I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
L'avvocato del cuore
Coordinatore genitoriale, tribunale lo impone: chi è? Posso rifiutarmi?

“Gentile Avvocato, io e mio marito siamo separati da 2 anni, con 3 figli. Purtroppo negli ultimi tempi la nostra conflittualità è aumentata a dismisura e, ora che abbiamo avviato la fase di divorzio, i nostri avvocati ci hanno detto che il Tribunale potrebbe proporci un coordinatore genitoriale, visto che non riusciamo a metterci d’accordo quasi su niente. Che cosa comporta questa figura? Posso rifiutarmi? Grazie dell’aiuto.”

Gentile Signora, posso capire che Lei sia preoccupata, ma non deve temere la figura del coordinatore genitoriale al punto da rifiutarla “per partito preso”.        

Il sistema della coordinazione genitoriale, infatti, nato negli Stati Uniti, è recentemente entrato anche in Italia grazie ad alcune innovative pronunce di merito, proprio per intervenire in situazioni, come la Sua, di alto conflitto tra genitori, aiutandoli ad adattarsi in una nuova condizione familiare e personale.

In cosa consiste l’attività del coordinatore? Si può trattare di approcci di terapia familiare, mediazione familiare, psicoterapia individuale, consulenze tecniche. Tutti mirati a dare ai genitori consapevolezza delle proprie modalità di interazione tra sé e con i figli, ad aiutarli a rielaborare eventuali traumi e il cambiamento delle dinamiche relazionali occasionato dalla crisi familiare.         

Il Tribunale, dunque, può ricorrere alla nomina di “figure a sostegno della genitorialità”, quando i genitori sono incapaci di dialogare e di adottare decisioni nell’interesse dei figli; quando è necessario supportare i genitori ad attuare il progetto di affido condiviso, prevenendo il futuro ricorso all'autorità giudiziaria per ogni minima questione.         

La coordinazione genitoriale ha il merito di fare salvo l’affidamento condiviso della prole anche in presenza di elevata conflittualità genitoriale. Senza coordinazione, infatti, proprio a causa dei pesanti contrasti, non si potrebbe soddisfare il fondamentale requisito dell’affido condiviso, ossia la condivisione delle scelte riguardanti i figli.       

In altre parole, quando il Giudice decide l’invio dei genitori in coordinazione, sta tentando, per il bene dei minori coinvolti, “l’ultima spiaggia” per lasciare loro la piena responsabilità genitoriale e l’autonomia decisionale. Consideri, infatti, che compito del coordinatore genitoriale è quello di favorire la comunicazione tra le parti nell’interesse dei figli. Non ha poteri processuali. Il suo compito, è quello di (provare a) risolvere il conflitto al di fuori del processo. Solo quando vi siano situazioni di contrasto insuperabile, il coordinatore deve dare proprie indicazioni nell’interesse dei minori, che le parti sono tenute a recepire. E in difetto di adesione di una parte alle indicazioni del coordinatore, l’altra parte può chiedere, ex art. 709 ter c.p.c., al giudice di adottare i provvedimenti conseguenti.

L’unico problema dell’istituto, che non ha ancora fondamento legislativo, è che non può essere disposto senza la disponibilità dei genitori a farsi seguire e aiutare. La coordinazione, dunque, è un processo volontario a cui i genitori scelgono liberamente di aderire. Non può essere imposto. Ecco perché, rispondendo alla Sua ultima domanda, Lei potrebbe rifiutare il supporto di questa figura. Il mio consiglio però, è quello di valutare attentamente le motivazioni alla base di questa Sua propensione.

Tenga presente che i genitori, con il consiglio degli avvocati, possono direttamente indicare dei professionisti che per loro sarebbero idonei a seguirli nella coordinazione genitoriale. E a quel punto il giudice si limiterà a nominarlo formalmente.

Purtroppo, questo sistema non sempre riesce a produrre risultati duraturi e risolutivi dell’elevata conflittualità, perché ha tempi lunghi e non sempre c’è il concreto impegno genitoriale. Andando a discapito della quotidianità dei figli, che intanto continuano a essere usati come arma di guerra tra i genitori, incastrati incolpevolmente nelle liti adulte.
Ecco perché, per rafforzare e garantire l’impegno assunto dai genitori, l’istituto ha carattere oneroso, nel senso che, avviata la coordinazione genitoriale, sono i genitori stessi che devono sostenerne i costi.

 

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    coordinatore genitorialeavvocato del cuoredivorzioseparazione
    in evidenza
    La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

    Corporate - Il giornale delle imprese

    La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

    i più visti
    in vetrina
    Luce e Gas, passaggio al Mercato Libero. Abbassalebollette fa chiarezza

    Luce e Gas, passaggio al Mercato Libero. Abbassalebollette fa chiarezza


    casa, immobiliare
    motori
    Mercedes, approvato piano al 2026 con investimenti da 60 MLD

    Mercedes, approvato piano al 2026 con investimenti da 60 MLD


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.