sembrano quasi una forma di “bullismo2.0”. 

Di questi tempi non sarebbe meglio fare una raccolta fondi per gli angeli in divisa, per i medici o i sanitari impegnati in questa crisi? Non sarebbe meglio, in un momento difficilissimo per tutti, deporre le armi di guerra senza pensare a rincorrere clic inutili? Non sarebbe meglio stringerci tutti insieme per essere più forti di prima? Perché tutto passerà. Passerà. Ma le battaglie, virtuali e verbali, hanno seminato solo terrore e fatto vittime. Non hanno mai giovato a nessuno.

Per questo “Io sto con Barbara”. In questa giornata il semaforo verde va a lei, rosso alla Lucarelli. Che avrebbe potuto per un attimo dimenticare ogni polemica.

Per carità, tutti abbiamo il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni. Ma è una regola che vale per tutti. Anche per la d’Urso, che è libera di fare il segno della croce o recitare per dieci secondi una preghiera per le migliaia di vittime del Covid-19. Che piaccia o non piaccia, la preghiera è un messaggio di speranza. Da sempre. In tempi di ateismo, quando venivano invocati le divinità o in tempi di modernità.

L’importante è non perdere mai la speranza. Bisogna lasciarla accesa, seguendo l’insegnamento di Fabrizio Frizzi che in un video bellissimo raccontò la storia di quattro candele accese. In una stanza buia si spensero pian piano. Ne rimase accesa solo una: la speranza. Con lei si possono riaccendere l’amore, la pace, la fede. Oggi più che mai.

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