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L'avvocato del cuore
Bibbiano e i bambini rubati: ma siamo sicuri che il sistema esista?

Ho letto centinaia di articoli sullo scandalo di Bibbiano, ma non mi sono ancora fatta un’idea precisa né di quello che è successo veramente, né di quali siano i responsabili. Ancor meno da quando il PM ha chiuso le indagini, ma gli imputati sono stati scarcerati per decorrenza dei termini.

Forse, data la delicatezza del tema, un po’ di rapidità sarebbe stata apprezzata da tutti.

Soprattutto da quanti sono stati ingiustamente coinvolti e perseguitati. 

Uno di questi è il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Bologna: se veramente si accerteranno gli orrori che ci hanno raccontato, in quale modo una qualsiasi responsabilità, soprattutto se penale, che è individuale, può essere a lui ascritta?

Il Presidente del Tribunale è un dirigente giudiziario. Se c’è un ricorso che segnala il disagio di un bambino, il Presidente non entra nel merito, ma assegna la pratica a un giudice, che dovrà istruirla e poi decidere. Il Presidente non può e non deve incidere né sull’attività né sui provvedimenti dei giudici. Non può influire sul loro potere discrezionale e non può conoscere la loro attività quotidiana, a meno che non vi siano precise e motivate accuse da parte di chiunque.

Non mi pare che vi sia stato un solo avvocato che si sia lamentato in tempi utili con il Presidente, di quello che poi è stato definito “sistema Bibbiano”.

Non ho letto da nessuna parte che anche un solo genitore si sia rivolto al Presidente, perché turbato da comportamenti di giudici o assistenti sociali. Salvo poi noi osservare gli avvocati e i genitori parlare scandalizzati con stampa e televisioni, non appena scoppiato lo scandalo.

Peraltro, si è parlato di “sistema”, ma gli affidi contestati nell’ordinanza della Procura pare siano in realtà nove, decisi dai giudici del Tribunale di Bologna (non dal Presidente) e confermati dalla Corte d’Appello. Sette bambini erano già tornati nelle loro case prima che esplodesse lo scandalo; gli ultimi due non sono più in affidamento extrafamiliare.

Rispetto alle centinaia di casi dei quali si parlava a giugno, oggi la dimensione è dunque ridottissima.

Anche, se un solo bambino sofferente, a causa di comportamenti illeciti di operatori sociali e della giustizia, sarebbe già di per sé uno scandalo insopportabile.

Però gli allontanamenti di minori vengono chiesti o dalla Procura (Magistratura inquirente e non decisoria) o dai Servizi Sociali e poi decisi da uno dei tanti giudici minorili del Tribunale: perché allora il Presidente è stato definito “sequestratore di bambini” e il Ministro della Giustizia ha ordinato un’ispezione contro di lui? E della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna non sappiamo niente?

Perché al Dott. Spadaro, elogiato da chiunque, idoneo per attitudini e merito, anche perché considerato tra i massimi esperti di diritto di famiglia e di minori, è stato ormai impedito di occupare la presidenza della procura per i Minorenni di Roma?

Il problema in realtà è nella qualità di alcune delle singole persone coinvolte (genitori, assistenti sociali, pubblici ministeri, avvocati, giudici), problema che non può essere nascosto o eliminato con l’attaccare, come al solito, i vertici. Nella specie il Dott. Spadaro è diventato il capro espiatorio del lassismo, della corruzione e dell’ignoranza altrui. L’unico nome che è stato fatto sulla stampa, con sprezzo e acrimonia. Senza alcun motivo tecnico di vicinanza con gli allontanamenti contestati (o di possibilità di evitarli). Che poi, a ben vedere, il problema più grande, e per ora irresolubile, è quello delle norme della giustizia minorile: è previsto infatti, da una legge ingiusta e monca, che i servizi sociali possano fare qualsiasi cosa, senza contraddittorio né controllo e la Procura ha un potere sul quale certamente non interviene il Presidente del Tribunale. Dopodichè sono gli assistenti sociali che devono, e possono, stabilire dove è giusto collocare i bambini, indipendenti dai giudici e, soprattutto, dai Presidenti.

E prima di parlare di “sistema di Bibbiano” sono stati esaminati tutti gli 8722 collocamenti disposti in Italia nel 2019?

Tutti scelti appunto sempre dai Servizi Sociali e non dai Presidenti dei Tribunali. Giusto per chiarire.

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