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Il cruscotto

BUTTAR VIA L’ACQUA SPORCA CON IL BAMBINO DENTRO

Angelo2
 

Il D. L. 8 aprile 2020 nr. 23 con l’art. 5 (Differimento dell'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (CCII) di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14) dispone:

“1. All’articolo 389 del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, il comma 1° e’ sostituito dal seguente: «1. Il presente decreto entra in vigore il 1° settembre 2021, salvo quanto previsto al comma 2.».”

Questa norma è stata scritta alla “coda di gatto” e Vi spiego il mio punto di vista.

Il caos che ha creato e continua a creare la pandemia in atto e sotto gli occhi di tutti e non mi sembra il caso di aggiungere altro perché è stato detto di tutto e di più.

Però, la particolare situazione che si è venuta a creare non autorizza il “potere decisionale” a perdere il senso della oculatezza, anzi, lo obbliga ad una maggiore concretezza con i provvedimenti legislativi emanati dai quali dipendono le vite dei cittadini privati e di aziende.

La norma che ho citato sposta “a piè pari” l’entrata in vigore del CCII (eccezion fatta per la parte già operativa dal 16 marzo 2019, tra cui la “responsabilità degli amministratori”), senza prendere in considerazione che la riforma delle procedure concorsuali è suddivisa in più parti e ognuna di essa tratta una particolare tipologia.

La prima parte riguarda gli “allerta” cioè gli obblighi a carico delle aziende per intercettare una potenziale crisi e il consequenziale comportamento.

Appare chiaro che imporre in questo momento nuovi obblighi a carico delle aziende equivarrebbe a premere sulla testa di chi ha già l’acqua sotto al naso, anzi, io ho sempre sostenuto nel periodo anti corona virus, che questa parte del CCII avrebbe messo in serie difficoltà molte micro e piccole aziende, tanto è che per le srl (in area Cesarini) furono aumentati i parametri per la nomina dei revisori per rimediare parzialmente alla “cantonata” presa.

Ma il CCII non è solo l’obbligatorietà degli “allerta”, anzi la riforma si è resa necessaria per recepire tutta la giurisprudenza consolidata in materia di procedure concorsuali ed eliminare l’insorgere di nuovo contenzioso o eclatanti ingiustizie.

Essa ha attratto nel suo interno le procedure di sovraindebitamento variando la controversa legge 3/12 e, oltre a recepire i vari orientamenti giurisprudenziali, ha apportato importanti novità assai apprezzabili dal punto di vista della equità sociale e rappresenta un valido aiuto ai cittadini meritevoli e meno fortunati.

L’introduzione delle “procedure familiari nel sovraindebitamento” (art. 66) risolve non pochi problemi ove l’indebitamento coinvolge soggetti appartenenti alla stessa famiglia:

“I membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un’origine comune”………..

Anche l’art. 67 contiene una grossa novità per “il consumatore” al 5° comma:

“E’ possibile prevedere anche il rimborso, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del debitore se lo stesso, alla data del deposito della domanda, ha adempiuto le proprie obbligazioni o se il giudice lo autorizza al pagamento del debito per capitale ed interessi scaduto a tale data.”

Anche l’art. 63 “Transazione fiscale e accordi su crediti contributivi” apporta il suo contributo in termini di chiarezza e migliora la operatività nei complessi e complicati rapporti col fisco.

Dulcis in fundo, con l’art. 283 - Debitore incapiente:

“Il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice laddove sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al dieci per cento. Non sono considerate utilità, ai sensi del periodo precedente, i finanziamenti, in qualsiasi forma erogati.” …………….

Gli esempi riportati sono solo una piccola parte rispetto ai tanti punti favorevoli ai cittadini/imprese.

Gli esperti del settore (me compreso) avevano evidenziato che la norma doveva essere migliorata in alcune parti e già ne era stato predisposto il riesame (la bozza delle variazioni era stata anche pubblicata).

Ciò detto, non si doveva rinviare l’entrata in vigore di tutto il CCII, bensì esaminare i vari articoli e lasciare alla scadenza di agosto 2020 l’entrata in vigore di tutte le disposizioni a favore dei cittadini/imprese e solo per quelli della prima parte spostarne l’entrata in vigore.

(Ho già espresso il mio pensiero sulla data del “1° settembre 2021” con l’articolo del 4 maggio u. s. https://www.affaritaliani.it/blog/il-cruscotto/riduzione-del-capitale-sociale-670036.html”).

Occorre tenere ben presente che la pandemia in atto e le misure sanitarie necessarie per l’isolamento del contagio obbligheranno un “tot” di aziende ad abbassare le saracinesche e solo con le procedure in trattazione i relativi titolari potranno esdebitarsi e rientrare dignitosamente nei circuiti imprenditoriali (mi riferisco ai soggetti fallibili e NON).

L’aver rinviato a “a piè pari” l’entrata in vigore degli articoli del CCII equivale a “buttar via l’acqua sporca con il bambino dentro”.

VIGNETTABUTTARVIA18.5.20
 

Sull’opportunità di intervenire in sede di conversione del D. L. 8 aprile 2020 nr. 23 per spostare l’entrata in vigore solo della prima parte del CCII ho sentito il Sen. Luigi VITALI (avvocato del foro di Brindisi), il quale ha detto in merito:

“Credo che il rinvio dell’entrata in vigore del CCII all’1° settembre 2021 sia dipeso più che dalla volontà del Governo, dalla necessità di concedere più tempo agli uffici giudiziari per organizzarsi al nuovo modello previsto dalla norma. A maggior ragione per il fatto che l’emergenza Covid-19 ha notevolmente ridotto l’esercizio della giurisdizione.

E’ un vecchio limite del Legislatore che, pur intervenendo in maniera pregevole in alcuni settori, si dimentica di stanziare adeguate risorse per far funzionare le sue riforme. La casistica in tal senso è ricca sino ai nostri giorni.

Ciò detto, ritengo un “Minimo sindacale” quello di scaglionare l’entrata in vigore delle norme previste nel CCII, nel senso di far restare la proroga dell’entrata in vigore al primo settembre 2021 solo delle norme previste nella prima parte che, in effetti, hanno bisogno di una qualche rivisitazione; mentre per quelle di immediata fruibilità per l’utenza, stabilire l’immediata esecutività.

In tal senso, per la verità, anche su sollecitazione del dott. Angelo ANDRIULO, ma non solo, mi sto adoperando con altri colleghi parlamentari affinchè sia accettato dal Governo un emendamento in tal senso in uno dei provvedimenti di conversione dei decreti legge in corso.

Non mancherò di segnalare l’auspicato buon esito di questa iniziativa.”

L’autorevole voce del Sen. Luigi VITALI, sia come parlamentare, ma soprattutto come avvocato con esperienza ultratrentennale nelle procedure concorsuali, amplifica il tono del mio appello trasformando “un singolo grido in urlo di popolo”.

Concludo questo articolo evidenziando che la pandemia in atto si è abbattuta su tutta la società umana cogliendola impreparata ed ha messo a nudo tutta la sua fragilità nonchè l’inadeguatezza dell’attuale “modus vivendi” rispetto alla contagiosità del covid 19.

Molta attenzione è stata posta in passato alla dotazione degli armamenti come strategia di difesa (opportuna e necessaria), ma “zero assoluto” sulle conseguenze del nostro vivere in un mondo globalizzato (da salentino subisco la devastazione della Xylella fastidiosa. Questo batterio deriva da un ceppo che si è diffuso in California e in Arizona a partire dalla metà degli anni 90. La sua diffusione in Puglia, con le drammatiche conseguenze per la nostra agricoltura a partire dagli uliveti insieme al punteruolo rosso, originario dall’Asia, che ha distrutto migliaia di palme, non hanno rappresentato ne per i governanti italiani, ne per quelli europei un avvertimento sulle conseguenze della contaminazione dovuta a spostamenti di massa di uomini e merci in assenza di adeguati controlli/misure di contenimento dei rischi.)

Cogliamo insieme questa occasione per esplorare i confini della nostra immaginazione e trovare nuove idee per una società più a misura d’uomo che allontani lo spettro di nuove pandemie.

Sicuramente nuovi contagi ci saranno negli anni futuri per effetto della “evoluzione di tutte le specie viventi, nessuna esclusa”, ma i disastri dipendono dalla inadeguatezza delle strutture deputate a contrastare tali fenomeni.

Occorrerà dare forza a “NECESSITA’ E CORAGGIO”, tenendo presente che la necessità è la madre delle invenzioni e il coraggio è il padre del progresso”.

Potete inviare i Vostri quesiti a angelo@andriuloweb.it

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